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Le 5 foreste più inquietanti in cui perdersi
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Le 5 foreste più inquietanti in cui perdersi.

Le 5 foreste più inquietanti in cui perdersi

La Foresta Blu, la Foresta del Suicidio, la Foresta "dove non si può camminare": 5 foreste sparse per il mondo affascinanti e inquietanti da visitare

26 Apr. 2018
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Le 5 foreste più inquietanti in cui perdersi.

Il mondo è pieno di luoghi e fenomeni naturali intriganti e inquietanti. E solo i viaggiatori più esperti e impavidi, di solito, hanno il coraggio di partire per l’avventura ed esplorare posti che pochissime persone hanno raggiunto.

Sono un’esempio queste 5 foreste che, secondo la rivista Curiosity, sono le più inquietanti del mondo in cui perdersi:

Le 5 foreste più inquietanti in cui perdersi

La Crooked Forest, in Polonia

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La Crooked Forest, in Polonia. Credit: Instagram

In un piccolo angolo della Polonia occidentale, esiste la cosiddetta Crooked Forest, una foresta costituita da circa 400 alberi di pino, tutti con una prominente curva di 90 gradi alla base.

Nessuno sa esattamente perché gli alberi siano cresciuti così, ma gli scienziati hanno avanzato alcune teorie.

La più ampiamente accettata è che alcuni agricoltori piantarono il gruppo di alberi intorno al 1930 e usarono qualche tipo di strumento creato dall’uomo per produrre il legno incurvato naturalmente.

Il legno incurvato, probabilmente, era utile per la fabbricazione delle barche.

Qualunque sia la ragione, è sicuramente uno spettacolo misterioso da osservare e una foresta degna di essere visitata.

La foresta di Aokigahara, in Giappone

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La foresta di Aokigahara, in Giappone. Credit: Instagram

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Scarpe ritrovate nella foresta di Aokigahara. Credit: Instagram

Situata sul lato nord-occidentale del monte Fuji, in Giappone, la foresta di Aokigahara è conosciuta nel mondo per i suoi soprannomi.

Viene, infatti, definita come “Foresta del suicidio” o “il posto perfetto dove morire”.

Nonostante i tentativi della popolazione locale di diminuire i suicidi, come erigere cartelli con scritto “La tua vita è un dono prezioso che ti hanno fatto i tuoi genitori” e “Per favore non soffrire da solo”, più di 100 persone si sono suicidate la foresta tra il 2013 e il 2015.

La foresta di Aokigahara è considerato il secondo posto più popolare al mondo per togliersi la vita e, sicuramente, è una di quelle foreste spettrali in cui, una volta entrati, è difficile uscire.

Inoltre, all’inizio del 2018, la foresta è finita al centro di una controversia su internet: Logan Paul, star di Youtube, ha suscitato critiche e indignazione in tutto il mondo dopo aver pubblicato un video in cui si vedeva il corpo di una persona che si era suicidata. Il video era stato registrato nella foresta di Aokigahara.

La foresta di Hallerbos, in Belgio

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La foresta di Hallerbos, in Belgio. Credit: Instagram

La foresta di Hallerbos, o “Foresta blu”, come viene spesso soprannominata, in realtà non è inquietante.Al contrario, è fiabesca e affasciante.

La foresta, infatti, durante i mesi di aprile e maggio, è tappezzata da milioni di fiori blu e viola a campanula, tra i boschetti di faggi sottili e delicati.

Non lontano da Bruxelles, in Belgio, la foresta si estende per 5,8 chilometri quadrati, ed è ricoperta da sentieri tortuosi attraversati da conigli selvatici e cervi che si aggiungono all’atmosfera ultraterrena.

La foresta Hoia, in Transilvania

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La foresta Hoia, in Transilvania. Credit: Instagram

Conosciuta come il “Triangolo delle Bermuda della Transilvania”, la foresta Hoia è fitta di misteri.

Innanzitutto, gli alberi nella foresta sono deformi, crescono a zigzag o a spirale in senso orario.

Nel bel mezzo della foresta c’è un’area di terra di forma ovale chiamata Poiana Rotunda – o semplicemente “la Radura” – dove non cresce nulla se non erba, senza alcuna spiegazione scientifica.

Se tutto ciò non fosse abbastanza strano, la fama della foresta Hoia nacque per la prima volta nel 1968, quando un tecnico militare fotografò quello che sosteneva essere un UFO che si librava sulla Radura.

La foresta Tsingy, in Madagascar

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La foresta Tsingy, in Madagascar. Credit: Instagram

Letteralmente tradotto “dove non si può camminare”, il nome della foresta Tsingy, in Madagascar, rispecchia perfettamente il suo insolito paesaggio di rocce calcaree.

Le rocce hanno una strana forma: sono a punta, alte più di 90 metri, frastagliate, e formate da anni di erosione dalle piogge tropicali.

A prima vista, questa foresta di pietra sembra abbastanza inospitale, tuttavia ospita attualmente 11 specie di lemuri, 100 tipi di uccelli, 45 diversi tipi di rettili e varie altre specie di animali selvatici e oltre alla folta vegetazione.

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