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Papa Francesco sfida i clan e celebra il Corpus domini sul litorale di Ostia

Dopo 50 anni, la celebrazione si svolge sul litorale romano afflitto dalla mafia. L'idea era stata avanzata dai preti delle parrocchie locali

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Papa Francesco

In occasione del Corpus domini, papa Francesco ha scelto di celebrare la messa ad Ostia, una frazione di Roma, sfidando così i clan che governano nella zona.

“L’ampio lido di questa città richiama alla bellezza di aprirsi e prendere il largo nella vita. Ma per far questo occorre sciogliere quei nodi che ci legano agli ormeggi della paura e dell’oppressione”, ha detto il Papa nell’omelia della Messa che ha preceduto la processione.

“L’Eucaristia invita a lasciarsi trasportare dall’onda di Gesù, a non rimanere zavorrati sulla spiaggia in attesa che qualcosa arrivi, ma a salpare liberi, coraggiosi, uniti”.

“Al termine della Messa saremo anche noi in uscita. Cammineremo con Gesù, che percorrerà le strade di questa città. Egli desidera abitare in mezzo a voi. Vuole visitare le situazioni, entrare nelle case, offrire la sua misericordia liberatrice, benedire, consolare. Avete provato situazioni dolorose; il Signore vuole esservi vicino. Apriamogli le porte e diciamogli: Vieni, Signore, a visitarci. Ti accogliamo nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nella nostra città”, ha proseguito.

“Papa Francesco ha sentito il dovere, forse l’esigenza, di manifestare una vicinanza particolare alle tante famiglie che abitano il litorale anche come conseguenza dei fatti che, negli ultimi anni, hanno portato all’onore delle cronache questa zona di Roma: il commissariamento, la mafia, gli arresti di massa, le minacce e la violenza di alcuni boss locali su coraggiosi giornalisti”, ha commentato il vescovo Paolo Lojudice.

La cerimonia è iniziata alle 18, seguita da una processione per le strade della città. L’idea di celebrare dopo 50 anni il Corpus domini nella frazione di Ostia è stata avanzata dai preti delle parrocchie locali.

Papa Francesco ha annunciato la scelta di recarsi ad Ostia durante l’Angelus. “Le processioni costituiscono un segno eloquente del fatto che Gesù, morto e risorto, continua a percorrere le strade del mondo, si affianca a noi e guida il nostro cammino: alimenta la fede, la speranza e l’amore; conforta nelle prove; sostiene l’impegno per la giustizia e la pace”.

“Anch’io questa sera celebrerò la messa a Ostia, come fece il Beato Paolo VI 50 anni fa, a cui seguirà la processione con il Santissimo sacramento. Invito tutti a partecipare, anche spiritualmente, mediante la radio e la televisione”.

“L’eucaristia è una presenza che come fuoco brucia in noi gli atteggiamenti egoistici, ci purifica dalla tendenza a dare solo quando abbiamo ricevuto, e accende il desiderio di farci anche noi, in unione con Gesù, pane spezzato e sangue versato per i fratelli”, ha spiegato il papa.

“La festa del Corpus Domini è un mistero di attrazione a Cristo e di trasformazione in Lui. Ci insegna a diventare più accoglienti e disponibili verso quanti sono in cerca di comprensione, di aiuto, di incoraggiamento, e sono emarginati e soli. La presenza di Gesù vivo nell’eucaristia è come una porta, una porta aperta tra il tempio e la strada, tra la fede e la storia, tra la città di Dio e la città dell’uomo”.