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Oggi è la giornata mondiale della sclerosi multipla: cos’è e come si cura

Ogni anno sono 3.400 gli italiani che vengono colpiti da questa malattia. In totale sono 118mila coloro che ne sono affetti, di cui il 10 per cento è rappresentato da bambini.

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Il 30 maggio è la giornata mondiale della Sclerosi multipla

Il 30 maggio è la Giornata mondiale contro la sclerosi multipla. Ogni anno sono 3.400 gli italiani che vengono colpiti da questa malattia. In totale sono 118mila coloro che ne sono affetti, di cui il 10 per cento è rappresentato da bambini.

Si tratta della seconda causa di disabilità nei giovani, dopo gli incidenti stradali.

Il primo caso documentato di sclerosi multipla risale al 1421. Santa Liduina di Schiedam, una suora olandese, può essere considerata una delle prime pazienti in cui la malattia sia identificabile chiaramente.

Augusto Federico d’Este (1794-1848), figlio di Augusto Federico di Hannover e di Lady Augusta Murray e nipote di Giorgio III del Regno Unito, probabilmente soffriva della malattia. Lasciò infatti un diario che descrive dettagliatamente i suoi 22 anni di convivenza con la patologia.

Che cos’è la sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, che si manifesta con lesioni del sistema nervoso centrale. Per molti anni è stata considerata una malattia della sostanza bianca del sistema nervoso centrale, ma interessa anche la sostanza grigia.

Coloro che sono affetti da sclerosi multipla subiscono un danno e una perdita di mielina in più aree del sistema nervoso centrale. Alla base di questa malattia vi è una reazione del sistema immunitario che scatena un attacco contro la mielina, secondo quanto hanno riscontrato gli studi sul tema.

Tale attacco consiste in un processo infiammatorio che colpisce aree circoscritte del sistema nervoso centrale e provoca la distruzione della mielina e delle cellule che la producono, gli oligodendrociti.

Le aree che dove si registra la perdita di mielina sono dette anche “placche”, e si trovano in varie zone degli emisferi cerebrali, in particolare nei nervi ottici, nel cervelletto e nel midollo spinale.

Queste placche possono assumere caratteristiche simili a cicatrici, e da qui deriva il termine sclerosi con cui è stata definita tale malattia.

I numeri della sclerosi multipla nel mondo

Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone nel mondo che soffrono di questa malattia, di cui 600mila solo in Europa. In Italia la patologia colpisce 118mila persone.

La distribuzione della malattia non è uniforme: è più diffusa nelle zone lontane dall’Equatore a clima temperato, in particolare Nord Europa, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia del Sud.

La sclerosi multipla, che può colpire a ogni età, solitamente viene diagnosticata tra i 20 e i 40 anni nelle donne, che risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Si tratta della seconda malattia neurologica per frequenza.

L’infografica di My Therapy

 

Le cause

Nonostante il grande impegno e i numerosi passi avanti della ricerca scientifica sul tema, la causa o meglio le cause rimangono in parte ancora sconosciute. Secondo i più recenti studi, la malattia trae origine da una combinazione di fattori ambientali e fattori genetici, si tratta quindi di una patologia multifattoriali, la cui natura è legata a questa doppia componente.

In questi ultimi anni la ricerca ha fatto grandi passi nel chiarire il modo con cui la malattia agisce, permettendo così di arrivare a una diagnosi e a un trattamento precoce che consentono alle persone con SM di mantenere una buona qualità di vita per molti anni. La SM è complessa e imprevedibile, ma non riduce l’aspettativa di vita, infatti la vita media delle persone ammalate è paragonabile a quella della popolazione generale.

Le tipologie

Ad oggi gli studi sul tema, di cui l’ultimo di Fred D. Lublin pubblicato sulla rivista Neurology e intitolato “Defining the clinical course of multiple sclerosis: the 2013 revision”, hanno individuato diverse tipologie di sclerosi multipla.

Ecco quali sono:

Sindrome clinicamente isolata (CIS), caratterizzata dalla comparsa di un episodio neurologico (sintomo o segno), che dura almeno 24 ore e che sia dovuto a un processo demielinizzante del sistema nervoso centrale

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Sclerosi multipla recidivante-remittente (SM-RR), che è la forma più comune di sclerosi multipla. Circa l’85 per cento delle persone diagnosticate ha inizialmente questa forma, caratterizzata da episodi acuti di malattia alternati a periodi di completo o parziale benessere.

Sclerosi multipla secondariamente progressiva (SM-SP), l’evoluzione della forma recidivante-remittente, molte delle persone inizialmente diagnosticate con la forma RR potranno passare ad una forma secondariamente progressiva, caratterizzata da una disabilità persistente che progredisce gradualmente nel tempo.

Sclerosi multipla primariamente progressive (SM-PP), caratterizzata da un peggioramento delle funzioni neurologiche fin dalla comparsa dei primi sintomi, in assenza di vere e proprie ricadute o remissioni. Queste forme possono essere distinte in forme attive (con occasionali ricadute e/o evidenza di attività di malattia alla risonanza) o non attive.

Sindrome Radiologicamente Isolata (Radiologically Isolated Syndrome, RIS),Questo nome è utilizzato per identificare i casi di persone che effettuano una risonanza magnetica per motivi non correlati alla sclerosi multipla, in assenza di sintomi caratteristici della malattia, dalla quale tuttavia si rilevano lesioni caratteristiche della SM a carico della corteccia cerebrale o della sostanza bianca del cervello.

Come si cura

Anche se, a oggi, non esistono terapie definitive che eliminino completamente la patologia, sono tuttavia disponibili numerosi trattamenti che nella maggior parte dei casi riducono l’incidenza e la gravità degli attacchi della sclerosi multipla.

I principali obiettivi che si pongono le terapie per la SM sono:

• abbreviare le ricadute e ridurre la loro gravità (corticosteroidi),
• prevenire le ricadute e prevenire o ritardare la progressione della malattia (Disease Modifying Therapy, DMT, trattamenti modificanti la malattia).

In altri termini, i trattamenti impiegati nella sclerosi multipla vengono usati allo scopo di prevenire danni irreversibili alla mielina e agli assoni, che si verificano già nelle fasi iniziali della malattia; per questo motivo è importante agire tempestivamente (trattamento precoce), anche dopo il primo attacco di malattia, se il quadro clinico e neuroradiologico evidenziano già una compromissione anatomica.

Dunque, anche se non è ancora stata individuata una cura definitiva per la sclerosi multipla, sono disponibili terapie in grado di modificare favorevolmente il decorso della malattia, ridurre la gravità e la durata degli attacchi e l’impatto dei sintomi.