Me

Tesla accusa il guidatore per l’incidente mortale sulla Model X

La società di Elon Musk afferma che le responsabilità sono soprattutto del 38enne deceduto nel tremendo impatto a Mountain View

Immagine di copertina
Un'immagine dell'incidente del 23 marzo 2018. Credit: Twitter

Il 38enne Walter Huang ha perso la vita lo scorso 23 marzo in un incidente sulla sua Tesla Model X a Mountain View in California (USA). Nelle scorse ore, Tesla ha emesso una comunicato ufficiale in cui accusa lo stesso guidatore di una condotta non consona e, dunque, della responsabilità della sua stessa morte.

L’incidente del 23 marzo

L’incidente in questione era avvenuto alle 9,30 di mattina sulla U.S. Highway 101 lo scorso 23 marzo a Mountain View, a poca distanza da Cupertino sede di Apple e nella località dove si trovano i quartieri generali di Google. Insomma, in piena Silicon Valley. La dinamica sta prendendo sempre più sostanza e dettagli.

Huang stava sfruttando il pilota automatico quando l’auto si è schiantata contro un muretto dell’autostrada. Sarebbe poi morto dopo il disperato ricovero, alle tre e quarantadue del pomeriggio. Era stato estratto dal veicolo ben prima che questo prendesse fuoco.

Dalle foto diffuse si può notare come la Tesla X abbia la parte frontale completamente distrutta: gli pneumatici anteriori si sono staccati così come il tetto a testimonianza della violenza dell’urto. Nell’incidente erano state coinvolte anche una Madza e una Audi, ma nessuno dei passeggeri aveva subito conseguenze fisiche gravi.

L’accusa di Tesla

La risposta ufficiale di Tesla è perentoria. La sua accusa è quella di una condotta di guida non consona dato che le tecnologie dell’autopilot devono sempre contare su una supervisione da parte dell’essere umano.

Secondo i dati scaricati, Huang non avrebbe avuto le mani sul volante da almeno sei secondi prima dell’impatto fatale; anche in questo caso è contro ciò che viene richiesto ossia che ci sia sempre la possibilità di agire sul volante e che lo sguardo sia sempre sulla strada.

La macchina avrebbe lanciato degli allarmi al guidatore che li avrebbe ignorati. Qualche tempo prima era uscito un post sul blog ufficiale che sottolineava quanto le barriere protettive autostradali (crash attenuator) non fossero in buone condizioni e fossero anche in parte responsabili dell’accaduto.

La risposta della famiglia

Walter Huang era un ingegnere 38enne residente a San Mateo e lavorava alla Apple. Naturalmente, la famiglia vuole più chiarezza e ha già richiesto l’assistenza di uno studio legale per una battaglia che ora si sposterà in tribunale.

Come riportato da ABC7, sembra che Huang avesse lamentato più volte di malfunzionamenti dell’autopilota. E in diversi casi soprattutto in prossimità della barriera autostradale che gli è poi stata fatale, affermando che il sistema di guida automatica si avvicinava troppo.

Dopo il drammatico incidente costato la vita a una donna (vedi il video) investita da un’auto a guida autonoma che Uber stava testando, questa nuova tecnologia si ritrova ad affrontare ancora problematiche. Che, però, era più che preventivabile sarebbero apparse.

Di sicuro, questa vicenda avrà conseguenze che si trascineranno a lungo.