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Calciatore uccide la ex e si suicida: “Era ossessionato, la pedinava”

Ecco le parole della sorella della ragazza uccisa dal calciatore di serie D

Immagine di copertina
Il calciatore Federico Zini con la sua ex ragazza Elisa Amato uccisa nella notte tra venerdì e sabato

Il calciatore di serie D Federico Zini era ossessionato dalla ex ragazza Elisa Amato uccisa a colpi di arma da fuoco nella notte tra venerdì e sabato perché non voleva tornare con lui. La seguiva, si presentava davanti al negozio dove lavorava nel centro di Firenze, gli faceva degli appostamenti sotto casa. Non le dava pace.

Tante amiche di lei e pure la sorella le suggerivano di smettere di frequentarlo di allontanarlo ma lei non se la sentiva. Era tranquilla riguardo al fatto che non fosse un violento.

“Era gelosissimo ma non è mai stato minaccioso, non ha mai alzato un dito su Elisa”, le parole di un’amica comune dei due giovani, Ida, che è stata una delle ultime persone a vedere la commessa di Prato ancora viva. “Era indecisa se fargli gli auguri del suo compleanno (che era oggi, ndr). C’erano questi appostamenti, le litigate. Lei ci aveva anche provato a rimettersi insieme ma non era possibile, lui era davvero troppo geloso”.

Pressioni confermate dalla sorella della vittima, Elena, ai microfoni di SkyTg24: “La pedinava, tutte le volte che si allontanava da lui andava sempre nel luogo di lavoro, la aspettava alla stazione di Prato dove lei scendeva quando tornava da lavoro o sotto casa in piena notte. Una cosa che accadeva quasi quotidianamente”.

La famiglia e gli amici hanno suggerito a Elisa di fare una denuncia per stalking “più volte. Lei per amore anche nei confronti di questo ragazzo, perché gli voleva bene e non lo voleva far soffrire, non ha mai voluto fare. Voglio soltanto, appunto, dire che c’erano le avvisaglie, c’erano tutte, mia sorella ne era consapevole anche se forse non abbastanza e anche i genitori lo erano perché mia sorella stessa aveva chiesto espressamente a loro di aiutarlo in questa situazione per fargli accettare il fatto che questo amore non poteva andare avanti”.

“Venerdì sera glielo ho detto anch’io – prosegue Ida -. Le ho proposto di andare dai carabinieri alla polizia per spaventarlo, per allontanarlo un po’. E lei mi ha risposto che effettivamente poteva fare così, denunciarlo, se avesse continuato”. Non ha fatto in tempo.

Intanto la procura di Pisa nelle prossime ore darà l’incarico al medico legale per fare l’autopsia sul corpo di Elisa Amato. L’esame servirà a definire modalità e orari dell’omicidio-suicidio e potrebbe essere effettuato già domani o comunque nei primi giorni della settimana. È inoltre molto probabile che venga fatta l’autopsia anche sul corpo di Federico Zini, l’omicida-suicida.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Prato, Matteo Biffoni: “Ricorderemo Elisa il prossimo 25 novembre, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.

“Davanti a tragedie come quella che ieri ha colpito la nostra città è importante innanzitutto il rispetto per l’atroce dolore delle famiglie coinvolte. Per questo l’amministrazione comunale ha deciso di non rilasciare dichiarazioni sul singolo caso, fermo restando l’impegno quotidiano e costante per una cultura di pari opportunità e soprattutto contro ogni tipo di violenza contro le donne”.

“Solo pochi giorni fa durante la festa della polizia municipale è stato ricordato l’impegno delle istituzioni tutte e di associazioni del territorio per la rete anti violenza, il codice rosa e un’educazione al rispetto dell’altro che parte dalle scuole”.