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Dal 9 aprile Facebook avviserà gli utenti coinvolti nello scandalo Cambridge Analytica

In Italia i profili coinvolti sono 214.134: la violazione dei dati è partita da 57 utenti che hanno scaricato un'app

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Sono 87 milioni gli account coinvolti nel mondo nello scandalo Cambridge Analytica. Credit: Afp/Alberto Pezzali/NurPhoto

A partire dal 9 aprile 2018 Facebook avviserà gli utenti le cui informazioni sono state condivise con Cambridge Analytica. Lo ha annunciato lo chief technology officer di Facebook, Mike Schroepfer, in un post ufficiale nel quale ha anche rivelato che i profili social violati nell’ambito dello scandalo sono 87 milioni e non 50 milioni, come era emerso inizialmente.

In Italia gli utenti coinvolti sono 214.134, a fronte di 31 milioni di account registrati (tutto quello che c’è da sapere sullo scandalo Cambridge Analytica).

“A partire da lunedì 9 aprile mostreremo alle persone un link nella parte superiore del loro news feed in modo che possano vedere quali app utilizzano e le informazioni che hanno condiviso con quelle app. Le persone potranno rimuovere le app che non vogliono più”, ha scritto Schroepfer nel post.

“Diremo anche alle persone se le loro informazioni potrebbero essere state condivise in modo improprio con Cambridge Analytica”, ha sottolineato il manager di Facebook.

In Italia la violazione dei dati è partita da 57 utenti che avevano scaricato la app Thisisyourdigitallife, creata da Alexander Kogan, il ricercatore dell’Università di Cambridge che ha scaricato i dati da Facebook per passarli poi a Cambridge Analytica.

Da questi 57 profili è partito il “contagio”: la società ha avuto accesso alle relative amicizie e si è così arrivati a 214.134 utenti coinvolti.

Degli 87 milioni di profili complessivamente violati la netta maggioranza, oltre 70,6 milioni, appartiene a utenti statunitensi. Al secondo posto le Filippine con 1,17 milioni, seguite dall’Indonesia con 1,09 milioni, mentre in quarta posizione c’è il Regno Unito, con 1,07 milioni di profili usati impropriamente.

Tutti gli altri Paesi sono sotto il milione di profili violati. Al quinto posto il Messico, con poco più di 700mila profili, quindi il Canada con 622mila, l’India con 580mila, il Brasile con 440mila, il Brasile con 443mila, il Vietnam con 427mila, l’Australia con 411mila.

“Ho chiaramente commesso un errore, avremmo dovuto fare di più”, ha scritto nel suo post Schroepfer. “Penso che la vita sia imparare dagli errori e capire come andare avanti. Quando stai costruendo qualcosa come Facebook, che non ha precedenti nel mondo, ci sono cose che puoi sbagliare. L’importante è imparare dai nostri errori”.

Facebook, inoltre, ha annunciato che di aver disabilitato la possibilità di cercare un utente  inserendo il suo numero di telefono o l’indirizzo e-mail.

Schroepfer ha aggiunto che sarà ridotto il numero dei dati messi a disposizione dagli sviluppatori relative a eventi, gruppi e pagine di Facebook.