Me
Mattarella ha dato l’incarico a Giuseppe Conte, che ha accettato con riserva
Condividi su:
giuseppe conte premier incarico mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme a Giuseppe Conte.

Mattarella ha dato l’incarico a Giuseppe Conte, che ha accettato con riserva

Conte ha accettato con riserva, che scioglierà dopo aver formato la squadra di governo. Ecco quali saranno i prossimi passi:

giuseppe conte premier incarico mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme a Giuseppe Conte.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’incarico di presidente del Consiglio a Giuseppe Conte, candidato premier di M5s e Lega, oltre 80 giorni dopo le elezioni dello scorso 4 marzo.

Conte ha accettato con riserva, che scioglierà dopo aver formato la squadra di governo (qui il totoministri). Il professore si recherà di nuovo al Colle nei prossimi giorni, per portare a Mattarella la lista dei ministri.

Se questi saranno approvati dal presidente, il governo Conte presterà giuramento e poi si presenterà al Parlamento per ricevere la fiducia (qui tutte le prossime tappe per la formazione del governo).

Il nome di Conte è sembrato vacillare per poche ore dopo le polemiche innescate da un articolo del New York Times, che ha rilevato dei dubbi sugli studi del professore alla New York University.

Lega e Movimento Cinque Stelle sono rimasti invece compatti sul nome di Conte e il presidente Mattarella lo ha convocato oggi, 23 maggio, per conferirgli l’incarico.

I dubbi sul curriculum

Riguardo alla questione del curriculum di Conte, TPI ha contattato la portavoce dell’università statunitense, Michelle Tsai, per avere delle informazioni di prima mano.

Conte, candidato premier M5S e Lega, ha scritto nel suo curriculum che “dall’anno 2008 all’anno 2012 ha soggiornato, ogni estate e per periodi non inferiori a un mese, presso la New York University, per perfezionare e aggiornare i suoi studi” (ecco tutto quello che non torna nel curriculum di Conte).

“Come la NYU ha indicato in precedenza, abbiamo visionato i nostri registri, e questi non mostrano che Giuseppe Conte sia stato all’Università come studente o membro della facoltà”, ha scritto Tsai a TPI.

“Mentre Conte non ha uno status ufficiale alla NYU, gli è stato garantito il permesso di effettuare ricerche nella biblioteca giuridica della NYU tra il 2008 e il 2014, e lui ha invitato un docente di diritto a far parte del board di una rivista italiana di diritto” (qui l’articolo completo).

Ecco perché è semplice verificare se Giuseppe Conte è stato a fare ricerca alla NYU e a Yale

La questione Stamina

Nella giornata del 22 maggio è emerso anche che Conte è stato il legale della famiglia della piccola Sofia, la bambina affetta da una grave malattia degenerativa divenuta simbolo di coloro che si battevano per la ammissibilità del metodo Stamina.

Il probabile nuovo presidente del Consiglio avrebbe anche partecipato nel 2013 alla costituzione di una fondazione, Voa Voa, che ha avuto tra i suoi primi beneficiari la Stamina Foundation onlus, guidata dall’inventore del metodo Stamina, Davide Vannoni.

Vannoni, l’inventore del controverso metodo Stamina, è intervenuto successivamente per chiarire i suoi rapporti con Giuseppe Conte, il premier indicato da Lega e M5s.

“Non c’è nulla di vero, non ho mai conosciuto Giuseppe Conte e non ci ho nemmeno mai parlato direttamente. Conte è uno dei mille avvocati che hanno sostenuto altrettante richieste di pazienti che cercavano di ottenere le cure Stamina presso l’Ospedale di Brescia”.

Vannoni, laureato in Scienze della comunicazione e privo di attestati in campo medico, ha patteggiato nel 2015 una pena a un anno e 10 mesi per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed esercizio abusivo della professione medica.

Il metodo Stamina risulta privo di validazione scientifica: rivolto in particolare alla cura delle malattie neurodegenerative, si basa secondo Vannoni sulla conversione di cellule staminali in neuroni senza alcuna stimolazione.

“Il professor Conte dimostrò una grande sensibilità alla causa di Sofia perché non volle nulla in cambio, lo fece pro bono, perché penso si sentisse toccato dalla vicenda avendo anche lui un figlio più o meno della stessa età”, ha dichiarato Caterina, madre della piccola Sofia.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus