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Rampelli (FdI): “Disponibili a rafforzare la maggioranza, ma non vuol dire che governeremo con M5s e Lega”

Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera: "Crisi istituzionale gestita in modo pessimo, da Giorgia Meloni un atto di responsabilità"

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Fabio Rampelli e Giorgia Meloni

Nel giorno in cui si è aggravata la crisi di governo, con la richiesta di più tempo da parte di Carlo Cottarelli per formare la squadra dei ministri, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha annunciato un cambio di posizione del suo partito, dicendosi disponibile a rafforzare la maggioranza di governo.

TPI ha intervistato Fabio Rampelli, capogruppo FdI alla Camera, per capire a cosa sia dovuta questa svolta.

Come mai questo cambio di posizione? Sareste disponibili a sostenere un governo guidato da un esponente M5S?

Noi abbiamo dato una disponibilità, non c’è nulla di stabilito. La decisione è legata alla situazione di ieri, con l’Italia che è andata sotto attacco. A nostro giudizio questi mesi post-voto sono stati gestiti male da un punto di vista istituzionale. Questo ha creato appetiti da parte della speculazione finanziaria. Ieri lo spead è balzato a oltre 300 punti nel corso della mattinata.

Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a stabilizzare questo quadro, perché Cottarelli avrebbe ottenuto dal parlamento zero voti e sarebbe stato paradossale. Nel pomeriggio si sono iniziate ad affastellare le voci più varie, per cui Giorgia Meloni ha compiuto un atto di responsabilità.

Non è un atto di responsabilità un po’ tardivo? Potevate sostenere la maggioranza quando si era in procinto di formare il governo Conte.

Noi non abbiamo mai avuto veti nei confronti di nessuno, semmai sono stati altri ad averne verso di noi. Avevamo detto che saremmo stati pronti a condividere il contratto come condizione per stare al governo. Per valutare le proposte portate al tavolo del programma. Non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno perché speriamo che l’Italia esca da una crisi che non è certo di questi 60 giorni ma dura ormai da anni, almeno dal 2011 con la crisi economica internazionale.

Se dovesse essere richiamato Conte, col quale non c’era stata una grande sintonia, sareste comunque disponibili?

Non vorrei che si facesse confusione. Noi non abbiamo detto “sì, andiamo al governo”. C’è una disponibilità a sostenere un governo. Ci sono molto formule diverse per farlo. Questa è solo una disponibilità. Se sarà accolta ci saranno delle risposte da parte degli interessati. Noi abbiamo dato un’opportunità, abbiamo messo il cuore in questa fase di difficile soluzione della crisi.

Stamattina si parla anche di un preincarico a Giorgetti della Lega. Sarebbe quello che FdI chiede da tempo, cioè un incarico a un esponente di centrodestra.

Sì, ma noi non lo facciamo per spirito di fazione. Riteniamo che anche il rapporto con il Movimento Cinque Stelle si sarebbe dovuto attuare in questa maniera fin dall’origine. M5s non ha voluto la collaborazione di Forza Itala e a un certo punto anche di Fratelli d’Italia. Ma è anche vero che Salvini ha provato a entrare in sintonia con il programma di Di Maio dicendo di rappresentare l’intero centrodestra.

Fratelli d’Italia sarebbe favorevole a tornare al voto in tempi brevi?

Fratelli d’Italia, come è stato detto più volte, vuole tornare al voto prima possibile, con un passaggio solo tecnico sulla legge elettorale. A nostro giudizio lo può fare anche la commissione speciale. Così si eviterebbe un nuovo stallo dopo il voto anticipato.