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Spinaceto, domani gli sfratti. Lettera dell’assessore all’Urbanistica di Roma al Mise per chiedere sospensione

Chiesta la sospensione di 120 giorni per consentire le verifiche dei prezzi massimi di cessione, che incidono sulla morosità degli inquilini

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Spinaceto, Roma, uno dei palazzi compresi nel Piano di zona

Spinaceto sfratti | Lettera assessore

Domani, 29 maggio 2018, sono in programma gli sfratti per morosità nei confronti di alcuni degli inquilini di via Angelo Sante Bastiani, a Spinaceto, periferia sudovest di Roma. Dalle ore 8 ci sarà il presidio del sindacato Asia Usb contro questi provvedimenti.

TPI ha già denunciato la situazione degli inquilini, vittime degli “affitti gonfiati” dei Piani di zona e ora messi alle porte (qui l’intervista all’avvocato Vincenzo Perticaro, che ha denunciato la situazione alla procura di Roma nel 2012 insieme al sindacato Asia Usb).

A seguito degli articolo di TPI e di altri interventi giornalistici, e dopo aver incontrato l’avvocato Perticaro e Angelo Fascetti, la dirigente del comune di Roma Cinzia Esposito e l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori hanno scritto rispettivamente al liquidatore del consorzio Vesta, che ha costruito gli alloggi e ora si trova in liquidazione coatta amministrativa, e al ministero per lo Sviluppo economico, ente preposto per la procedura di liquidazione del consorzio, per esporre la necessità di sospensione degli sfratti di 120 giorni.

La sospensione è necessaria per poter espletare le verifiche e calcoli dei corrispettivi massimi di cessione, che incidono sulla situazione di morosità degli inquilini.

“Considerato che, da detta verifica potrebbe risultare un’eventuale variazione degli importi dovuti dai conduttori”, si legge nella lettera firmata da Cinzia Esposito e datata 25 maggio, “andando ad incidere sulla sussistenza, nonché sulla quantificazione delle morosità accumulate dagli stessi, si evidenzia l’opportunità, a tutela dell’interesse pubblico, a che vengano differite di 120 giorni, in via cautelativa, le procedure di sfratto”.

“Pur comprendendo la necessità del Commissario Liquidatore, nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche, di procedere ad un’attività di vendita, anche nel rispetto dei prezzi massimi di cessione, è obiettivo politico dell’Amministrazione Capitolina preservare il vincolo locatizio permanente”, si legge invece nella lettera inviata dall’assessore Luca Montuori al ministero per lo Sviluppo economico.

“A fronte di tutto ciò si chiede dunque di voler sostenere la nostra richiesta di sospensione degli imminenti sfratti, a partire da quello previsto per il 29 maggio 2018, al fine di evitare il rischio che siano sgomberate in modo illegittimo persone e famiglie che, a seguito delle verifiche degli Uffici, potrebbero vedersi rideterminati la quantificazione degli importi dovuti”.

Montuori prosegue sottolineando “il danno grave e irreparabile che potrebbero subire le famiglie dei privati interessati in caso di sfratto”.

Non sembra invece che l’Avvocatura del comune di Roma si costituirà nei procedimenti di sfratto degli inquilini per chiedere la sospensione, come già anticipato a TPI dal capo dell’Avvocatura capitolina Andrea Magnanelli.

“L’Avvocatura può costituirsi solo se il comune è una delle parti in causa”, ha detto Magnanelli. “Se si tratta di un giudizio tra privati [in questo caso il consorzio Vesta e gli inquilini, ndr] non abbiamo titolo per intervenire. Potremmo farlo solo se il comune revocasse la convenzione con il costruttore e quindi tornasse titolare del diritto di superficie sul terreno”.

A Magnanelli ha risposto, sempre su TPI, l’avvocato degli inquilini Perticaro.

“È evidente come non può parlarsi di rapporto tra privati, perché la Società costruttrice riveste il ruolo e la qualità di incaricato di pubblico servizio”, osserva Perticaro, “in quanto accettando di vendere o affittare ad un determinato prezzo gli immobili, così come concordato con l’Ente pubblico per mezzo della Convenzione stipulata, il “costruttore convenzionato” concorre a consentire il perseguimento della finalità pubblica espressamente prevista e disciplinata delle norme vigenti per l’edilizia agevolata”.

Gli alloggi di via Angelo Sante Bastiani ricadono nel Piano di zona Spinaceto 2.

Il comune di Roma può intervenire per fermare gli sfratti degli inquilini con una delibera in cui dispone la revoca della convenzione stipulata con Vesta, costruttore concessionario, ritornando quindi titolare del diritto di superficie sul terreno.