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Alfie Evans: staccati i macchinari ma il bimbo è ancora vivo. Oggi nuova udienza

Il bimbo di 2 anni è affetto da una grave malattia neurodegenerativa: le autorità del Regno Unito hanno imposto di staccare la spina, i genitori si erano opposti

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Alfie Evans è nato il 19 maggio 2016. Credit: AFP PHOTO/SOURCE/BYLINE

Alfie Evans, il bimbo britannico di 2 anni affetto da una grave malattia neurodegenerativa e finito al centro di una disputa tra i genitori e le autorità del Regno Unito, è ancora vivo.

Dopo aver ordinato nella serata di ieri il distacco dei macchinari che lo tenevano in vita, il giudice d’appello britannico Anthony Hayden ha convocato per il pomeriggio di oggi, martedì 24 aprile, una nuova udienza.

Non è noto quale sia la motivazione. Si ipotizza che ci sia stato un nuovo ricorso da parte dei genitori del piccolo. Ma potrebbe aver influito anche il fatto che, nonostante il distacco dei macchinari, il bimbo sia rimasto in vita.

Ad Alfie è stata concessa la mascherina con l’ossigeno per respirare. L’equipe dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù in mattinata si è detta pronta per partire per Liverpool con un aereo fornito dal ministero della Difesa.

Nella serata di ieri, lunedì 23 aprile, il giudice d’appello britannico Anthony Hayden ha autorizzato i medici dell’ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool a staccare la spina dei macchinari che lo tenevano in vita.

I genitori avevano chiesto la sospensione del distacco, dopo che era stato respinto l’ultimo ricorso, per trasferirlo a Roma. Proprio ieri ad Alfie era stata concessa la cittadinanza italiana.

L’udienza oggi è fissata per le 15.30 ora locale (le 16.30 in Italia).

“Alfie ha la mascherina per l’ossigeno però c’è bisogno di trasportarlo. Ho parlato con l’ambasciatore Trombetta a cui ho detto che la nostra equipe è allertata e pronta a partire in pochi minuti”, ha detto la presidente dell’ospedale Bambin Gesù, Mariella Enoc.

Secondo il presidente del Bambin Gesù, il ministro Pinotti “si sta attivando per dare l’aereo”. “La situazione va risolta in pochi minuti”, ha aggiunto Enoc.

Il padre di Alfie, Thomas Evans, che su Facebook ha confermato il distacco dei macchinari che fornivano ossigeno al piccolo, ha spiegato che il bimbo continua a respirare senza assistenza da diverse ore dopo il distacco dei macchinari e ha aggiunto che gli stessi medici si sono detti “stupiti” dalla forza del piccolo.

“Ho combattuto duramente in tribunale per mio figlio perché so cosa è giusto!!”, ha scritto il padre su Facebook. “E guarda dove siamo ora, mio figlio è ancora vivo dopo 10 ore orribili spaventose strazianti”.

Anche la madre, Kate James, ha pubblicato un post, nel quale afferma che al piccolo sono stati concessi acqua e ossigeno. “Ad Alfie è stato dato il permesso di ossigeno e acqua!! Quanto è incredibile lui? Qualunque cosa accada, ha già dimostrato che questi dottori hanno torto. Quanto è bello?”, ha scritto la donna.

La scorsa notte, Thomas Evans e aveva fatto un video su Facebook sottolineando che i medici dell’Alder Hey Hospital stavano “rifiutando” di dare ossigeno al piccolo. “Ha bisogno di ossigeno, ma i medici non glielo daranno”, dice il padre parlare fuori camera.

I genitori avevano sperato che la cittadinanza italiana potesse permettere al bambino di essere trasferito all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, per sottoporlo almeno a cura palliative e tenerlo in vita.

Il bimbo, nato il 9 maggio 2016, è affetto da una grave patologia neurologica degenerativa che i medici non sono completamente riusciti a diagnosticare, che gli impediva di respirare o nutrirsi senza l’aiuto delle macchine.

I genitori Tom Evans e Kate James, entrambi ventenni, avevano chiesto di poter trasferire il figlio al Bambino Gesù di Roma, sottoposto alla giurisdizione della Santa Sede, ma i medici dell’ospedale britannico si erano opposti al trasferimento, ritenendolo inutile se non dannoso per l’infante.