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Il visto di Abramovich per il Regno Unito è scaduto (e non ancora rinnovato)

Il presidente del Chelsea non può rientrare in Gran Bretagna: saltata la finale di FA Cup giocata dai ragazzi di Conte

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Il presidente del Chelsea Roman Abramovich

Niente Regno Unito per Roman Abramovich. L’oligarca russo, tredicesimo uomo più ricco della Gran Bretagna (suo paese “adottivo”) e proprietario del Chelsea, non ha i documenti per vivere nel paese in cui risiede ormai da anni. Problemi di visto.

Il “lasciapassare” di Abramovich, 51 anni, è scaduto il mese scorso, riportano tre diverse fonti al Financial Times e alla BBC. Una rogna che non ha permesso al numero uno dei Blues di assistere alla vittoria dei suoi ragazzi (allenati da Antonio Conte) nella finale di FA Cup contro il Manchester United di Mourinho andata in scena ieri a Wembley.

Un intoppo burocratico che potrebbe essere legato alla tensione affatto sopita fra Londra e Mosca dopo l’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal, ora cittadino britannico, e di sua figlia, ancora cittadina russa ma avvelenata con un agente chimico appena arrivata in Gran Bretagna. Una vera e propria crisi diplomatica che si è tradotta in sanzioni.

Londra non è una città qualsiasi per Abramovich. Oltre a viverci, il magnate russo ha investito diversi miliardi di sterline nella City dove, oltre ad aver comprato una squadra di calcio, ha acquistato giornali e investito nel mattone.

Il suo patrimonio – 9,3 miliardi di sterline – però è indissolubilmente legato ai suoi rapporti con il Cremlino che affondano le sue radici negli anni novanta. Lo staff del miliardario russo, 51 anni, ha rifiutato qualsiasi commento.