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Il governo neutrale proposto da Mattarella avrebbe la maggioranza in parlamento? Cosa dicono i numeri

Stando alle dichiarazioni dei leader politici, l'esecutivo proposto dal capo dello stato ha pochissime chance di formarsi. Ecco i numeri nel dettaglio

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Mattarella governo neutrale | Avrebbe la maggioranza in parlamento | Numeri

“L’unica possibilità è tornare al voto”, tuona Danilo Toninelli del Movimento Cinque Stelle. “O governo di centrodestra o voto in estate”, afferma dal canto suo Matteo Salvini.

“No a governi nati in laboratorio” è il nuovo motto di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia.

Stando alle prime reazioni, insomma, il governo neutrale proposto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per superare l’attuale fase di stallo sembra avere ben poche chance di nascere.

Eppure il capo dello stato, dopo il fallimento dei primi due tentativi di formare un governo politico sotto il cappello di Maria Elisabetta Alberti Casellati prima e di Roberto Fico poi, non aveva altre opzioni di fronte a sé.

“Come appare evidente non può sorgere un governo sulla base di un accordo politico”, ha detto Mattarella al termine del terzo giro di consultazioni. Ma “è doveroso dar vita a un nuovo governo, non si può attendere oltre”, ha aggiunto.

Bocciata l’opzione di un governo di minoranza, ecco la richiesta rivolta ai partiti: appoggiare un governo neutrale che possa svolgere le sue funzioni fino a dicembre, per evitare l’aumento dell’Iva, varare la manovra economica e, perché no, cambiare la legge elettorale.

Come vi abbiamo spiegato in questo articolo, Mattarella ha dato ampie rassicurazioni alle forze politiche: il governo neutrale potrebbe essere sciolto e sostituito da un esecutivo politico in qualsiasi momento.

Mattarella, ovviamente, è consapevole della difficoltà di formare questo “governo di tutti” (qui vi abbiamo spiegato chi potrebbe essere il premier in questo esecutivo). Per questo, sta considerando l’ipotesi di tornare al voto già a luglio, o in alternativa in autunno.

La domanda centrale da porsi però è la seguente: alla luce delle dichiarazioni dei leader delle varie forze politiche, quanti voti mancherebbero a questo “esecutivo del presidente” per ottenere la fiducia in entrambi i rami del parlamento?

La situazione alla Camera dei deputati

I conti sono presto fatti. Al momento l’unico grande partito che si è dichiarato disponibile a sostenere Mattarella è stato il PD.

“Supporteremo l’iniziativa del presidente Mattarella. È urgente superarlo lo stallo”, ha dichiarato dopo le consultazioni il segretario reggente dem Maurizio Martina.

A Montecitorio, il Partito Democratico può contare su 111 deputati. Sulla stessa lunghezza d’onda del PD, al momento, ci sono Civica Popolare (4 deputati), il gruppo delle minoranze linguistiche (4 deputati) e probabilmente + Europa (3 deputati).

Non hanno ancora espresso una posizione netta Noi con l’Italia (3 deputati) e il gruppo degli italiani eletti all’estero (Maie, 6 deputati).

Se anche questi due gruppi dessero il loro appoggio al governo neutrale, a Montecitorio i favorevoli sarebbero in totale 131, lontanissimi dalla maggioranza richiesta di 316 seggi.

A modificare questo scenario potrebbe essere un’eventuale decisione, da parte di Forza Italia, di staccarsi dalla linea degli altri partiti di centrodestra assumendo una posizione “di responsabilità”.

Tuttavia, anche con i voti dei forzisti, l’esecutivo del presidente arriverebbe a 236 voti, 80 in meno rispetto alla maggioranza richiesta.

Sono nettamente contrari al governo neutrale il Movimento Cinque Stelle (222 deputati), la Lega (125 deputati) e Fratelli d’Italia (25 deputati).

Liberi e Uguali, per bocca del suo leader Pietro Grasso, ha fatto sapere che i suoi voti (14 deputati) “non andranno mai a sostegno di un governo che comprenda al suo interno forze di centrodestra”.

La situazione al Senato

Al Senato i numeri sarebbero leggermente più favorevoli a questo ipotetico governo neutrale, ma comunque non ancora sufficienti per consentirgli di ottenere la fiducia.

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Il Partito Democratico, a Palazzo Madama, può contare su 52 senatori. A questi andrebbero aggiunti 8 senatori su 12 del Gruppo Misto (esclusi i 4 di Liberi e Uguali) e 8 del Gruppo della Autonomie.

Anche contando i 61 senatori di Forza Italia, si arriverebbe a una cifra totale di 129. La maggioranza richiesta al Senato è di 160 parlamentari. Mancherebbero quindi all’appello 31 voti.

Tra i partiti contrari al governo neutrale, il Movimento Cinque Stelle a Palazzo Madama può contare su 109 senatori, la Lega su 58 e Fratelli d’Italia su 18.

Considerando questo scenario, appare chiaro come al momento un governo neutrale avrebbe bisogno di un numero altissimo di “responsabili” sia alla Camera (80) che al Senato (31).

È quindi molto difficile che un esecutivo di questo genere possa realmente formarsi e ottenere una maggioranza in parlamento. Molto più probabile, allo stato attuale delle cose, un ritorno al voto, forse già a luglio.