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Il 31 maggio ricorre la Giornata mondiale contro il tabacco

Ogni giorno 6,2 milioni di uomini e 4,3 milioni di donne si accendono una sigaretta in Italia, mentre in Francia il numero di fumatori è calato di un milione in un anno

Immagine di copertina
Science photo library / R3F

Il 31 maggio ricorre la Giornata mondiale contro il tabacco.

Ogni anno nel mondo vengono fumati 5mila miliardi di sigarette, che messe in fila coprirebbero 4mila volte la circonferenza della Terra.

I mozziconi di sigarette rappresentano il 40 per cento dei rifiuti presenti in mare e sulle spiagge italiane.

Ogni anno il fumo uccide 6 milioni di persone in tutto il mondo, di cui circa 80mila solamente in Italia.

Ogni giorno 6,2 milioni di uomini e 4,3 milioni di donne si accendono una sigaretta nel nostro paese.

La dipendenza dalla nicotina, secondo le ultime rivelazioni fornite dall’Istat, riguarda soprattutto i più giovani.

I fumatori uomini tra i 25 e i 34 anni sono il 26,4 per cento del totale, mentre sono il 20,5 per cento le tabagiste tra i 20 e i 24 anni.

Eppure smettere di fumare porta a grandi benefici per la salute.

Eliminando le sigarette, infatti, si può arrivare a guadagnare fino a quasi 10 anni di vita.

Trascorsi 20 minuti dall’ultima sigaretta la pressione sanguigna e il battito cardiaco migliorano, mentre dopo 12 ore dall’ultima “bionda” i livelli di ossigeno nel sangue sono quasi uguali a quelli di una persona che non hai mai fumato in vita sua.

Dopo 48 ore migliorano i sensi del gusto e dell’olfatto, dopo un mese il tessuto polmonare danneggiato inizia a guarire e dopo 20 anni senza aspirare una sigaretta i polmoni di un ex fumatore possono considerarsi uguali a quelli di chi non ha mai fumato.

Uno studio della Public Health France ha rilevato che in Francia nell’ultimo anno c’è stato un netto calo nel numero dei fumatori abituali.

Sono un milione in meno, infatti, i tabagisti d’oltralpe rispetto all’anno scorso, una diminuzione che non si era vista prima nemmeno in un decennio.

Il calo dei fumatori ha riguardato anche le categorie dove generalmente il vizio è più presente: i giovani e le persone a reddito basso.

Secondo lo studio, il calo è dovuto principalmente alle misure antifumo introdotte recentemente in Francia

Negli ultimi anni, infatti, sono stati previsti incentivi per le persone che usano sostitutivi del tabacco e un aumento dei prezzi delle sigarette, oltre alla messa in piedi di campagne come il “Nese nazionale senza tabacco”.

Secondo il sondaggio della Public Health France, nel 2017 il 26,9 per cento dei giovani di età compresa tra i 18 e i 75 anni fumava ogni giorno, rispetto al 29,4 per cento del 2016.

S i è passati così da 13,2 a 12,2 milioni di fumatori in questo periodo.

In particolare, la ministra della salute francese Agnès Buzyn ha accolto favorevolmente il calo del fumo tra coloro che hanno un basso reddito, affermando che “il tabacco è una traiettoria di disuguaglianza, pesa soprattutto sui più svantaggiati”.

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