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Giorgia Meloni: “Né filo-Assad, né filo-Putin. Orban è simile a noi”

La leader di Fratelli d'Italia ha incontrato l'ambasciatore ungherese in Italia. "Una personalità, un governo molto affine a Fratelli d'Italia", ha detto. E sulla Siria: "Non deve andare come in Libia"

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Credit: Silvia Lore

da Anna Ditta, inviata alla Camera dei deputati. “Alla presidente Casellati porteremo i punti del programma per noi irrinunciabili per qualunque governo”. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia (FdI), ha commentato così il mandato esplorativo affidato dal presidente Mattarella alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, alla quale ha augurato buon lavoro. 

Meloni ha detto che Fratelli d’Italia farà la sua parte, e che l’obiettivo è dare all’Italia un governo nel minor tempo possibile, purché “sia un governo che rispetti la volontà popolare”.

“Noi dall’inizio abbiamo fatto del nostro meglio. Fratelli d’Italia è stato forse l’unico movimento che non ha detto ‘questo sì e questo no’. Abbiamo detto solo che il governo deve rispettare la volontà popolare, e per noi questo vuol dire che deve avere una guida di centrodestra e che vogliamo parlare dei contenuti per gli italia”, ha detto Giorgia Meloni. “Su questo terreno non è sceso ancora nessuno, siamo ancora a giochi infantili che poco hanno a che vedere con il governo di una nazione”.

Il 18 aprile Giorgia Meloni ha avuto un incontro a porte chiuse con l’ambasciatore ungherese in Italia, Adam Kovacs, prima dell’inizio del seminario sul tema: “La nostra Europa e l’Ungheria di Orban” organizzato dalla fondazione Fare Futuro.

A TPI e ai giornalisti delle altre testate radunati davanti la Commissione Finanza della Camera dei deputati, dove si è tenuto il seminario, la leader di FdI ha parlato anche della sua opinione su Viktor Orban, recentemente uscito vincitore dalle elezioni in Ungheria dopo una campagna elettorale anti-migranti e anti-islam.

Meloni ha incontrato il premier ungherese durante un viaggio a Budapest lo scorso febbraio, nel corso della campagna elettorale italiana. In quell’occasione la presidente di Fratelli d’Italia ha detto che il gruppo Visegrad (composto da Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia) “sta difendendo l’identità europea”.

Dopo la vittoria di Orban alle elezioni, Meloni ha parlato di Budapest come di un “modello da seguire”.

“Ho incontrato l’ambasciatore ungherese in Italia per portare le felicitazioni di Fratelli d’Italia per la riconferma del presidente Viktor Orban”, ha detto Meloni a margine dell’incontro.

“Una personalità, un governo molto affine a Fratelli d’Italia: politiche di difesa della famiglia, delle radici cristiane dell’Europa, contro l’immigrazione incontrollata, contro la deriva mondialista. Con i Paesi che fanno parte del cosiddetto Gruppo di Visegrad lavoriamo per intensificare i rapporti italiani, e stamattina le nostre fondazioni, italiane e di questi paesi, stanno collaborando”, ha aggiunto.

Ieri 17 aprile Meloni è intervenuta nel dibattito a Montecitorio sulla crisi siriana, dopo che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha riferito alla Camera sull’attacco statunitense in Siria messo in atto insieme a Francia e Regno Unito in reazione al presunto attacco chimico a Douma, vicino Damasco.

La leader di FdI ha criticato l’attacco da parte degli Alleati, parlando di “armi chimiche” come le scie chimiche.

“Bene ha fatto il governo a non aver partecipato all’attacco, ma poi dite che era legittimo e che era legittima la risposta di fronte all’uso di armi chimiche. Una ricostruzione bambinesca, da tweet o da campagna elettorale”, ha detto in Aula.

A una domanda di TPI sulla posizione di Fratelli d’Italia a proposito della crisi siriana e in particolare sul fatto che possa considerarsi filo-russa o filo-Assad, Meloni ha risposto: “Il taglio della domanda presuppone qualcosa che non riguarda Fratelli d’Italia e riguarda forse qualche altra cheerleader della politica italiana. Io non sono filo-niente, non sono filo-russa, filo-americana, filo-Assad, io sono presidente di un partito politico italiano che difende l’interesse italiano e che si occupa solo di questo. Io sono solo filo-italiana”.

“Questo significa anche”, ha proseguito Meloni, “che pur ovviamente rispettando le alleanze dell’Italia, l’Alleanza atlantica, la presenza all’interno della Nato che nessuno vuole discutere, dal nostro punto di vista non si scatenano delle guerre, che possono avere obiettivamente degli esiti imprevedibili, sulla base di evidenze, sulla base di ‘pensiamo che’. Noi continuiamo a chiedere che prima di fare qualunque cosa in Siria ci sia un pronunciamento delle Nazioni Unite circa quello che è accaduto nella città in cui ci sono stati questi attacchi chimici e su chi siano i responsabili. Perché il diritto internazionale funziona così. Non muove i missili sulla base del sentito dire”.

“Poiché questa guerra, qualsiasi cosa accada, investe soprattutto il Mediterraneo, soprattutto l’Europa e soprattutto l’Italia, io voglio almeno essere certa di quello che stiamo facendo. Perché purtroppo ne ho viste altre di guerre che venivano mosse con principi umanitari – come la Libia di qualche anno fa – e che poi in realtà si è scoperto che servivano a difendere gli interessi di quelli che muovevano il conflitto, contro quelli che invece subivano quelle decisioni. Sa chi c’era tra coloro che subivano quelle decisioni? L’Italia, che da quella guerra fu privata dei suoi accordi sull’appovvigionamento energetico e a quella guerra deve il caos dei migranti, quindi sono una persona che vuole vedere prima di decidere”.

Infine, Giorgia Meloni ha parlato della scelta del presidente della Camera Roberto Fico di spingere i partiti a riaprire il dossier della riforma delle carceri.

“Il presidente Fico se ne faccia una ragione”, ha detto Meloni. “Quella non è una materia da Commissione speciale, e mi fa molto specie che il Movimento 5 stelle, che parla sempre di ‘onestà, onestà, onestà’ poi sia automaticamente schierato con il Pd quando si tratta di costruire un sistema per il quale la certezza della pena va distrutta”.

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