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“Niente minigonne a scuola? È repressivo”, la protesta degli studenti contro la decisione del preside

A Bari gli studenti del liceo scientifico Arcangelo Scacchi hanno protestato contro le nuove norme che regolano l'abbigliamento da tenere a scuola

Immagine di copertina

Gli studenti del liceo scientifico di Bari hanno protestato contro il dress-code imposto dal preside Giovanni Magistrale.

In una nota, diffusa sul sito della scuola, il preside aveva scritto: “Senza indulgere a noiose classificazioni o a rigidi dress code, ma affidandomi al buon senso di studenti maturi, famiglie e docenti, raccomando a tutti di adottare un abbigliamento che consenta di tollerare il caldo, senza far venir meno il decoro, il buon gusto e il rispetto del luogo”.

Per i ragazzi, sono stati raccomandati pantaloni corti “ma non cortissimi, camicia o t-shirt”.

Alle ragazze, invece, è stato vietato l’uso di shorts, minigonne, top succinti e tutto ciò “che lascia la pancia scoperta”.

Nella nota il preside magistrale spiega che “le seguenti raccomandazioni non rivengono da un sussulto di puritanesimo vittoriano, ma dalla constatazione che comportamento e abbigliamento sono sempre in rapporto alle circostanze e ai luoghi: una cosa è la spiaggia, un’altra è una chiesa” concludendo che “la scuola non è una spiaggia”.

Gli studenti non hanno gradito la circolare e hanno deciso di protestare.

Qui un video diffuso dalla pagina Facebook dell’Unione degli studenti di Bari

DRESS CODE A SCUOLA? NO GRAZIE.NELLE NOSTRE SCUOLE DECIDIAMO NOI!A seguito della decisione del Preside del liceo "A. Scacchi" di costruire un vero e proprio dress code al quale gli studenti e le studentesse devono attenersi negli spazi scolastici, questa mattina abbiamo organizzato un’iniziativa davanti il Liceo per denunciare questo scellerato provvedimento.Riteniamo inaccettabile la decisione del Preside Magistrale e chiediamo che quest’ultima venga ritirata in favore di una più profonda riflessione sul senso degli spazi scolastici come spazio di crescita ed espressione degli studenti e delle studentesse.Si preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto, pensando che la soluzione per una corretta e completa educazione sia non vedere in nessuna circostanza, le gambe e le spalle scoperte dei propri coetanei. Imporre un dress code è un provvedimento offensivo e lesivo della dignità di ognuno e ognuna di noi e limita la nostra libertà, della quale la stessa scuola dovrebbe farsi garante.La scuola dovrebbe educare ad una sana e consapevole scoperta di sé stessi, al rispetto del proprio corpo e di quello degli altri e delle altre. Crediamo sia necessario costruire forme di rispetto per i luoghi della conoscenza ma queste non possono tradursi in imposizioni senza alcun fondamento pedagogico quanto piuttosto su una cultura del dialogo, della libera espressione e della cooperazione, utili a fornirci gli strumenti per elaborare un nostro pensiero critico. Questa mattina siamo davanti al Liceo per chiedere l’immediato ritiro di questo assurdo provvedimento. Sui nostri corpi e nelle nostre scuole decidiamo noi!

Posted by Unione degli Studenti – Bari on Monday, May 14, 2018

L’unione degli studenti ha scritto: “Riteniamo inaccettabile la decisione del Preside Magistrale e chiediamo che quest’ultima venga ritirata in favore di una più profonda riflessione sul senso degli spazi scolastici come spazio di crescita ed espressione degli studenti e delle studentesse”.

Per gli studenti “imporre un dress-code è un provvedimento offensivo e lesivo della dignità di ognuno e ognuna di noi e limita la nostra libertà, della quale la stessa scuola dovrebbe farsi garante”.