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Sta facendo discutere il passaggio a Napoli di un sottomarino Usa che ha partecipato ai raid in Siria

Il sottomarino nucleare battente bandiera statunitense Uss John Warner, una delle unità che hanno partecipato all’attacco in Siria del 14 aprile, era in rada a Napoli a fine marzo scorso. Il sindaco de Magistris ha ribadito che quelle sono "acque denuclearizzate"

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“Ho appreso che lo scorso 20 marzo il sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner è approdato nella rada della nostra città. Ho letto anche l’ordinanza n.17/2018 che Lei ha emesso per le necessarie e correlate disposizioni di sicurezza e di navigazione.

Desidero, a tal proposito, ribadire che il 23 settembre 2015 è stata approvata, su mia iniziativa, la delibera n.609 con la quale è stata dichiarata ‘area denuclearizzata’ il Porto di Napoli”.

Lo scrive il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, in una nota ufficiale indirizzata al Contrammiraglio Arturo Faraone – Comandante Capitaneria di Porto di Napoli – per la presenza in rada, nelle scorse settimane, di un sottomarino nucleare statunitense.

Il sottomarino nucleare battente bandiera statunitense Uss John Warner, una delle unità che hanno partecipato all’attacco in Siria del 14 aprile, era in rada a Napoli a fine marzo scorso, precisamente il 20.

Il canale YouTube Aiir Source military, che raccoglie filmati relativi alle attività delle forze armate statunitensi, ha infatti pubblicato un video che risalirebbe a sabato, il giorno dell’attacco, e che mostra il lancio di un missile Tomahawk (qui abbiamo spiegato cosa sono i missili Tomahwk e come funzionano) da un sottomarino indicato appunto come il John Warner (SSN 765) dislocato nel Mar Mediterraneo.

La rada è un’estensione di mare più o meno vasta (generalmente una insenatura naturale o artificiale), circondata da coste, dove le imbarcazioni e le navi possono ancorare e sostare in sicurezza al riparo dai venti e dalle correnti.

La presenza del sottomarino a Napoli, in rada, risale a settimane prima del sospetto attacco chimico a Duma, che è del 7 aprile. Il sottomarino non è mai entrato nel porto di Napoli, nè vi potrebbe entrare – viene riconosciuto – proprio per le sue caratteristiche di unità nucleare nonostante il capoluogo campano sia la sede della VI Flotta della Marina statunitense.

“L’atto”, prosegue il sindaco, “pone in evidenza la volontà di interdire l’attracco e la sosta, di qualsiasi natante a propulsione nucleare o che contenga armamenti nucleari. Non solo, ma esprime e riafferma il ruolo di Napoli “Città di Pace”, rispettosa dei diritti fondamentali di ciascuno, convinta del disarmo e della cooperazione internazionale.”

La nota del sindaco de Magistris si chiude con la richiesta all’ammiraglio Faraone “di considerare, per analoghe situazioni future che la determinazione e la volontà menzionate nella delibera 609 sono dirette al non gradimento che navi di tale caratteristiche sostino o transitino nelle acque della nostra città”.

L’Uss John Warner può essere utilizzato per diverse missioni, tra cui sorveglianza, ricognizione, ricerca e soccorso, così come il lancio di missili, siluri e mine, e tra il 2 e il 16 marzo ha preso parte all’esercitazione della Nato Dynamic Manta 2018 (DYMA 18) una delle più importanti e complesse attività addestrative dell’Alleanza Atlantica che si svolge al largo delle coste siciliane insieme ad altre unità navali e sommergibili provenienti da Canada, Grecia, Italia, Spagna e Turchia, sotto il controllo del Comando Sommergibili della Nato.

La Capitaneria non ha autorizzato ma ha esclusivamente disciplinato, per quanto di propria competenza, come previsto dal Piano predisposto dagli Organi del Ministero della Difesa, le attività relative alla navigazione marittima connesse alla sosta del predetto sommergibile ai fini della sicurezza della navigazione per la salvaguardia della vita umana in mare”, ha sottolineato il contrammiraglio Arturo Faraone, rispondendo al sindaco Luigi de Magistris.