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Rimozione tatuaggi con laser: tutto quello che i “tatuati pentiti” dovrebbero sapere

Quanto è doloroso togliere un tatuaggio? Quali segni lascia sul corpo? Abbiamo chiesto a un esperto di darci qualche indicazione su costi, tempistiche e trattamenti

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Credit: AMELIE BENOIST

I tatuaggi si possono rimuovere del tutto? | Come funziona il trattamento? | Per quali motivi alcune persone vogliono rimuovere i propri tatuaggi? | Quanto è doloroso il trattamento di rimozione? | Quali sono i costi? | Sindrome del tatuaggio fantasma

Da Victoria Beckham ad Angelina Jolie, sono molti i personaggi famosi che hanno deciso di rimuovere i propri tatuaggi o coprirli quando si sono pentiti di averli fatti.

La rimozione dei tatuaggi con il laser è ormai un trattamento comune per tutti coloro che desiderano far sparire l’inchiostro dal proprio corpo, anche se non è proprio una passeggiata: togliere un tatuaggio con il laser ha un costo, richiede tempi che possono essere anche particolarmente lunghi, e provoca dolore durante il trattamento. Infine, se non effettuato da un professionista, il trattamento laser rischia anche di lasciare cicatrici sulla pelle che poi è difficile far scomparire.

In Italia, secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità nel 2015, esistono quasi sette milioni di persone tatuate. Il 92,2 per cento di loro è soddisfatta del tatuaggio, tuttavia un’elevata percentuale di tatuati, ben il 17,2 per cento, ha dichiarato di voler rimuovere il proprio tatuaggio e di questi il 4,3 per cento l’ha già fatto.

TPI ha intervistato sull’argomento il dottor Alvaro Pacifici, chirurgo plastico membro dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), che lavora presso Clinica Laser ed è esperto in rimozione dei tatuaggi con il laser.

I tatuaggi si possono rimuovere del tutto?

“Oggi, con la tecnologia che abbiamo a disposizione, i tatuaggi possono essere tolti completamente, senza lasciare alcun segno, a prescindere dalle loro caratteristiche”, chiarisce subito il dottor Pacifici. “Ma ci sono dei fattori che rendono più o meno difficoltosa la rimozione, come l’estensione del tatuaggio”.

Rimuovere un tatuaggio, ad esempio, è più semplice se questo si trova nel tronco, spiega il dottor Pacifici. Diventa invece mano a mano più complicato allontanandosi da esso, verso la periferia degli arti.

Anche il colore è molto importante. Per togliere un tatuaggio monocromatico, nero o marrone, che è solo un’ombreggiatura o è composto esclusivamente da punti, basta anche una sola seduta.

Tra i colori più complicati da rimuovere ci sono invece il celeste e il verde, il bianco è molto difficile da far sparire.

Con i colori cosmetici, come la matita tatuata intorno alle labbra, bisogna prima far virare il colore al nero o al marrone, e poi proseguire il trattamento. Ma tra una seduta e l’altra devono trascorrere almeno due mesi, e nel frattempo la paziente dovrà andare in giro con le labbra marroni o nere.

“Il problema attuale”, sottolinea il dottor Pacifici, “è che spesso i tatuaggi vengono tolti lasciando cicatrici incredibili, perché vengono tolti in tantissime forme e modalità, come termoabrasione e rimozione chirurgica. Per ottenere un buon risultato, invece, è necessario rivolgersi ad un professionista che abbia laser all’avanguardia e ne curi molto la manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Come funziona il trattamento?

“I laser utilizzati per la rimozione di tatuaggi”, spiega il dottor Pacifici, “sono due. C’è il laser Q-Switched, lanciato una trentina di anni fa, o il laser a picosecondi, uscito appena due anni fa”.

Il laser produce un’onda elettromagnetica e sprigiona energia che, quando impatta con la cute, crea un effetto di fotomeccanica e “frantuma il colore”. L’eliminazione del tatuaggio avviene attraverso i macrofagi, le “cellule spazzine” del nostro corpo, che vengono attivate per “ripulire” la cute.

“Il trattamento deve essere ripetuto almeno due mesi dopo la prima seduta, non prima”, spiega il dottor Pacifici. “Più le sedute sono distanti, maggiori sono i risultati, ma se c’è fretta va bene una seduta ogni due mesi”.

