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Tunisia, a Tunisi è stata eletta la prima donna sindaca

In Tunisia si sono svolte le prime elezioni amministrative dalla Rivoluzione dei gelsomini. L'affluenza è stata bassa, ma le urne hanno visto la vittoria per la prima volta di una donna come sindaco della capitale del paese

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Souad Abderrahim è la prima donna sindaco di Tunisi

Il 6 maggio 2018 in Tunisia si sono svolte le prime elezioni amministrative a sette anni dalla Rivoluzione dei gelsomini, le manifestazioni popolari che hanno scosso il paese tra il 2010 e il 2011 e che hanno portato alla caduta del regime di Ben Ali.

La nuova legge elettorale garantiva alle donne il 50 per cento dei seggi disponibili.

La partecipazione al voto comunale è stata bassa: solo un elettore su tre, il 34 per cento, si è presentato alle urne.

A rendere noti i dati è stato il presidente della Commissione superiore indipendente per le elezioni (Isie), Mohamed Tlili Mansri.

Cinquantasette mila candidati si sono presentati alle elezioni comunali in Tunisia, la metà dei quali erano donne e giovani in gara per governare in 350 municipalità.

Secondo i dati disponibili, il partito in vantaggio su scala nazionale è l’islamico moderato Ennahda, che ha ottenuto il 27 per cento delle preferenze.

Uno dei risultati più importanti delle elezioni amministrative è stata l’elezione a sindaco della capitale Tunisi di Souad Abderrahim, del partito Ennahda.

È la prima volta che una donna ottiene la carica di sindaco in Tunisia.

Souad Abderrahim, farmacista di 54 anni, era la candidata del partito islamico Ennahda e correva contro 10 uomini.

Abderrahim, a differenza di quanto si possa pensare, non porta il velo, indossa spesso il tailleur e a puntato molto sulla lotta contro la discriminazione di genere.

“Essere il primo sindaco donna di Tunisi è un orgoglio per tutte le donne tunisine”, ha dichiarato Souad Abderrahim.

Chi è Souad Abderrahim

Nata nel 1964 a Sfax, in Tunisia, Souad Abderrahim è una farmacista, sposata e madre di due figli.

Souad Abderrahim ha studiato medicina presso l’università di Monastir, in Tunisia.

Nel 1985  era finita in prigione per essere stata coinvolta in uno scontro tra studenti islamisti e di sinistra.

Durante gli anni universitari, aveva fondato l’Unione generale degli studenti tunisini con l’intento di “riconciliare entrambe le parti e servire gli interessi degli studenti in generale più di quelli di un campo politico o di un’ideologia”.

A causa del suo impegno nelle lotte studentesche ha conseguito la laurea solo nel 1992, per poi dedicarsi alla carriera di farmacista.

Dopo anni lontana dal mondo della politica, Souad Abderrahim ha deciso di ritornare alla sua vecchia passione.

Nel 2011 ha rifornito gli ospedali del sud della Tunisia, a cui non giungevano più medicinali, grazie ad una carovana umanitaria da lei stessa organizzata.

Quello stesso anno, Souad Abderrahim ha deciso di far parte del partito islamista Ennahda.

“Ho iniziato a studiare il loro programma e l’ho trovato convincente. Inoltre, c’era già molta fiducia tra loro e me. L’ho trovato propizio a difendere i risultati della donna presentando la mia candidatura all’Assemblea costituente con Ennahdha. Come donna, la mia presenza potrebbe essere una garanzia, una salvaguardia per i nostri diritti”, aveva dichiarato la donna nel 2011.

Souad Abderrahim, infatti, ha contribuito alla stesura della Costituzione tunisina, entrata in vigore nel 2014.

Nel 2014 aveva anche ottenuto il titolo di cavaliere dell’Ordine al merito tunisino.

Nel 2011 era stata fortemente criticata per aver detto che “la famiglia non dovrebbe essere formata al di fuori dei vincoli del matrimonio”, rivolgendosi alle madri single.