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Roma Liverpool biglietti: lettera di un tifoso a cui uno sconosciuto ha offerto un tagliando

Andrea Fontana non poteva permettersi il biglietto di tribuna: un altro tifoso si è offerto di pagarglielo

Immagine di copertina
La curva sud della Roma

Roma Liverpool biglietti lettera di un tifoso

Ore di attesa, in coda, per un biglietto di Roma-Liverpool, semifinale di ritorno di Champions League che si disputerà il 2 maggio allo stadio Olimpico. Una fatica che molti tifosi hanno visto premiata con l’acquisto del tagliando, ma che per altri è stata vana.

Non tutte le persone che hanno affollato i Roma Store nella giornata di mercoledì 18 aprile (primo giorno di vendita libera dei tagliandi), infatti, sono poi riuscite ad acquistare il biglietto.

La maggior parte non ce l’ha fatta perché i posti erano terminati, altri hanno dovuto rinunciare perché erano rimasti disponibili soltanto settori troppo cari.

Quest’ultimo è il caso di Andrea Fontana, un giovane tifoso giallorosso che dopo ore di coda ha visto sfumare il suo sogno, quello di assistere alla sfida tra la squadra di Di Francesco e i Reds.

Andrea ha mancato l’acquisto di un soffio: il tifoso prima di lui in coda ha comprato l’ultimo tagliando dei distinti. Rimanevano a quel punto le tribune, che Andrea però non poteva permettersi.

È a questo punto che un altro tifoso si è offerto di pagargli la differenza (75 euro) tra il prezzo di un biglietto di distinti e quello della tribuna Tevere. Un bellissimo gesto che Andrea ha commentato attraverso una bellissima e toccante lettera indirizzata al quotidiano “Il Romanista”.

La lettera è diventata virale. Qui il testo:

“È lungo lo so, ma sento di doverlo scrivere. Non so se leggerai, probabilmente no, ma spero che queste mie parole ti arrivino in qualche modo. Ennesima persona vista di sfuggita, nell’ennesima coda, davanti all’ennesimo rivenditore di biglietti, in una giornata assai deludente iniziata prima delle 6”.

“Esco dal rivenditore con la delusione di chi ha visto l’ultimo posto in distinti essere venduto a quello prima di me e di chi non può spendere 160€ per una partita, per quanto ne valesse tutta la pena”.

“La giornata me l’hai cambiata con un gesto semplice, mi hai afferrato il braccio mentre me ne andavo sibilando improperi a mezza bocca e mi hai detto ‘aspetta, la differenza te la pago io, non posso vederti andar via senza, dopo tutte queste ore’. Fra lo stupito e il commosso, ho rifiutato”.

“75€ mi sono sembrati una cifra spropositata da accettare, anche se a te era bastato sapermi romanista come te per offrirmela senza pensarci un attimo. Un fratello insomma, di cui non so nemmeno il nome, so solo che mi sei sembrato un uomo sopra la cinquantina, camicia bianca, occhiali… basta. “Grazie, mi hai migliorato la giornata”.

“P.S.: mia madre mi ha detto che me li avrebbe presi anche a 160, per il mio compleanno, ma non me la son sentita di chiederglieli. So che può permetterseli, ma in tutta coscienza non mi sembrava giusto, e verso di lei e verso i miei amici. Sarebbe stato comunque uno sforzo enorme per lei e una delusione per loro”.