Per determinare quante sedute occorrono bisogna però considerare molte variabili: se il tatuaggio è monocromatico o policromatico, dove è situato, se è stato ripassato, se è composto da linee o punti. Per misurare la tempistica si può ricorrere alla la scala di Kirby-Desai, che, dando un punteggio numerico a varie caratteristiche, è in grado di indicare il numero di sedute necessarie.

Dopo ogni seduta va tenuta una medicazione per una settimana, con unguento e crema lenitiva. I primi due giorni occorre anche con antibiotico, spiega il dottor Pacifici, e raffreddare la zona con dei cubetti di ghiaccio.

In questo periodo è importantissimo non graffiare la zona trattata. “L’energia liberata nella frantumazione del colore solleva l’epidermide, che funge da medicazione biologica”, spiega il chirurgo, “per questo è importante non graffiare la zona interessata”.

Per quali motivi alcune persone vogliono rimuovere i propri tatuaggi?

“Il primo motivo che riscontro nei miei pazienti per la rimozione è la volontà di partecipare a un concorso per l’esercito o corpi particolari, come la Guardia di Finanza e i Carabinieri”, racconta Pacifici. “Chi vuole entrare in questi corpi non può avere tatuaggi nelle parti esposte al di fuori della divisa estiva”.

L’età media dei suoi pazienti, proprio per questo, è dai 18 ai 30 anni, anche se ci sono pazienti che si sono rivolti a lui per chiedere la rimozione di un tatuaggio anche a 60 anni. “Ne ho trattati tantissimi a cui il tatuaggio si era sbiadito, con la cute che ha avuto l’invecchiamento biologico, per cui il tatuaggio non rispecchiava più l’immagine originaria”, racconta il chirurgo.

Il secondo motivo per cui i pazienti si rivolgono a lui, invece, è per cancellare tatuaggi con il nome del vecchio partner. Spesso, racconta Pacifici, vengono a farlo accompagnati dal nuovo partner.

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Infine c’è chi ha coperto un vecchio tatuaggio con uno nuovo, che per nascondere il precedente deve avere un colore più scuro. Spesso questo non piace e, quindi, i pazienti si rivolgono a lui per rimediare.

Quanto è doloroso il trattamento di rimozione?

Il trattamento per rimuovere un tatuaggio con il laser è doloroso.

“Togliere un tatuaggio non è semplice, fa male”, sottolinea Pacifici. “L’effetto fotomeccanico può essere immaginato come lo scoccare di un elastico sulla cute. Con i laser di ultima generazione , invece, è come ricevere una piccola scossa elettrica”.

“Vedere quanto la gente soffre per togliere un tatuaggio, e vedere quanto si è pentita mi ha reso ormai contrario a tutti i tipi di tatuaggi”, racconta il chirurgo. “Farebbero di tutto per toglierlo”.

Quali sono i costi?

Il costo di una seduta, secondo Pacifici, varia tra i cento e gli 800 euro, in base a grandezza, caratteristiche, policromaticità (e quindi relative lunghezze d’onda da utilizzare) del tatuaggio.

I laser a picosecondi, che sono all’avanguardia, sono molto costosi”, spiega Pacifici. “Parliamo di un costo di almeno 100mila euro. Ed è complessa la loro manutenzione ordinaria e straordinaria”.

“Purtroppo vedo spesso pazienti che portano esiti di rimozioni precedenti dei tatuaggi, proprio perché lo strumento o la manutenzione non erano adeguati. Questo determina il rischio di un fenomeno di ustione, e quindi di esito cicatriziale permanente”.

Sindrome del tatuaggio fantasma

Alcuni parlano della c.d. “sindrome del tatuaggio fantasma” per i tatuaggi di cui, una volta rimossi, rimane l’ombra sulla pelle.

Bisogna capire cosa intendiamo con sindrome del tatuaggio fantasma”, dice il dottor Pacifici. “Se parliamo di una cicatrice al cui centro resta inglobato il colore, ho un fantasma che non potrò mai più togliere. Questo si verificava tempo fa, non accade con i laser di ultima generazione”, spiega.

“Non bisogna invece confondere fantasma con il tatuaggio che sta sparendo”, aggiunge. “Il tatuaggio infatti andrà via in un certo periodo di tempo, che può arrivare anche due anni”.

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