Governo: il discorso programmatico del premier Giuseppe Conte
Condividi su:

Governo: il discorso programmatico del premier Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio espone in Senato le linee guida del suo programma di governo, dal rapporto con la Ue al reddito di cittadinanza alla flat tax

05 Giu. 2018  
premier conte discorso
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Credit: Vincenzo Pinto / Afp / Getty Images

Martedì 5 giugno 2018 è il giorno del primo discorso in parlamento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, cui seguirà il voto di fiducia del Senato al nuovo governo, sostenuto da Movimento Cinque Stelle e Lega.

A partire dalle ore 12, nell’aula di Palazzo Madama, il premier ha esposto le sue dichiarazioni programmatiche.

Nel pomeriggio è prevista la discussione dell’aula e il voto finale sulla fiducia, il cui esito è atteso in serata.

Domani, mercoledì 6 giugno, è prevista invece la votazione sulla fiducia alla Camera dei deputati, a partire dalle ore 17.40.

Di seguito un’ampia sintesi del discorso pronunciato in aula dal premier Conte.

Il discorso programmatico del premier Conte

Un saluto al presidente della Repubblica, che rappresenta l’unità nazionale e che ha accompagnato le prime non facili attività di questo governo.

La crescente disaffezione verso le istituzioni e la progressiva perdita di prestigio di chi ha l’onore di ricoprire cariche al loro interno devono spingere tutti noi ad avere un ulteriore carico di responsabilità.

Chiediamo la fiducia per un progetto di cambiamento dell’Italia, un progetto che è stato sottoscritto sotto forma di contratto dalle due forze di governo più votate dagli italiani.

Gli obiettivi che la squadra di governo si è prefissata sono affidati alla pagina scritta, sono dichiarati in modo trasparente.

Non ho pregresse esperienze politiche. Sono un cittadino che in virtù dell’esperienza si studio e professionale maturata si è dichiarato disponibile a dirigere il governo e a rendersi garante degli obiettivi che sono stati prefissati con il contratto di governo. Sono mosso solo da spirito di servizio.

Mi propongo come l’avvocato che tutelerà l’interesse dell’intero popolo italiano.

Qualcuno ha considerato queste novità in termini di netta cesura rispetto alla tradizione istituzionale. Tutto vero. Dirò di più. Non credo sia una semplice novità. La novità è che abbiamo apportato un cambiamento radicale, del quale siamo orgogliosi.

Noi inauguriamo una stagione nuova nel segno della trasparenza e della chiarezza verso gli elettori.

Governo del cambiamento non è retorica ma ispirarsi al vento nuovo che soffia nel paese.

Il contratto posto a fondamento del nostro governo è stato giudicato di destra o di sinistra. Rispettiamo queste valutazioni ma non possiamo non rilevarne l’insufficienza.

Le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste, antisistema. Se populismo è l’attitudine della classe dirigente ad ascoltare la gente, se antisistema significa mirare a introdurre un nuovo sistema che rimuova vecchie incrostazioni di potere, ebbene queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni.

Nel contratto, accanto a misure più immediate, sono previste riforme di carattere più strutturale.

Occorre agire non solo guardando al bisogno immediato, ma progettando anche la società che vogliamo per i nostri figli e i nostri nipoti.

Dal punto di vista metodologico la nostra iniziativa si articolerà du tre fronti: ascolto, perché prima di tutto vengono i bisogni dei cittadini, l’esecuzione, perché vogliamo essere pragmatici (se un ente non funzione è giusto abolirlo), e il controllo, perché saremo i primi a monitorare l’efficacia dei nostri provvedimenti.

Dal punto di vista dei contenuti, cambia che la prima preoccupazione del governo saranno i diritti sociali, che nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente smantellati con i risultati che conosciamo: milioni di poveri, disoccupati, sofferenti.

Gli italiani hanno diritto a un salario minimo garantito, a un reddito i cittadinanza, a una pensione dignitosa, a un sistema fiscale equo.

Ridurremo il debito pubblico con la crescita dell’economia.

Cambierà che potenzieremo la legittima difesa. Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello della finta solidarietà.

Daremo il Daspo ai corrotti.

In tema di lavoro, in questo tempo di crisi e difficoltà, ci impegniamo a dare attuazione al primo articolo della nostra Costituzione.

Vogliamo costruire un patto sociale, consapevoli che solo con la partecipazione di tutti alla vita del paese potremo dare un un futuro migliore ai nostri figli.

In materia di ambiente, l’azione di governo sarà costantemente incentrata sulla tutela dell’ambiente e sullo sviluppo dell’economia circolare.

Vogliamo rivendicare anche in questo campo il ruolo alto della politica. Non siamo disponibile a sacrificare l’ambiente per scopi altri. Dobbiamo misurarci subito con i dilemmi dell’intelligenza artificiale.

