Ultimi sondaggi politici elettorali | Elezioni 2018 | Salvini supera Di Maio in popolarità
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Ultimi sondaggi politici elettorali | Elezioni 2018 | Salvini supera Di Maio in popolarità

L'indagine condotta da Ipsos mostra come le trattative per la formazione di una maggioranza di governo stiano facendo perdere consensi al Movimento Cinque Stelle e ne stiano facendo guadagnare al partito di Matteo Salvini

22 Apr. 2018  
ultimi sondaggi elettorali oggi
Matteo Salvini e Luigi Di Maio, leader di Lega e M5S. Credit: AFP/Alberto Pizzoli e Filippo Monteforte

Ultimi sondaggi politici elettorali | Elezioni 2018 | Tutti gli aggiornamenti, sondaggio dopo sondaggio | Ultimo aggiornamento: Ipsos, 21 aprile

Dopo oltre un mese dalle elezioni del 4 marzo 2018 (qui tutte le ultime notizie), chi voterebbero oggi gli italiani se si tornasse al voto? Lega e M5s volano, Pd e Forza Italia in calo. Sotto i dettagli. • Come funzionano le Consultazioni | Qui la diretta 

Sondaggio Ipsos (21 aprile): Salvini supera Di Maio in popolarità

Le trattative per la formazione di una maggioranza di governo stanno facendo perdere consensi al Movimento Cinque Stelle e ne stanno facendo guadagnare al partito di Matteo Salvini. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera

I Cinque Stelle passano dal 33,9 per cento del 28 marzo al 33,5, raccogliendo comunque quasi un punto percentuale in più rispetto alle politiche. Ma è soprattutto Luigi Di Maio che si vede sorpassare da Matteo Salvini nell’indice di gradimento dei leader.

 

Secondo Ipsos, il giudizio sull’operato del leader del M5s è calato dal 30 marzo ad oggi: è passato da un punteggio di 49 a 43. È rimasto costante invece quello su Salvini, stabile a 44 punti nell’indice di gradimento dallo scorso 13 aprile. Una valutazione positiva che si riflette anche nei sondaggi, dove la Lega passa dal 19,2 per cento del 28 marzo al 19,5. 

I Cinque Stelle rimangono invece il partito che riceve complessivamente il giudizio migliore sul proprio operato da parte degli intervista, rimanendo davanti alla Lega: 45 punti contro 44.

Sondaggio EMG (18 aprile): Gli italiani non vogliono un governo istituzionale

Mercoledì 18 aprile la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati salirà al Quirinale per ricevere un mandato esplorativo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Alberti Casellati dovrà cercare una maggioranza in parlamento per tentare di formare un governo: il compito appare quanto mai ostico. In linea teorica, però, trattandosi di una figura istituzionale, attorno a Casellati potrebbero convergere tutti i partiti, per formare un governo “del presidente” che superi lo stallo e approvi alcune importanti riforme prima di tornare al voto.

Anche se il tentativo di Casellati, persona comunque molto vicina a Berlusconi, dovesse fallire, Mattarella potrebbe cercare un’altra figura, stavolta realmente terza, per dare vita a un governo istituzionale. Anche il leader della Lega Matteo Salvini si è dichiarato favorevole a questa ipotesi: “Se il presidente della Repubblica conferisce l’incarico a qualcuno in gamba con un programma che condivido, perché no?”, ha detto Salvini martedì 17 aprile.

Ma cosa ne pensano gli italiani? Secondo un sondaggio effettuato dall’istituto EMG, e reso noto durante la trasmissione di Rai Tre Carta Bianca, la maggioranza dell’elettorato è contraria a un governo istituzionale, forse perché percepito come un ennesimo esecutivo frutto di accordi tra le forze politiche e non direttamente scelto dai cittadini.

Il no al governo istituzionale raccoglie il 43,3 per cento dei voti, mentre sarebbe favorevole a questa ipotesi il 24,1 per cento del campione.

