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Dall’incubatoio al macello, la terribile vita dei polli in una video-inchiesta
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Credit: Animal Equality

Dall’incubatoio al macello, la terribile vita dei polli in una video-inchiesta

Sono più di 500 milioni i polli che vengono macellati ogni anno in Italia. Un'inchiesta sotto copertura di Animal Equality mostra le loro condizioni di vita

20 Apr. 2018
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Credit: Animal Equality

Pulcini abbandonati a morire nei corridoi dell’incubatoio. Polli malati e coperti di ferite. Operatori che afferrano i polli per le ali e li lanciano nelle macchine per la cattura. Animali macellati mentre sono ancora pienamente coscienti.

Sono alcuni dei fatti documentati da una nuova inchiesta di Animal Equality, organizzazione internazionale per la protezione animale, e realizzata in Italia.

Sono più di 500 milioni i polli che vengono macellati ogni anno nel nostro paese, che è uno dei maggiori produttori di carne di pollo in Europa (quasi il 10 per cento della produzione totale e con un fatturato di settore pari a 4,6 miliardi di euro nel 2016).

I polli vivono in media sei settimane e fin dal primo giorno sono sottoposti a maltrattamenti e incredibili violenze.

Nell’incubatoio, milioni di pulcini vengono fatti nascere al solo scopo di essere macellati. Durante l’intero processo vengono maneggiati come fossero oggetti, lanciati dagli operatori sui nastri trasportatori senza alcuna cura e, in alcuni casi, lasciati morire sul pavimento dell’incubatoio.

Il video mostra che in allevamento gli animali malati o feriti vengono abbandonati a morire di fame e sete. Quelli che sopravvivono vengono sottoposti alla fase di cattura, spesso realizzata attraverso macchine che sono in grado di prendere centinaia di polli in pochissimo tempo.

“In questa fase, gli operatori maneggiano gli animali con violenza, causando immensi dolori alle zampe e alle ali, mentre in alcuni casi i polli vengono addirittura presi a calci e lanciati nelle macchina per la cattura”, informa Animal Equality.

Al momento del macello, come purtroppo abbiamo visto in alcune inchieste precedenti della stessa organizzazione, si verifica il mancato stordimento.

La legge italiana infatti prevede che prima della macellazione gli animali vengano storditi, ma spesso questo non avviene, perché i metodi risultano inefficaci e costringono gli animali a una fine crudele e terribile: la morte pienamente coscienti.

Animal Equality ha lanciato una petizione su polloitaliano.it e rivolta a Unaitalia – associazione di categoria che raccoglie i produttori di carne avicola e uova – per ottenere, fra le varie richieste, un maggior controllo delle condizioni degli animali, la sospensione dei metodi di stordimento inefficaci e la cessazione dell’utilizzo di razze a crescita rapida, una delle principali cause delle sofferenze dei polli.

 

“Il consumo di carne di pollo è cresciuto in modo vertiginoso negli ultimi anni, e l’intero settore ha puntato su una costante ricerca del profitto e della velocità a discapito di questi poveri animali”, dichiara Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.

“Da questa investigazione emerge chiaramente che le sofferenze dei polli riguardano tutta la filiera produttiva, dall’incubatoio alla macellazione. Bisogna muoversi tempestivamente per risolvere questi gravi problemi: ci auguriamo che le istituzioni e le associazioni di categoria si attivino per cambiare questa situazione inaccettabile”, conclude Cupi.

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