In materia di affari esteri, ribadiamo adesione nostro paese all’Alleanza atlantica con gli usa come alleato privilegiato.

Ma attenzione, saremo fautori di una apertura verso la Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche.

Ci faremo fautori di una revisione del sistema di sanzioni.

Nel nuovo mondo globale la finanza ha assunto una posizione di assoluta preminenza. La politica e il diritto hanno perso terreno.

Dobbiamo trovare il modo di rafforzare i processi di legittimazione democratica.

In tema di Europa, l’eliminazione del divario di crescita tra Italia e Ue sarà un nostro obiettivo. Il debito è sostenibile.

In Europa verranno portati con forza questi temi per un adeguamento della sua governance.

Siamo fiduciosi della nostra forza negoziale, perché gli interessi dell’Italia vengono a coincidere con quelli dell’Europa.

L’Europa è la nostra casa. Quale paese fondatore abbiamo il pieno titolo di rivendicare una Europa più forte e più equa orientata ai bisogni dei cittadini.

Sui privilegi della politica, questo governo intende agire con risolutezza.

La lotta ai privilegi della politica e degli sprechi non è meramente simbolica.

Occorre operare un taglio alle pensioni e ai vitalizi dei parlamentari, dei consiglieri regionali e dei dipendenti degli organi costituzionali, introducendo anche per essi il sistema previdenziale dei normali pensionati

Sulle cosiddette pensioni d’oro, interverremo sugli assegni superiori ai 5mila euro mensili, nella parte non versata.

In materia di giustizia, il nostro obiettivo è ricostruire il rapporto di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giustizia.

La scarsa efficienza della giustizia limita la crescita e costituisce un limite agli investimenti esteri.

Obiettivi: semplificazione processi, abbassamento costi.

Inaspriremo le pene per il reato di violenza sessuale, oltre all’equo indennizzo a favore delle vittime. Assicureremo la certezza della pena. Ove necessario, aumenteremo il numero di istituti penitenziari.

Riformeremo anche la prescrizione.

Contrasto della corruzione: Rafforzeremo le strategie, aumenteremo le pene per i reati contro la pubblica amministrazione con l’introduzione del Daspo per i corrotti, rafforzeremo l’attività degli agenti sotto copertura.

Contrasteremo con ogni mezzo le mafie, aggredendo con ogni mezzo le loro finanze.

In tema di conflitto di interessi, rafforzeremo la normativa attuale in modo di estendere l’ipotesi di conflitto fino a includere qualsiasi utilità, anche indiretta che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o iniziativa.

In materia di reddito di cittadinanza. Anche in Italia le disuguaglianze si sono aggravate. A coloro che vivono in condizioni di disagio economico è precluso il pieno sviluppo della propria personalità.

Obiettivo del governo è assicurare un sostegno al reddito a favore delle famiglie più colpite dal disagio economico.

Il beneficio verrà commisurato alla composizione del nucleo famigliare e sarà condizionato alla formazione personale e al reinserimento lavorativo.

Potenzieremo i centri per gli impieghi, nella seconda fase sarò erogato lo strumento di aiuto vero e proprio.

Immigrazione. L’Europa ha consentito chiusura egoistiche di molto stati membri che hanno finito per scaricare sugli altri gli oneri che avevano.

Chiederemo con forza il superamento del regolamento di Dublino nell’ottica dell’equa distribuzione delle responsabilità e ricollocamenti automatici dei richiedenti asilo.

Vogliamo che le procedure di accertamento dello status di rifugiato siano più veloci.

Noi difendiamo gli immigrati che arrivano regolarmente gli immigrati regolari e che offrono un contributo decisivo allo sviluppo del paese.

Combatteremo il traffico di esseri umani.

Sacko Soumayla è stato ucciso con un colpo di fucile. Era un immigrato regolare. A lui e a tutti i suoi famigliari dobbiamo tutti un commosso pensiero.

In materia di tributi. Il nostro sistema è datato e non rispecchia più l’attuale realtà socio-economica.

Occorre ripensare il capitalismo, ma nel frattempo rivedremo integralmente il sistema impositivo.

L’obiettivo è la flat tax, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta. Solo così sarà possibile pervenire a una drastica riduzione dell’evasione fiscale.

Occorre inasprire necessariamente l’attuale quota sanzionatoria al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori.

In materia di ricerca scientifica, dobbiamo offrire ai nostri ricercatori e a quelli stranieri migliori condizioni per lavorare nel nostro paese.

Sanità: il documento di economia e finanza, già deliberato, prevede una contrazione della spesa sanitaria. il nostro governo vuole invertire la tendenza per garantire la necessaria equità nell’accesso alle cure.