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EMG, nel sondaggio effettuato, ha anche chiesto agli intervistati quale leader politico dovrebbe impegnarsi maggiormente per superare la fase di stallo. Per il 20,3 per cento degli elettori dovrebbe essere Di Maio, per il 16,9 per cento Salvini, per il 13,6 per cento Berlusconi e per l’8 per cento il Partito Democratico.

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Infine, nel sondaggio veniva chiesto agli elettori del Movimento Cinque Stelle se fossero d’accordo con l’affermazione di Alessandro Di Battista, secondo cui Berlusconi è “il male assoluto”.

Ben il 78,7 per cento degli elettori pentastellati condivide questo giudizio, mentre appena il 12,6 per cento si dichiara in disaccordo.

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Sondaggio SWG (15 aprile): le trattative per il governo fanno calare M5S, la Lega vola

Le trattative per la formazione di una maggioranza di governo stanno facendo perdere consensi al Movimento Cinque Stelle e ne stanno facendo guadagnare alla coalizione di centrodestra. È quanto emerge da un sondaggio condotto da SWG, pubblicato dal quotidiano Il Messaggero, che indica M5S al 32,6 per cento, in calo di 1,9 punti rispetto al 34,5 per cento che veniva stimato dallo stesso istituto una settimana fa: il dato è in linea con quello ottenuto dal Movimento alle elezioni del 4 marzo (32,7 per cento).

Per contro è in crescita il centrodestra. Particolarmente forte l’ascesa della Lega, che è stimata da SWG al 23,5 per cento, a fronte del 22,4 per cento di una settimana fa e oltre 6 punti sopra il 17,4 per cento messo a segno lo scorso 4 marzo alle urne. Forza Italia è indicata al 10,1 per centro, in leggera crescita, mentre Fratelli d’Italia sale al 4,1 per cento.

Sostanzialmente stabile, invece, il centrosinistra. Il Partito democratico è al 19,3 per cento. Sommando i voti del Pd con quelli delle forze che erano sue alleate alle recenti elezioni, si arriva al 21,9 per cento. Stabile anche Liberi e Uguali, al 2,7 per cento.

Per quanto riguarda le ipotesi in vista della formazione del prossimo governo, il sondaggio SWG rivela che tra gli elettori del Movimento Cinque Stelle il 55 per cento predilige un’alleanza con la Lega, mentre il 32 per cento vorrebbe un’intesa con Pd e Liberi e Uguali. Tra gli elettori della Lega il 36 per cento sostiene un governo tra l’intera coalizione di centrodestra (Lega, FI, FdI) e M5S, mentre il 32 per cento vorrebbe un esecutivo a maggioranza Lega-M5s e il 17 per cento spera in un governo di scopo per approvare una nuova legge elettorale e la legge di stabilità.

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Agi/YouTrend (12 aprile): quasi un elettore M5s su due vuole un’alleanza con la Lega

Il 44 per cento degli elettori M5S vorrebbe un’alleanza di governo tra Lega e M5s. Secondo i rilievi diffusi oggi dall’agenzia AGI e da Youtrend, M5S è al 34 per cento, mentre la Lega che supera il 20 per cento e il Pd rimane intorno al 18 per cento. Scendono sia Forza Italia (per la prima volta sotto il 12%) che Fratelli d’Italia, il che comporta che il centrodestra complessivamente scenda al 36,6 per cento dal 37 per cento ottenuto il 4 marzo. Anche Liberi e Uguali scende al 2,9 per cento, sotto la soglia decisiva del 3 per cento.

Si avvicinano intanto le elezioni regionali (in Molise il 22 aprile e in Friuli-Venezia Giulia domenica 29 aprile). “Il Molise potrebbe essere – visti i risultati ottenuti alle Politiche – la prima regione amministrata dal Movimento Cinque Stelle”, sottolinea AGI, “mentre in Friuli-Venezia Giulia i sondaggi danno il candidato del centrodestra, il leghista Fedriga, largamente in vantaggio”.

Aggiudicarsi il governo di una delle regioni darebbe a Di Maio e Salvini una nuova, ulteriore “legittimità'” a guidare il prossimo governo.

“Sugli scenari di governo un’analisi degli orientamenti degli elettori emerge dai sondaggi realizzati da tre differenti istituti: SWG, Demos ed Ipsos”, spiega AGI. “Partiamo dal primo, datato 6 aprile: un accordo di governo tra M5s e Lega è ritenuto “giusto” o “auspicabile” dal 44 per cento degli italiani, quasi la metà”.

“La percentuale risulta in netto aumento rispetto a quella rilevata una settimana prima dallo stesso istituto (38%). La seconda è che gli elettori sia del M5S che della Lega sono largamente favorevoli a questa alleanza. Che l’esito finale sia quello di un accordo tra queste due forze (e non, come auspicato da Salvini dopo l’incontro con Mattarella, tra M5S e tutto il centrodestra) è ritenuto del resto lo scenario più plausibile: sempre secondo SWG, il 43 per cento degli italiani gli assegna una probabilità maggiore del 50 per cento. Altre ipotesi, prima tra tutte quella di un governo “istituzionale”, fanno registrare percentuali di “plausibilita’” inferiori”.

“I numeri di Ipsos riguardano il gradimento dei leader: sono proprio Salvini e Di Maio a far registrare non solo i due valori più alti (43 e 45 per cento di giudizi positivi, rispettivamente) ma anche l’aumento maggiore rispetto al periodo pre-elettorale. Vuol dire che gli elettori hanno particolarmente apprezzato l’atteggiamento tenuto dai leader di M5s e Lega nella fase post 4 marzo. Dati confermati dalla stessa SWG, secondo cui il 40 per cento ritiene che Salvini abbia agito positivamente, mentre il 35 per cento pensa lo stesso di Di Maio – e tutti gli altri leader ottengono percentuali molto inferiori”.

Sondaggio Demopolis (12 aprile) Elettori M5s vogliono alleanza con la Lega e non col Pd

La fotografia scattata da Demopolis in questo senso è molto chiara. Per gli elettori della Lega e del M5s, l’unica alleanza di governo realmente auspicabile è quella tra questi due partiti.

In particolare, sembra che l’umore dell’elettorato rifletta quello dei dirigenti dei rispettivi partiti in tema di veti. Gli elettori pentastellati sono assolutamente ostili a un’alleanza con il centrodestra unito, e quindi con la presenza nella coalizione di Silvio Berlusconi.

Quelli leghisti, invece, non accetterebbero nemmeno sotto tortura una coalizione che includa la presenza del Partito Democratico. Questi veti incrociati, quindi, rimandano all’alleanza Lega-M5s come unica realmente possibile. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non potrà non fare i conti con questo scenario.

Andando nel dettaglio del sondaggio di Demopolis, tra l’elettorato pentastellato, ben il 46 per cento del campione vorrebbe un governo Lega-M5s, un dato davvero molto alto.

Tornare subito al voto è l’opzione più gradita al 27 per cento degli intervistati. Il 18 per cento vuole un governo M5s-Pd-Leu, mentre l’esecutivo di scopo è visto di buon occhio da appena il 4 per cento degli elettori grillini.

Il dato più eclatante è però l’ultimo: solo il 4 per cento dei pentastellati vuole un’alleanza col centrodestra che includa Forza Italia e Berlusconi.

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Passando agli elettori della Lega, viene fuori che il 65 per cento considera accettabile un’alleanza col Movimento Cinque Stelle, mentre una grande coalizione centrodestra-Pd è considerata inaccettabile addirittura dall’84 per cento dell’elettorato leghista.

Come ha detto Salvini a più riprese, insomma, accordi con tutti ma non col Pd.

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Tornando agli elettori del M5s, l’86 per cento considera inaccettabile l’alleanza col centrodestra unito, ma ben il 51 per cento è totalmente ostile anche a quella col Pd. Anche questo è un dato significativo.

Tra i dem c’è chi spinge per un accordo con i Cinque Stelle, ma l’elettorato grillino questo accordo sembra non volerlo.

