Me
Australia, una catena di supermercati sta limitando la vendita del latte in polvere
Condividi su:
australia supermercati latte polvere
Un supermercato in Australia

Australia, una catena di supermercati sta limitando la vendita del latte in polvere

Il prodotto viene acquistato anche da chi non ne ha bisogno e rivenduto in Cina a un prezzo superiore

15 Mag. 2018
australia supermercati latte polvere
Un supermercato in Australia

Una catena di supermercati australiani ha deciso di limitare la vendita di latte in polvere solo ai clienti che “ne hanno davvero bisogno”.

Molti australiani infatti comprano il prodotto per poi rivenderlo all’estero, soprattutto alle famiglie cinesi.

I genitori australiani si sono lamentati della carenza del latte in polvere nei supermercati e l’azienda Coles, una delle catene di supermercati più grandi in Australia, ha cercato di risolvere il problema controllando le vendite.

Il latte in polvere australiano è chiamato “oro bianco” in Cina perché si pensa che sia più salutare e di miglior qualità rispetto a quello locale.

Molti cittadini australiani hanno cercato di trarre dei benefici economici da questa idea, comprando il latte in polvere e vendendolo poi all’estero.

Una confezione di questo prodotto costa circa 30 dollari australiani (circa 20 euro) e può essere rivenduta in Cina a 100 dollari australiani (circa 63 euro), secondo le stime del giornale Sydney Daily Telegraph.

Una madre australiana ha detto in un’intervista alla Bbc che comprare il latte in polvere per i suoi gemelli era diventato “un incubo”.

“Ci sono state volte in cui sono dovuta andare in 5 o 6 negozi per trovare il latte, perché c’erano solo degli scaffali vuoti o i prodotti rimasti non erano quelli di cui avevo bisogno”.

La situazione è ancora più dura per i genitori che cercano un particolare tipo di latte in polvere.

“I genitori stanno solo cercando di dar da mangiare ai propri figli, mentre gli altri stanno comprando il latte in polvere per venderlo all’estero”, ha aggiunto la donna.

Negli ultimi anni, molti australiani hanno espresso le stesse lamentele, soprattutto sui social media, e chiesto una maggiore protezione da parte dei supermercati e dei produttori.

Uno dei venditori di latte in polvere, l’azienda Bellamy, si è scusata con i consumatori per la carenza del prodotto nel 2015, causata da chi comprava il latte in polvere solo per rivenderlo fuori dai confini australiani.

I consumatori hanno anche pubblicato video e foto sull’account Facebook della catena di supermercati Coles per mostrare come altri clienti cercano di aggirare i limiti imposti sull’acquisto del latte in polvere.

Secondo le regole imposte dall’azienda, il latte sarà venduto come prodotto da bancone e segnato con un particolare codice elettronico.

La catena di supermercati rivale, la Woolworths, aveva già limitato la vendita del latte in polvere a due confezioni per persona.

“Coles si impegna ad assicurarsi che i nostri clienti che hanno davvero bisogno del latte in polvere per i neonati abbiano accesso al prodotto”, hanno fatto sapere dall’azienda.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus