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Giornata mondiale della lentezza: alcuni consigli per vivere meglio

Si festeggia oggi, 7 maggio, la giornata della lentezza, promossa dall'associazione Vivere con lentezza per sensibilizzare a uno stile di vita meno stressato e frenetico

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L'8 maggio è la giornata mondiale della lentezza

Si festeggia oggi, 7 maggio, la giornata della lentezza, promossa dall’associazione Vivere con lentezza.

L’obiettivo dei numerosi eventi organizzati in varie città d’Italia è la sensibilizzazione a uno stile di vita diverso, meno stressato e frenetico.

“Un invito a compiere un piccolo gesto che possa indirizzarci verso un nostro equilibrio personale, nel ritrovare il piacere della riflessione, lontana dalla sempre più diffusa fuga dal quotidiano in cui si cerca la felicità scommettendo, esagerando o sballando, in una vita in cui la mancanza di significato è totale.

Almeno per un giorno disconnettiamoci dalla Rete e connettiamoci con noi stessi, gli altri e l’ambiente” spiega l’associazione.

Ecco i 14 comandaLenti diffusi dall’associazione, per imparare a vivere alla giusta velocità:

1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.

2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.

3) Se entrate in un bar per un caffè: ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell’uscita (questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore).

4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara.

5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer, se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.

6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall’altra parte della città.

7) Non riempire l’agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.

8) Non correte per forza a fare la spesa, senz’altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.

9) Anche se potrebbe costare un po’ di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sotto casa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.

10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.

11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.

12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.

13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.

14) Smettiamo di continuare a ripetere: “non ho tempo”. Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

Campagna regione lazio

In una società pressata dagli orari lavorativi eccessivi, dallo stress che deriva dai molteplici impegni quotidiani e dalla vita frenetica delle città, è facile sentirsi sopraffatti e pensare che non ci sia, in alcun modo, la possibilità di coniugare questi lati della modernità con la felicità interiore e individuale.

Nella remota isola giapponese di Okinawa, dove vivono persone che hanno oltre 100 anni, gli abitanti hanno trovato la maniera di unire le attività quotidiane alla felicità e alla soddisfazione personali: si chiama ikigai, ed è una filosofia di vita tutta orientale. Ikigai è la filosofia giapponese che ciascuno di noi dovrebbe seguire per essere davvero felice e trovare il senso della propria vita.

La velocità con la quale oggi le informazioni si diffondono e la richiesta imminente di prendere posizione al riguardo, sia sui social network che non, ci costringono a vivere un tempo nel quale il nostro pensiero deve manifestarsi sempre più rapidamente, obbligandoci a esprimerci su questioni e argomenti di cui sappiamo ancora poco e non ne conosciamo lo sviluppo. Perché dovremmo tutti prenderci molto più tempo per pensare (e agire) lentamente