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Il problema che, anche a livello di orientamento degli elettori, resta insoluto è quello della premiership. I grillini vogliono l’alleanza con la Lega, ma pretendono che il primo ministro sia Di Maio.

Specularmente, il leghisti vedono di buon occhio l’intesa coi Cinque Stelle, ma solo nell’ipotesi di Salvini a Palazzo Chigi.

 

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In conclusione, incrociando i dati, un governo centrodestra-M5s e centrodestra-Pd sembrano improbabili:

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Sondaggio Ipsos (10 aprile): Salvini e Di Maio raddoppiano i consensi, sale Fico, crolla Renzi

Secondo un sondaggio dell’istituto Ipsos, pubblicato sul Corriere della Sera, Luigi Di Maio e Matteo Salvini avrebbero raddoppiato il loro indice di gradimento tra gli elettori rispetto al 4 marzo.

Il capo politico del Movimento Cinque Stelle è infatti apprezzato dal 45 per cento degli italiani, un dato impressionante. Più o meno sullo stesso livello di gradimento si assesta il leader della Lega, che raccoglie il consenso del 43 per cento degli intervistati.

Solo a gennaio, Di Maio e Salvini erano rispettivamente al 33 e al 29 per cento nell’indice di gradimento, segno evidente che i due leader delle forze politiche uscite vincitrici dalle elezioni viaggiano sempre più con il vento in poppa.

Scende di qualche punto Paolo Gentiloni, che passa dal 44 al 41 per cento. In quarta posizione Roberto Fico: il nuovo presidente della Camera è apprezzato dal 39 per cento dell’elettorato.

Decisamente più basso il dato che riguarda la nuova presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che si ferma al 19 per cento dei consensi. Il sondaggio Ipsos rileva poi il crollo dell’ex segretario del Pd Matteo Renzi. Se a gennaio l’ex premier era al 23 per cento, oggi è sceso addirittura al 16.

Sono pochissimi anche quelli che ritengono Renzi in grado di ritagliarsi un ruolo di primo piano in politica nei prossimi anni. Crede a questa ipotesi solo il 24 per cento del campione. Più alto però il dato tra gli elettori del Pd (50 per cento).

Infine, Ipsos ha chiesto agli intervistati cosa dovrebbe fare il Partito Democratico se Lega e M5s non riuscissero ad accordarsi per formare un governo. Per il 43 per cento dovrebbe restare comunque all’opposizione, per il 35 dovrebbe sostenere un governo di scopo.

Tra gli elettori del Pd sale però la percentuale di chi vorrebbe il partito disponibile a dialogare per approvare alcune riforme (il 47 per cento del campione).

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Sondaggio Tecné (8 aprile): se si tornasse al voto oggi M5s al 34% e Lega quasi al 20%

Un sondaggio effettuato dall’istituto Tecné (8 aprile 2018) sostiene che, se si tornasse oggi al voto, il Movimento Cinque Stelle otterrebbe circa il 34 per cento dei voti (+1,3 per cento).

La Lega, secondo partito assoluto in Italia, otterrebbe il 19,8 per cento dei consensi (+2,4 per cento rispetto al voto del marzo), ben al di sopra di Partito Democratico e Forza Italia.

Il Partito Democratico, con il 18,5 per cento dei voti.

Cala ancora, così come Forza Italia (13,2 per cento dei voti). Fratelli d’Italia 3,9 per cento.

Liberi e Uguali invece è al 2,4 per cento, mentre +Europa all’1,9 per cento.

La fotografia scattata da Tecné illustra che M5s e Lega sono sempre più in crescita e che i grandi partiti tradizionali procedono nel loro momento di crisi. LeU al momento, se si votasse oggi, non entrerebbe in Parlamento.

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Il sondaggio di Index (al 30 marzo)

Indicazioni solo parzialmente differenti arrivano da un altro istituto di sondaggi, Index Research. Anche qui sale il Movimento Cinque Stelle, al 34,9 per cento, mentre vola letteralmente la Lega, che riceve il 23,5 per cento dei consensi.

