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La risposta di Tiziano Ferro al ministro Fontana sulle famiglie arcobaleno

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Tiziano Ferro ha risposto al ministro Fontana che aveva dichiarato che le famiglie gay non esistono

Tiziano Ferro, uno tra i più popolari cantanti italiani e alcuni anni fa aveva dichiarato pubblicamente di essere gay. Alcune ore fa ha pubblicato su Instagram una storia in risposta alle posizioni del neo ministro della famiglia che aveva detto che le famiglie gay non esistono.

“Non voglio supporto, mi basterebbe smettere di sentirmi invisibile”, ha scritto Tiziano Ferro in 3 lingue:

 

In un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera, Fontana – che si definisce un “cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà” – ritiene che le famiglie composte da coppie omosessuali “per la legge in questo momento non esistono”.

In una seconda intervista rilasciata dopo le polemiche di ieri, ha aggiunto “Ma va’. Ho tanti amici omosessuali, del resto ho vissuto a Bruxelles tanti anni dove ci sono anche nelle istituzioni. E poi la questione non è nel contratto di governo, non me ne occuperò”.

Sul tema della registrazione all’anagrafe dei figli di genitori dello stesso sesso, negata ad esempio in questi giorni dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, Fontana ha detto che “una legge in proposito non esiste, dobbiamo quindi decodificare cosa significa quello che sta succedendo”. Il ministro ha sottolineato che la famiglia “è la prima e più importante comunità della nostra società”.

Fontana ha concluso sostenendo anche: “Voglio intervenire per potenziare i consultori così di cercare di dissuadere le donne ad abortire”.  Nella fattispecie il ministro vuole “lavorare per invertire la curva della crescita che nel nostro paese sta diventando davvero un problema” arrivando cioè ad abbassare l’Iva “per tutti i prodotti che riguardano l’infanzia”.

In seguito alle dichiarazioni di Fontana, la presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia, madre di tre bambini insieme a sua moglie Laura Terrasi, ha detto: “Sono esterrefatta nel vedere un ministro della Famiglia così distaccato dalla realtà in cui vive.

Come fa un ministro della Repubblica ad affermare che noi e i nostri figli non esistiamo, quando non solo i nostri bambini sono perfettamente inseriti nella società, nella scuola, tra i loro coetanei, ma decine di sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione  e sempre più comuni che riconoscono i nostri figli alla nascita, certificano che noi esistiamo a tutti gli effetti, anche giuridicamente, per lo Stato italiano”.

“I nostri figli non sono una ideologia, sono una realtà. E soltanto Mussolini in questo paese aveva provato a negare il nostro diritto di esistere. Il ministro Fontana però ha giurato sulla Costituzione e dunque mi aspetto che sia il ministro di tutti gli italiani, anche dei nostri bambini. In Italia esiste un reale pericolo di omofobia e parole come queste possono essere pericolose, proprio nei confronti dei più indifesi, cioè i più piccoli. Ma di fronte a queste affermazioni mi chiedo cosa farà il movimento Cinquestelle, alleato di governo della Lega, ma i cui sindaci, in gran parte, stanno trascrivendo i certificati di nascita dei figli delle coppie omosessuali. O addirittura iscrivendoli alla nascita come ha fatto la sindaca Appendino”.

Intanto il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Fontana.

Le unioni gay: “Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo”

Il nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità nel nuovo governo appoggiato da Movimento 5 Stelle e Lega, Lorenzo Fontana, è un “veronese e cattolico” che spesso ha parlato di famiglia “composta da uomo, donna e figli. Quella naturale che è sotto attacco. I Gay vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo“.

Fontana, deputato della Lega, che si è battuto per “fermare con successo la Relazione Estrela su fecondazione a single e lesbiche, limitazione obiezione di coscienza all’aborto degli operatori sanitari, educazione sessuale nelle scuole pro LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender), educazione dei medici pro LGBT”.

Inoltre, in passato si è anche opposto alla Relazione Lunacek, “che apre alle nozze gay, chiede corsi di educazione sessuale pro LGBT per bambini e considera omofobo chi si batte per la famiglia tradizionale”.

