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Una guida ci spiega come affrontare e difenderci dai “colleghi stronzi”

Un professore di psicologia dell'università di Stanford ha scritto una guida in cui spiega che strategie utilizzare per affrontare i colleghi che ci trattano male e come capire se il problema siamo noi

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Una guida spiega come affrontare i colleghi difficili

Come possiamo affrontare quei colleghi che si comportano “come degli stronzi” con noi e come è possibile difendersi?

Robert Sutton, professore di psicologia dell’università di Stanford, ha risposto a queste domande nel libro “The asshole survival guide”, una guida in cui spiega come relazionarsi con persone che si comportano male con gli altri.

Il professore aveva già pubblicato nel 2010 il libro “No asshole rule“, in cui si concentrava su come occuparsi di capi o di colleghi particolarmente maligni nei confronti degli altri.

 

 

Dopo aver analizzato l’ambiente lavorativo, Sutton ritorna in libreria con un nuovo libro che prende in considerazione i rapporti personali.

“La cosa importante”, sottolinea il professore, “è capire a comportati male sei tu, prima di dare la colpa a qualcun altro”.

Il sito di informazione Vox ha intervistato Sutton per capire bene di cosa parla la sua guida e cosa abbia spinto un professore di Stanford ad interessarsi a questo tema.

L’idea, spiega l’autore, è nata dagli studi sull’espressione delle emozioni nella vita lavorativa che ha condotto per anni. Le sue stesse regole sono state poi applicate all’interno del suo dipartimento.

Nella selezione del personale accademico, infatti, Sutton e colleghi cercano di non assumere le persone arroganti , cosa non sempre facile dato che nell’ambiente accademico le persone tendono ad essere passivo-aggressive. Quando individuano qualcuno che “si sta comportando come uno stronzo” , però, cercano di intervenire e di fargli cambiare atteggiamento.

Ma cosa si intende per asshole? Il professore distingue tra chi lo è sempre e chi si comporta così solo in certe occasioni.

“È qualcuno che ti umilia, non ti rispetta e ti opprime. In altre parole, qualcuno che ti fa sentire inutile”, spiega il professore.

“Bisogna però distinguere tra chi si sente sempre sminuito pur non essendolo, fraintendendo i comportamenti altrui, e chi invece si comporta in modo tale da incentivare un atteggiamento aggressivo nei suoi confronti” .

Un esempio? Donald Trump.

“Non voglio parlare troppo di lui”, continua il professore, “ma se insulti tutti, loro ti risponderanno a tono”.

Lo sminuire continuamente gli altri sembra andare a braccetto con i successi nel proprio ambiente di lavoro, sottolinea  l’intervistatore. Basta pensare a personaggi famosi come Steve Jobs.

“In una situazione lavorativa che si basa su una dinamica del ‘io vinco, tu perdi’ non hai bisogno della collaborazione degli altri, ma ci sono molto studi che dimostrano che chi dà invece che prende soltanto ottiene risultati migliori nel lungo periodo. Se invece sei interessato solo al breve periodo, essere uno str**** può essere utile”.

Ma come si combattono “i colleghi stronzi”?

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Le strategie possibili, spiega Sutton, sono due. “Se la persona in questione non sa di esserlo e non lo fa con cattiveria, possiamo parlargli per farglielo notare . È un lavoro di persuasione. Se invece sei di fronte a un Machiavelli degli stronzi che ti tratta male perché crede che è così che si fa, vattene da lì.”

Più nel concreto, se hai intenzione di combattere contro queste persone c’è bisogno di una strategia e del supporto dei propri colleghi.

“Devi avere un piano, raccogliere i dati che ti servono e cogliere il momento giusto. In ogni caso, consiglio di avere il minor contatto possibile con gli str**** e nel libro spiego come fare”.

Un’altra strategia può essere quella di comportarsi male con chi fa altrettanto con noi, suggerisce il professore. “Certe volte devi parlargli nella loro lingua”.

È importante anche capire quando noi stessi stiamo trattando male gli alti, trovare delle tecniche per evitare di esserlo e fidarci di quello che gli altri ci dicono. “Le situazioni di stress o il potere nell’ambiente lavorativo possono farci diventare degli stronzi”.

“Alla fine della giornata”,conclude il professore “se sei uno stronzo, stai fallendo come essere umano perché stai causando sofferenze inutili”.