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Conte: “Al lavoro fino a tarda sera”, ma l’orologio segna le 18.30
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conte lavoro tardi
Il post del premier Conte

Conte: “Al lavoro fino a tarda sera”, ma l’orologio segna le 18.30

Il premier ha postato una foto sul suo profilo Facebook che lo ritrae mentre scrive il discorso per le Camere, sottolineando che stava lavorando fino a tarda sera

05 Giu. 2018
conte lavoro tardi
Il post del premier Conte

Giuseppe Conte ha parlato questa mattina al Senato e ha esposto le dichiarazioni programmatiche del nuovo governo. Alle 13.30 il premier ha depositato il discorso alla Camera ed è atteso nuovamente a palazzo Madama per la discussione e il voto di fiducia al nuovo esecutivo.

Nella serata di ieri, 4 giugno, Giuseppe Conte ha pubblicato sul suo profilo Facebook una foto che lo ritrae davanti al computer, intento a scrivere il discorso pronunciato questa mattina al Senato.

“Al lavoro fino a tarda sera sul discorso alle Camere. Domani sarà un giorno importante in cui il Parlamento sarà chiamato a dare la fiducia al governo del cambiamento. Potrete seguire la diretta streaming qui sulla mia pagina Facebook. A domani!”, ha scritto il premier su Facebook.

Il messaggio è stato condiviso alle ore 21, ma il premier è stato smentito dal suo stesso orologio.

Guardando bene la foto, infatti, è possibile leggere l’ora riportata dal Rolex che Conte indossa. In realtà, lo scatto è stato realizzato alle 18.30, ma è stato pubblicato ore dopo.

Giuseppe Conte non è il primo politico italiano che usa i social per dimostrare agli italiani quanto duramente lavora. In precedenza anche Matteo Renzi aveva più volte postato delle foto che lo ritraevano a lavoro la mattina presto, in alcuni casi ancor prima che sorgesse il sole.

Per quanto riguarda le gaffe dei membri del nuovo governo, quella di Conte è stata preceduta da una foto pubblica dal ministro dell’Interno. Matteo Salvini, infatti, era in aereo e ha postato sui social una sua foto che lo mostrava intento a leggere alcuni documenti del Viminale.

Si trattava di documenti classificati come “riservati” che  era possibile leggere allargando l’immagine.

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