Internet: l’accesso a Internet va garantito a tutti come in diritto fondamentale. Occorre garantire la protezione dei dati personali.

Sussidiarietà: siamo consapevoli che il terzo settore offre modelli di sviluppo sostenibile che contribuiscono a creare un modello di solidarietà in aiuto a chi ha bisogno.

Vogliamo una efficace riforma del terzo settore.

Impresa a sviluppo: ci proponiamo di creare per le aziende un ambiente favorevole in modo che lo stato non sia un avversario ma un soggetto con cui cooperare.

Promuoveremo riforma della legge fallimentare che abbandoni la logica meramente sanzionatoria e affronti in modo ampio e articolato le crisi di impresa.

Parti sociali: ci impegniamo a recuperare  il dialogo sociale con le varie associazioni e a ridefinire il principio di rappresentatività, che è in declino.

Occorre rimettere in moto in modo corale tutte le energie positive del nostro paese.

Saremo molto attenti al tema della semplificazione deburocratizzazione e digitalizzazione. Dobbiamo ridare slancio agli appalti pubblici dopo una stasi determinata in parte anche dalle incertezze interpretative e rigidità del nuovo codice dei contratti pubblici.

Il governo presterà la dovuta attenzione anche alle istanze che arriveranno dai parlamentari eletti all’estero.

Ci adopereremo per salvaguardare le regioni ad autonomia speciale  nella convinzione che la prossimità possa contribuire a migliorare la qualità di vita dei nostri concittadini.

Permettetemi di dedicare le ultime battute al parlamento e ai gruppi di opposizione.

Questo governo non è espressione del vostro sentire ma si apre anche alle vostre valutazioni nel rispetto dei ruoli. vi chiedo di esercitare le vostre prerogative i opposizione in modo costruttivo e leale.

Le istituzioni sono la casa di tutti gli italiani: una opposizione leale e costruttiva serve per il funzionamento del parlamento.

È mia intenzione applicare l’istituto delle interrogazioni a risposta immediata. per questa via potremo confrontarci costantemente e attraverso la vostra mediazione mi sarà consentito di interloquire con i cittadini da voi rappresentati.

Un pensiero finale per i terremotati. La mia prima uscita pubblica in Italia sarà dedicata a loro.

Il popolo si è espresso, ha scelto il cambiamento, adesso tocca a noi.

Il governo Conte

Il governo presieduto da Giuseppe Conte ha prestato giuramento venerdì primo giugno al Quirinale.

Conte sarà affiancato nel suo ruolo di presidente del Consiglio da due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, leader rispettivamente di M5S e Lega.

Di Maio è anche ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, mentre Salvini è titolare del dicastero dell’Interno.

Il governo si compone complessivamente di 18 ministri (qui la lista completa), di cui sette in quota M5S e sei in quota Lega, cui va aggiunto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, leghista.

Il ministro dell’Economia è il professor Giovanni Tria, mentre a Paolo Savona, nome discusso per le due posizioni sull’euro, è andata la delega agli Affari europei.

I numeri del governo Conte

Alla Camera il governo guidato dal premier Conte può contare su una maggioranza relativamente ampia, pari a 352 deputati, a fronte dei 316 necessari.

A questa quota si arriva sommando i 222 da deputati del Movimento Cinque Stelle, i 124 della Lega e altri 6 del gruppo Misto, tra cui cinque ex pentastellati espulsi o sospesi e un rappresentante del Movimento degli italiani all’estero.

Dovrebbero votare contro la fiducia, invece, 242 deputati, ossia quelli di Partito democratico, Forza Italia, Liberi e Uguali e la restante parte del gruppo Misto. Da Fratelli d’Italia e Svp ci si attende l’astensione.

Al Senato la maggioranza del governo Conte è invece più risicata, pari a 171 senatori a fronte dei 161 necessari.

A questa quota si arriva sommando i 109 da senatori del Movimento Cinque Stelle, i 58 della Lega e altri 4 del gruppo Misto, tra cui due ex pentastellati espulsi o sospesi e due rappresentanti del Movimento degli italiani all’estero.

Dovrebbero votare certamente contro la fiducia, invece, 122 senatori, ossia quelli di Partito democratico, Forza Italia e Autonomie. Da Fratelli d’Italia e Svp ci si attende l’astensione.

Incerto, infine, il voto dei senatori a vita: Elena Cattaneo (gruppo Per le Autonomie), Mario Monti e Liliana Segre (entrambi gruppo Misto), Renzo Piano e Carlo Rubbia (che non sono iscritti ad alcun gruppo parlamentare). Il presidente emerito Giorgio Napolitano sarà assente per motivi di salute.