Contrariamente a Tecné, l’istituto Index rileva invece una flessione per il Partito Democratico, che scenderebbe al 17,5. Forza Italia perderebbe ben 3 punti percentuali, scendendo al 10,9, e un calo significativo si registrerebbe anche per Fratelli d’Italia, al 3,3.

Anche per Index, Liberi e Uguali perde molti voti, attestandosi al 2,1 per cento.

Index ha chiesto ai suoi intervistati anche quale governo preferirebbero: per il 28,5 per cento l’intesa migliore possibile è quella tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Il 16,9 per cento vorrebbe un governo di scopo per fare poche leggi e tornare al voto.

Il governo Pd-M5s è apprezzato solo dall’11,5 per cento del campione, mentre quello tra Pd e centrodestra dal 9,1.

Quali leggi vorrebbero gli italiani?

Nel sondaggio di Index viene chiesto anche quale legge dovrebbe approvare subito il nuovo governo. In cima alle priorità degli italiani sembra esserci la flat tax, indicata dal 22,9 per cento del campione.

Un po’ più giù il reddito di cittadinanza (18,7 per cento). L’abolizione della legge Fornero è in cima ai desideri del 14,1 per cento degli intervistati, mentre il 12,2 considera prioritaria la limitazione dell’immigrazione e il 10,9 l’abolizione dei vitalizi.

Il premier più gradito agli elettori

Un sondaggio pubblicato dall’istituto Piepoli giovedì 29 marzo fornisce una risposta a un altro interrogativo: chi vorrebbero gli italiani come premier? Secondo le rilevazioni, Di Maio è più apprezzato di Salvini e ci sono più italiani che vorrebbero vederlo a Palazzo Chigi rispetto al leader leghista.

Nello specifico, il 25 per cento degli intervistati ha espresso la propria preferenza per il capo politico del M5s. Al secondo posto, forse a sorpresa, non c’è Salvini, bensì il premier uscente Paolo Gentiloni, con il 20 per cento.

Il leader della Lega è sul gradino più basso del podio con il 19 per cento delle preferenze. Al quarto posto Emma Bonino con l’8 per cento.

Di Maio premier e Salvini vice: la formula più gradita

Un ulteriore dato conferma come Di Maio sopravanzi Salvini nel gradimento degli italiani.

Alla domanda su quale sarebbe la formula di governo migliore in questo momento, il 27 per cento degli intervistati da Piepoli ha risposto un esecutivo con Di Maio premier e Salvini suo vice.

La formula inversa, ovvero Salvini primo ministro e Di Maio vice, è stata invece scelta dal 24 per cento del campione. Il 10 per cento vorrebbe Di Maio a Palazzo Chigi e un vice di Forza Italia.

Resta comunque il fatto che la maggioranza relativa dell’elettorato italiano continua a volere un esecutivo tra Lega e Movimento Cinque Stelle (il 37 per cento degli intervistati).

Un governo istituzionale per fare una nuova legge elettorale e tornare a votare raccoglie il 22 per cento delle preferenze. Il governo di minoranza M5s con appoggio esterno del Pd si ferma al 17 per cento, mentre ipotesi di esecutivi di centrodestra senza il M5s sembrano al momento poco gradite.

L’apprezzamento per Fico e Alberti Casellati

Infine, Piepoli ha chiesto agli elettori in quale misura abbiano gradito l’elezione di Roberto Fico come presidente della Camera e quella di Maria Elisabetta Alberti Casellati come presidente del Senato.

L’esponente grillino a Montecitorio ha raccolto un gradimento pari al 58 per cento, tra chi è stato molto contento della sua elezione e chi lo è stato “abbastanza”. Una percentuale molto alta e che conferma come Fico goda di un consenso trasversale, non circoscritto all’elettorato grillino.

Per quanto riguarda Alberti Casellati, l’elezione della forzista e berlusconiana di ferro è stata apprezzata dal 43 per cento del campione.

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