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Una madre ha spiegato perché è importante piangere davanti ai propri figli

"Le persone soffrono, le persone fanno del male, le mamme hanno i loro limiti e persino gli insegnanti piangono", il racconto di una giovane madre che piange davanti ai propri figli

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Una madre ha spiegato perché è importante piangere davanti ai propri figli. Credit: Pixabay

Tutte le donne dovrebbero essere sottoposte ad un controllo per la depressione durante la gravidanza e dopo la nascita dei figli. Tra il 10 e il 15 per cento delle donne italiane, infatti, soffre di depressione post-partum nei primi tre mesi dalla nascita del figlio.

Questo causa spesso sentimenti negativi, oltre al grande senso di colpa provocato dalla paura di deludere le aspettative di chi le vorrebbe radiose e felici.

I primi anni dopo la nascita di un bambino possono essere molto impegnativi, ed è perfettamente normale, di tanto in tanto, avere voglia di piangere e sfogarsi. I neo-genitori, però, spesso si trattengono per paura di traumatizzare i propri figli.

Questa repressione dei sentimenti di tristezza o, addirittura, depressione, non solo è nociva per i genitori, ma anche per i bambini, che crescono con l’esempio di persone che “anestetizzano” le proprie emozioni.

Lo ha spiegato la giovane blogger australiana Constance Hall in un lungo post condiviso sulla sua pagina Facebook.

La donna ha raccontato come inizialmente cercasse di non mostrare sentimenti di debolezza di fronte ai propri figli, finché non ha realizzato che, probabilmente, questo li avrebbe potuti rendere emozionalmente sterili.

Il post della blogger australiana Constance Hall

“Ti nascondi sotto la doccia quando hai bisogno di piangere?

Asciughi velocemente la tua faccia gonfia e rispondi ai tuoi figli con ‘no no, mammina sta bene’.

Io ero abituata a fare così… Sai, non vuoi che i tuoi figli sentano l’insicurezza della loro roccia…

Ricordo che singhiozzavo dietro una porta chiusa, convinta che i miei figli non mi avrebbero dovuto vedere, un paio di anni fa ho pianto molto. E così le cose cambiano… Inevitabilmente, mi hanno sorpreso a piangere, mi hanno consolato, con modi gentili, mettendo le loro piccole braccia sulle mie spalle mentre mentivo sul fatto che stavo bene.

Ho ricevuto aiuto, la mia vita è migliorata. Ma i miei figli sono cambiati.

Recentemente uno dei miei figli mi ha raccontato che il loro insegnante è scoppiato a piangere in classe… È una cosa insolita che un insegnante pianga in classe… A quanto pare tutti gli altri insegnanti sono accorsi in suo aiuto, mentre alcuni degli studenti hanno cominciato a divertirsi.

Questa cosa mi ha fatto pensare a come qualcuno di noi gestisca male le emozioni. Sono stata cresciuta da una giovane madre single, aveva talento per le situazioni difficili, aveva passato molti periodo bui nella sua breve vita e mi ha sempre insegnato:

‘Non essere così preoccupata di dire la cosa sbagliata, basta dire qualcosa, abbraccia le persone, chiedi scusa, fai le tue domande. In un mondo in cui tutti tacciono di fronte alle emozioni crude, tu dì semplicemente qualcosa’.

Quando il fratello del mio patrigno era in punto di morte, eravamo tutti in silenzio nella stanza cercando di essere educati, ma mia madre saltò sul suo letto, gli avvolse le braccia attorno e disse “È una vera mer*a”, cosa che le permise di scoppiare a piangere. Non l’ho mai dimenticato.

Mi è venuto in mente che non ho mai avuto un ragazzo che si sentisse a suo agio nel confortarmi quando ero angosciato, anche il mio attuale marito, che è molto emotivamente maturo, si allontana e si ammutolisce quando piango.

Ma nel fine settimana ho visto un documentario terribilmente triste con i miei figli e mentre le mie lacrime salivano nei miei occhi e in quelli di mia figlia, mio figlio ci ha abbracciate entrambe, dandoci leggere pacche di conforto e accarezzandoci le spalle.

Mi sono resa conto che i miei figli se la cavano benissimo con le emozioni umane, non sono traumatizzati per aver visto la loro mamma piangere, si preoccupano e capiscono che questa è la vita…

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Le persone soffrono, le persone fanno del male, le mamme hanno i loro limiti e persino gli insegnanti piangono.

È più confortante, per un bambino, sapere che anche la loro roccia può piangere, ma ciò non significa che non siano sicuri.

E se non possiamo esserci gli uni per gli altri, perché siamo qui?”

| Sì, mi sono pentita di essere diventata madre e vi racconto perché |

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