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Cos’è l’upcycling e perché è fondamentale che tutti lo pratichino nel mondo della moda

L'upcycling, applicabile non solo nel mondo della moda, si presenta come una soluzione al problema ambientale

Immagine di copertina
Una delle immagini della collezione upcycling realizzata dalla stilista olandese Daniëlle Cathari per Adidas. Credit: Daniëlle Cathari Instagram account

Cos’è l’upcycling | Come mettere in pratica l’upcycling | Perché è fondamentale che tutti pratichino l’upcycling nel mondo della moda

Negli ultimi anni sta iniziando a diffondersi la tendenza dell’upcycling, in linea con l’inclinazione ecologica che sta assumendo il mondo.

L’upcycling si sta diffondendo, tra gli altri settori, nel mondo della moda e dell’abbigliamento.

Cos’è l’upcycling

Upcycling è un neologismo che unisce due concetti. Quello di riciclare, dal verbo inglese recycling, e quello di migliorare quello che già si possiede, dal prefisso inglese up.

L’idea nasce a seguito della diffusione di dati inquietanti, come il fatto che la produzione di un’unica camicia standard, implica l’utilizzo di 2700 litri d’acqua, quando nel mondo ci sono 2,1 miliardi di persone che non hanno accesso a servizi di acqua potabile gestiti in sicurezza.

In questo panorama di dati allarmanti, che riflettono la parte di responsabilità che detiene il settore dell’abbigliamento, l’upcycling si presenta come una soluzione.

Secondo il magazine francese Antidote, inoltre, questo modo di vivere, di pensare e, soprattutto, di consumare, potrebbe salvare la moda dall’errato ed esagerato sfruttamento delle risorse.

Anche se, continuava la rivista, molto spesso i marchi di abbigliamento praticano il cosiddetto greenwashing. 

Il greenwashing è un neologismo che indica la strategia di comunicazione di certe firme che costruiscono un’immagine di sé ingannevolmente positiva a proposito dell’impatto ambientale.

Come mettere in pratica l’upcycling

Mariola Marcet, la fondatrice e amministratrice delegata spagnola del sito di moda ecologica Upcyclick, ha fornito una serie di consigli per mettere in pratica l’upcycling.

“Il sistema a cui dobbiamo fare riferimento si basa sulle tre R: ridurre (l’acquisto di prodotti nuovi), riutilizzare e riciclare. Il primo punto è molto importante, dal momento che usiamo solo il 20 per cento degli indumenti che conserviamo nel nostro armadio”, ha detto Marcet.

La fase dell’upcycling è la seconda: riutilizzare, cioè donare vita nuova a un prodotto apportando delle modifiche per migliorarlo, invece che comprare abiti usati.

Perché è fondamentale che tutti pratichino l’upcycling nel mondo della moda

“In Spagna vengono generati circa 405mila tonnellate di residui tessili all’anno, che includono abbigliamenti e prodotti per la casa. Se riutilizzassimo questi indumenti invece di buttarli via e di produrne di nuovi, risparmieremmo molti litri d’acqua e di CO2”, continua Marcet.

Inoltre, il riciclaggio è l’opzione più logica per i marchi che intendono adottare il nuovo modello di (ri)produzione impiegando materiali riciclati e di scarto.

L’idea, che è stata apprezzata da piccolo e grandi firme, punta a ottenere dai materiali di scarti come vecchie reti da pesca, tappeti o resti vari, ed è stato accolto particolarmente bene per la produzione dell’abbigliamento da bagno.

“Stiamo sperimentando un vero cambiamento nella moda dell’upcycling adottata da una moltitudine di marchi […], attirando l’attenzione degli amanti delle tendenza e dell’importantissima generazione dei Millennial”, ha detto lo stilista del brand Takeshy Kurosawa.

E ha continuato: “La responsabilità sociale viene discussa da tempo, ma allo stesso tempo è anche molto in voga la tendenza ad accumulare sempre più abiti nell’armadio”.

“Nonostante questo, siamo arrivati a un punto in cui la moda sostenibile non si vanta di essere tale e questo, senza dubbio, attrae di più le masse”, ha concluso Kurazawa.

E, alla fine, come ha scritto il magazine francese Antidote, ciò che è sempre stato considerato anti-moda si è trasformato nella salvezza della moda.

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