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Contratto di governo: ecco i 10 punti proposti da Di Maio sulla base del modello tedesco
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contratto governo Di Maio
Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle.

Contratto di governo: ecco i 10 punti proposti da Di Maio sulla base del modello tedesco

Il Contratto di governo redatto dal professor Giacinto della Cananea individua i 10 punti di convergenza tra Movimento, Partito Democratico e Lega per la formazione del nuovo governo

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Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle.

Contratto governo Di Maio | 10 punti proposti dal leader M5s sul modello tedesco | Tutte le divergenze e le convergenze 

Il 12 aprile 2018 Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 stelle, ha incaricato Giacinto della Cananea, professore di diritto all’Università di Roma Tor Vergata, di studiare le convergenze programmatiche tra il Movimento e la Lega e il Partito Democratico.

Sul “Blog delle stelle” è disponibile il primo schema dell’accordo.

“Come emerge anche dal documento, il Movimento 5 Stelle non ha nessuna intenzione di perdere la sua identità politica in un governo di coalizione classico”, scrive Di Maio sul Blog.

“Per garantire un governo forte e votato al cambiamento abbiamo quindi proposto un’intesa su 10 punti fondamentali per il Paese“.

Il contratto prevede dei vincoli politici che obbliga le parti contraenti a rispettare l’accordo.

Inoltre, nel Documento si parla di “un comitato di conciliazione nominato dalle parti con lo scopo di ricomporre le eventuali divergenze e una verifica sull’avanzamento dei lavori a metà della legislatura appena iniziata, così da garantire ai cittadini piena trasparenza sull’azione di governo”.

I modelli di riferimento sono la Germania, in cui vi sono stati “governi di coalizione per un lungo periodo”, e il Regno Unito.

Qui la versione integrale del Contratto.

Le divergenze

Nella bozza di contratto non sono prese in considerazione alcune proposte del Movimento 5 stelle come la lotta alla corruzione o il conflitto di interessi, perché non presenti nei programmi di Lega e Partito Democratico.

Nella stesura del Contratto, infatti, sono state escluse le incongruenze più significative fra i tre partiti.

“Le divergenze che si sono manifestate ben prima dell’ultima campagna elettorale riguardano temi e problemi tra quelli più rilevanti per l’azione dello Stato, all’interno e all’esterno, e sono quindi tali da rendere ardua la formazione di un governo coeso”, scrive il professore Della Cananea.

“In alcuni casi sussistono significative convergenze per quanto riguarda sia i fini sia i mezzi. In altri casi le divergenze sono molto accentuate, se non radicali per quanto concerne i fini (per esempio nel modo di concepire il sistema pensionistico) o i mezzi (per esempio gli strumenti per contrastare la povertà e l’organizzazione della giustizia penale)”, continua il professore nell’apertura del documento.

Tra i punti assenti nella bozza del contratto di governo ci sono la lotta a corruzione, mafie e ai conflitti d’interesse, presenti nel programma elettorale dei 5 stelle, ma non in quello di Lega e PD.

Altri due temi assenti sono la modifica della legge Fornero e la riforma della cosiddetta Buona scuola.

Nella sezione dedicata alle divergenze è specificato che le differenze più significative tra M5s, PD e Lega riguardano “le pene da comminare a quanti commettano reati particolarmente odiosi, come lo stupro; la possibilità di utilizzare misure alternative alla detenzione; i principi cui deve ispirarsi l’organizzazione pubblica (alcuni sono favorevoli alla separazione delle carriere dei giudici da quelle dei pubblici ministeri, altri sono nettamente contrari)”.

“Sono più note, e non meno marcate, le divergenze in materia vaccinale. Ma sono più rilevanti (….) le divergenze concernenti l’Unione economica e monetaria e le pensioni”.

“Non si può nemmeno escludere, tuttavia, che le forze politiche disponibili ad un accordo riescano a sviluppare un’azione sufficientemente coesa, che permetta di conseguire obiettivi importanti per il Paese e di imprimere un indirizzo unitario”, si legge nella lettera del professore indirizzata a Luigi Di Maio.

Le convergenze 

Le convergenze tra i programmi di Movimento  5 stelle, Lega e Partito Democratico riguardano soprattutto: la tutela dei giovani e delle famiglie; la sicurezza; l’erogazione di servizi pubblici, con particolare attenzione al sistema sanitario; l’eliminazione degli squilibri territoriali; il cambiamento nel rapporto tra i cittadini e il fisco.

Il testo include una tabella che sintetizza in 10 punti le convergenze:

1. Costruzione del futuro per i giovani e le famiglie attraverso politiche di contrasto alla violenza di genere; sostegno alle famiglie; maggiori investimenti nell’università e nella ricerca.

2. Contrasto alla povertà e alla disoccupazione. Si parla in questo caso di salario minimo garantito e di “sostengo al reddito associato alla disponibilità a lavorare”. Sparisce quindi il riferimento esplicito al reddito di cittadinanza.

3. Eliminazione degli squilibri territoriali, garantendo sicurezza e legalità, migliorando le infrastrutture e promuovendo il sostegno pubblico alle opere di interesse collettivo.

4. “Sicurezza e giustizia per i cittadini”. Sono previste nuove assunzioni, la riforma della polizia, un migliore coordinamento tra le forze dell’ordine, l’intensificazione e la coordinazione di intelligence, il miglioramento del processo civile e interventi nella giustizia amministrativa.

5. Convergenze fra i tre partiti sulle politiche atte a “Difendere e rafforzare il servizio sanitario nazionale”.

6. Proteggere le imprese e incoraggiare l’innovazione, con un piano 4.0 per le aziende. Tutti i partiti concordano sull’imposizione di sanzioni più severe per amministratori e manager e sull’imposizione di un diverso trattamento commerciale tra le banche commerciali e quelle d’affari.Particolare attenzione è data poi al settore agricolo e ai prodotti biologici, nonché alla tutela del Made in Italy.

7. Instaurazione di un “nuovo rapporto tra cittadino e fisco” che preveda la semplificazione degli adempimenti e la tassazione dei colossi di internet, oltre che una maggiore equità nella pressione fiscale applicata al ceto medio.

8. Attenzione alle infrastrutture, all’edilizia scolastica e maggiori investimenti.

9. Protezione dell’ambiente. Sia il Movimento, che la Lega e il PD sono d’accordo nell’investire nella green economy e nell’energia pulita.

10. Rendere l’amministrazione efficiente e trasparente. Nel Contratto si specifica infatti che tutti gli obiettivi che i partiti si sono prefissati “non possono essere realizzati senza un complessivo miglioramento dell’organizzazione e del funzionamento delle pubbliche amministrazioni”.

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