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Muore in soggiorno ma nessuno se ne accorge per 9 mesi, finché la casa viene messa all’asta

A Valli del Pasubio, un uomo di 42 anni è deceduto nel suo appartamento. Nessuno si è accorto della sua scomparsa

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Muore in soggiorno ma nessuno se ne accorge per 9 mesi, finché la casa viene messa all'asta

|A Vicenza un defunto è stato venduto all’asta con la sua casa|

A Vicenza, un uomo di  42 anni è deceduto nel suo appartamento ma nessuno si è accorto della sua scomparsa.

Il fatto è avvenuto a Valli del Pasubio, in provincia di Vicenza, in via Molin Maso.

A rendere ancora più tragica questa vicenda il fatto che il cadavere dell’uomo era ancora nell’appartamento quando la casa è stata messa all’asta, ben 9 mesi dopo.

La procura di Vicenza, intanto, ha disposto l’autopsia sulla salma.

Walter del Zotto è deceduto presumibilmente nel mese di giugno di quest’anno.

Solo quest’asta ha permesso di appurare che il cadavere mummificato dell’uomo era ancora nel salone, sul divano.

Del Zotto era in difficoltà economiche e non era riuscito a pagare le rate del mutuo e così la casa era andata all’asta.

Il comune di Schio ha dichiarato di aver informato i familiari del defunto delle condizioni difficili in cui Del Zotto si trovava da mesi.

Inoltre, sempre il comune, dichiara che l’uomo aveva rifiutato i servizi sociali che gli erano stati offerti per aiutarlo.

Come riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera, Valter Orsi, sindaco di Schio ha dichiarato “il nostro assistente sociale l’anno scorso ha bussato alla sua porta a Valli. Dal Zotto non l’ha fatto entrare, l’ha mandato via. Anche la famiglia, che risiede a Schio, era stata contattata e informata della situazione dai nostri operatori”.

Sempre al Corriere della Sera, il sindaco spiega che “era conosciuto dai nostri servizi, nel 2008 aveva accettato un aiuto ed era stato inserito, lavorativamente, in una cooperativa. Purtroppo l’anno scorso non è andata così, la risposta all’operatore è stata una porta in faccia” e aggiunge che “quanto accaduto è sconvolgente ma in certi casi, fortunatamente rari, entriamo in contatto con persone che, pur trovandosi in estrema difficoltà, rifiutano ogni tipo di sostegno. E non si possono costringere ad accettare un aiuto”.