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Le due Coree si rifiutano di sfidarsi ai quarti dei mondiali di Ping pong, alle semifinali giocano in un’unica squadra

La vincenda arriva a pochi giorni dalla storica riconciliazione tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente sudcoreano Moon Jae-in

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Kim Song I (Corea del Nord) e Suh Hyowon (Corea del Sud). Credit: Afp

Ad Halmstad, in Svezia, si stanno svolgendo in questi giorni i Mondiali femminili di tennis tavolo. Tra le squadre che si sono qualificate per i quarti di finale del torneo vi sono anche la Corea del Nord e la Corea del Sud.

Ironia della sorte, il sorteggio ha voluto che le due Coree capitassero una contro l’altra.

Ma, in un periodo di grande riappacificazione come quello attuale, qualcosa è andato diversamente dal previsto: i rappresentanti delle due squadre si sono presentati ai vertici della Federazione internazionale e si sono rifiutati di giocare da avversari.

La proposta delle due squadre è una: non si disputa la sfida, così che non vi siano nè vinti né vincitori. Ma ci si unisca in un’unica squadra per la semifinale.

Dal momento che le relazioni tra le due Coree stanno tenendo con il fiato sospeso tutto il mondo, la federazione internazionale ha approvato la proposta, scegliendo di non ostacolare questo piccolo ma simbolico gesto di pace e di riconciliazione con il passato.

La partita dei quarti di finale quindi non si disputerà, e un’unica squadra formata da giocatrici del Nord e del Sud, andrà direttamente in semifinale, affrontando la squadra che uscirà vincitrice nella sfida tra Giappone e Ucraina.

Il presidente della Ittf, Thomas Weikert, ha detto: “Le due squadre coreane hanno ricevuto una standing ovation da parte dei delegati che hanno così dimostrato il loro sostegno a questa storica decisione”. Il team della Corea del Sud l’ha definita “una presa di posizione importante per promuovere la pace tra i nostri paesi attraverso il ping-pong”.

Non è la prima volta che il ping pong aiuta a favorire la distensione tra due paesi: nel 1971 fu fondamentale nell’apertura diplomatica tra Stati Uniti e Cina. E non è la prima volta che lo sport svolge un ruolo importante tra le due Coree. Alcuni mesi fa infatti la Corea del Nord aveva preso parte alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud.

La decisione di Kim Jong-un di far partecipare il suo paese alle Olimpiadi ospitate dalla Corea del Sud – annunciata durante il discorso di Capodanno – ha portato le delegazioni coreane a incontrarsi per la prima volta in più di due anni.

Nel febbraio 2018, per la prima volta in oltre dieci anni i rappresentanti della Corea del Nord e della Corea del Sud hanno sfilato sotto un’unica bandiera bianca e blu, simbolo di una Corea unita. L’ultima volta era accaduto a Torino, in occasione dei Giochi invernali del 2006.

22 atleti nordcoreani autorizzati dal Comitato olimpico internazionale hanno preso parte a tre sport e cinque discipline, tra cui pattinaggio artistico (gli unici cittadini della Repubblica popolare democratica a qualificarsi a PyeongChang erano stati proprio Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik, che gareggiano in coppia), sci alpino e hockey.

Il 27 aprile 2018 è stata una data storica per le due Coree: Kim Jong-un è stato il primo leader nordcoreano ad attraversare il confine con la Corea del Sud dalla fine della guerra di Corea nel 1953, per incontrare il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in.

“La guerra tra le due Coree è finita”, hanno dichiarato i due leader in una nota congiunta, annunciando la “completa denuclearizzazione della penisola coreana”.