L’esempio, ha sostenuto Fontana, viene dalla Russia di Vladimir Putin: “È il riferimento per chi crede in un modello identitario di società”. Pazienza se all’interno del Paese gli omosessuali subiscono quotidiane discriminazioni e violenze e i diritti umani e culturali siano sempre più ristretti.

“Siamo crociati che combattono non con le spade, ma con gli strumenti della cultura, dello studio e dell’informazione veritiera e corretta una battaglia difficile e faticosa, ma che comunque condurrà alla vittoria”, ha detto in passato.

La teoria di Fontana è semplice: i “nostri popoli sono sotto attacco. Da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero. Sono tutte questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni. Il rischio è la cancellazione del nostro popolo”.

“Quella per la vita è la battaglia finale”, le parole di Fontana. Battaglia che deve essere combattuta “per proseguire con la nostra civiltà”. Come? Contrastando il diritto all’aborto (“la prima causa di femminicidio nel mondo”), l’eutanasia (“se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale, si arriva ad aberrazioni”) e la cosiddetta ideologia del gender.

Storia politica. Fontana è un deputato della Lega di 38 anni eletto la prima volta al Parlamento lo scorso 4 marzo dopo aver trascorso due mandati al Parlamento europeo dove ha “contribuito a stipulare l’allenza storica” tra la Lega e il Front National di Marine Le Pen.

Fontana inoltre è vicesindaco di Verona, vicepresidente della Camera dei deputati e vice segretario federale della Lega.

Nella sua biografia presente sul suo sito Fontana dice di essersi avvicinato alla politica e alla Lega quando aveva appena sedici anni. A 22 anni è stato eletto consigliere della terza circoscrizione del comune di Verona, a 27 anni consigliere comunale e a 29 anni al Parlamento Europeo, poi rieletto nel 2014 quando la Lega Nord è entrata nel Gruppo ENF (Europa delle Nazioni e delle Libertà) con il Front National di Marine Le Pen.

Sposato (con rito tridentino celebrato da don Wilmar Pavesi, sacerdote pre-conciliare vicino ai tradizionalisti cattolici, e con rito civile celebrato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi con Salvini testimone), una figlia e una laurea in Scienze politiche.

Tifosissimo dell’Hellas Verona, squadra retrocessa in serie B nell’ultima stagione calcistica, che segue “rigorosamente e da sempre in curva sud”. Non una grande novità. A Verona per i politici non è insolito dichiarare fedeltà alla squadra e allo stadio, che sono sempre stati un vivaio dell’estrema destra.

Chi è Lorenzo Fontana

Lorenzo Fontana è nato a Verona il 10 aprile 1980, è sposato ed è padre di una bambina.

Il 28 marzo 2018 è stato eletto vicepresidente della camera, prima di ricevere l’incarico di ministro per la Famiglia e Disabilità del governo M5S-Lega.

È laureato in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Padova e in storia della civiltà cristiana all’Università Europea di Roma.

Leghista di lunga militanza, Fontana è stato vicesegretario del Movimento Giovani Padani, la sezione giovanile della Lega Nord, dal 2002 e consigliere comunale a Verona.

Nel 2009 è stato eletto nel Parlamento europeo, dove ha ricoperto la carica di capo delegato della Lega e vice presidente della cultura, l’istruzione e lo sport.

Nel 2014 viene nuovamente rieletto al Parlamento europeo.

In questo secondo mandato è stato membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e delegato per le relazioni con l’Iraq.

Il 26 febbraio 2016 è stato nominato vicesegretario federale della Lega Nord assieme a Giancarlo Giorgetti.

Viene eletto alla Camera dei Deputati alle elezioni del 4 marzo 2018.

Tra i pilastri del suo credo politico vi è la tutela e la difesa della famiglia e sulla “vita”.

Per quanto concerne il tema della disabilità, Fontana ritiene urgente abbattere tutte le barriere architettoniche, progetto che ha già avviato in passato da europarlamentare.

Tra le altre cose, Fontana è autore del libro La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi, con la prefazione di Matteo Salvini, pubblicato nel 2018.