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Consultazioni, il discorso di Mattarella al termine del primo giro di incontri

Il capo dello Stato oggi ha incontrato le delegazioni dei principali partiti politici, ecco le sue conclusioni

Immagine di copertina
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Credit: Alberto PIZZOLI

Si è chiuso giovedì 5 aprile il primo giro di consultazioni per la formazione di un nuovo governo dopo le elezioni dello scorso 4 marzo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di prendere tempo per riflettere, come peraltro gli hanno chiesto diverse forze politiche.

Per questo, ha detto che convocherà la prossima settimana un nuovo giro di consultazioni dei diversi partiti politici. Per valutare nuove eventuali convergenze.

Ecco il discorso che Mattarella ha tenuto alla stampa al termine della giornata di consultazioni del 5 aprile:

Le consultazioni hanno lo scopo di far emergere una maggioranza che sostenga un governo”, ha detto il capo dello Stato. “Le elezioni dello scorso marzo non hanno assegnato a nessuna parte politica la maggioranza dei seggi del Parlamento”.

“Nessun partito dispone quindi, da solo, dei voti necessari a sostenere una maggioranza”, prosegue Mattarella. “Si rende quindi necessaria la formazione di un’alleanza di governo. Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, come mi è stato chiesto anche da diverse forze politiche. Sarà utile a me e a loro per valutare possibili convergenze”.

“Nel corso della prossima settimana avvierò quindi un nuovo ciclo di consultazioni”, ha concluso il presidente della Repubblica.

Ecco il video del discorso del capo dello Stato:

Il riepilogo della seconda giornata

Oggi il capo dello Stato ha incontrato i principali partiti politici.

Si è cominciato con il Partito democratico, la cui delegazione era guidata da Maurizio Martina, che ieri sera ha annunciato la propria candidatura alla segreteria del Pd. Il segretario reggente ha ribadito che il Pd esclude qualsiasi ipotesi di governo che lo riguardi, ma che “in coerenza con il programma presentato agli elettori” porterà avanti il suo lavoro nell’ambito di 4 punti “essenziali”.

  • questione sociale e lotta alle disuguaglianze
  •  controllo della finanza pubblica
  •  rilancio dell’impegno europeista dell’Italia
  • gestione del fenomeno migratorio

Mattarella ha poi incontrato la delegazione di Forza Italia, composta dal presidente Silvio Berlusconi e dalle capigruppo delle Camere Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini. Berlusconi ha escluso “governi in cui prevalgano pauperismo e giustizialismo”, negando quindi qualsiasi ruolo primario di M5S.

 “Siamo consapevoli che dalle urne è uscito uno scenario politico inedito, basato sulla delusione, ma non siamo disponibili a governi in cui prevalgano il pauperismo e il giustizialismo”, ha aggiunto Berlusconi, riferendosi al M5S. “Un governo del genere porterebbe a una serie di fallimenti, a cominciare dal settore bancario”.

“Siamo aperti invece a partecipare a un governo con un ruolo di primaria importanza, che offra soluzioni serie, basate su fatti chiari e credibili in Europa”.

Successivamente Mattarella ha incontrato la delegazione della Lega. Matteo Salvini ha parlato della volontà di dare all’Italia “un governo che duri almeno cinque anni” e ha detto che coinvolgerà il Movimento Cinque Stelle, aggiungendo però che “si parte dal centrodestra”.

Infine, nel pomeriggio è stato il turno del Movimento Cinque Stelle. Luigi Di Maio ha detto che chiederà di incontrare Maurizio Martina (Pd) e Matteo Salvini (Lega) per proporre loro un “patto di governo alla tedesca”.

“Questi sono i nostri due interlocutori, ma è chiaro che sono due soluzioni alternative”, ha detto il leader M5S.

“Dal 5 marzo abbiamo iniziato interlocuzione con tutti i gruppi parlamentari. Non abbiamo posto veti a nessuno, abbiamo discusso di temi e ci siamo fatti un’idea dei partner per formare un governo”, ha detto Di Maio.

“Le mie aperture sono sincere. Non ho mai voluto spaccare il Pd, non ho mai chiesto una scissione interna, mi rivolgo al partito nella sua interezza. Non ci permetteremmo mai di interferire con le loro dinamiche interne”, ha precisato.

“Lo stesso vale per il centrodestra. Il tema è che io non riconosco una coalizione di centrodestra, perché sono forze politiche che avevano un candidato premier diverso e programmi diversi. Hanno anche idee molto diverse sul M5S. Per questo ci rivolgiamo ad alcune di queste forze politiche”.

Campagna regione lazio

“Spero che chi ci chiede responsabilità adesso metta al centro gli interessi degli italiani e non i propri interessi”, ha concluso Di Maio.

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