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Una musicista ha tenuto un concerto mentre subiva un’operazione al cervello

Anna Henry, musicista americana, ha suonato il flauto traverso al suo concerto durante un'operazione di stimolazione cerebrale profonda

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Una musicista ha tenuto un concerto durante un'operazione al cervello

Le delicate note di un flauto hanno riempito l’aria di una sala operatoria in un ospedale di Houston, in Texas, lo scorso martedì.

Ascoltare il suono della musica durante un intervento chirurgico non è inusuale, ma questa volta la melodia non era diffusa attraverso un sistema di altoparlanti.

La musica proveniva da Anna Henry, una musicista di flauto professionista di 63 anni, mentre sembrava rilassarsi sdraiata sul tavolo operatorio con una parte del cuoio capelluto staccata, sottoposta a un intervento chirurgico al cervello al Memorial Hermann-Texas Medical Center di Huston.

Era la prima volta che la musicista, che soffriva da anni di un disturbo del movimento comune noto come “tremore essenziale”, ha suonato il suo strumento preferito con le mani ferme, ha riferito il canale KHOU 11 della CBS.

Il tremore essenziale è un disturbo neurologico che causa “agitazione involontaria e ritmica”, il più delle volte nelle mani. È uno dei più comuni disordini del movimento e colpisce tra lo 0,5 al 5-6 per cento della popolazione al di sopra dei 40 anni ma può manifestarsi anche in età giovanile o perfino nell’adolescenza e nell’infanzia.

La performance di Anna Henry faceva parte di una procedura chirurgica chiamata “stimolazione cerebrale profonda”, come riferito da TMC News , il centro ufficiale di notizie del Texas Medical Center.

L’intervento prevede l’inserimento di piccoli elettrodi nel cervello, che forniscono una corrente elettrica costante in grado di ridurre significativamente i sintomi di condizioni come tremore essenziale o morbo di Parkinson.

Viene inoltre impiantata una batteria nel torace del paziente per controllare la quantità di stimolazione che il cervello riceve, spiegano gli specialisti della Mayo Clinic, un’organizzazione no profit per la pratica e ricerca medica che si trova in tre aree metropolitane degli Stati Uniti d’America: Rochester nel Minnesota, Jacksonville in Florida e Phoenix in Arizona.

Dare ad Anna Henry il suo flauto durante la procedura ha permesso ai medici di vedere se le mani della paziente fossero abbastanza stabili da suonare, e mentre le sue dita incerte stavano le note finali della melodia, diventava chiaro che la sua operazione aveva avuto successo.

Questi disordini del movimento sono causati da circuiti nel cervello che funzionano in modo anomalo, spiega Albert Fenoy, un neurochirurgo del Mischer Neuroscience Institute presso il Memorial Hermann-Texas Medical Center e l’UTHealth.

“La stimolazione cerebrale profonda è uno strumento davvero fantastico nel modo in cui possiamo modulare un sistema perturbato e disfunzionale nel cervello e renderlo più normale” spiega Fenoy, specializzato nella procedura.

Anche se non è stata ancora pienamente definito come funziona la stimolazione cerebrale profonda, l’intervento chirurgico ha dimostrato di avere un alto tasso di successo per le persone, come Henry, le cui condizioni non possono più essere trattate solo con i medicinali.

Prima dell’intervento, Henry aveva affrontato il tremore nella sua mano sinistra fin da piccola, dopo aver ereditato il disturbo del movimento da suo padre. Ma, con il passare del tempo, il tremore si era intensificato al punto che per lei era difficile svolgere semplici compiti come bere una zuppa e firmare.

Con suo grande dispiacere poi, suonare il flauto – un talento che aveva affinato fin da quando aveva 11 anni – era cominciato a diventare impossibile.

“Sai cosa c’è lì dentro e sai cosa puoi fare, sai cosa provi e non riesci più a far sì che il tuo corpo lo faccia più”, ha commentato Anna Henry, che è primo flauto di Big Spring Symphony e insegna di musica. “È davvero frustrante”, ha aggiunto.

Anche se inizialmente non voleva che “qualcuno facesse un buco nel suo cervello”, la musicista ha riferito a TMC News che la prospettiva di un intervento chirurgico era diventata meno scoraggiante man mano che i suoi sintomi erano peggiorati e la prospettiva di non suonare mai più il flauto stava diventando molto più reale.

“Posso combatterlo, ma sono stanca di farlo”, aveva detto “E sta peggiorando. So che la questione è ammettere che non posso più farlo, oppure fare questo intervento chirurgico, così potrò ricominciare”.

I pazienti che soffrono di questa patologia spesso esitano a optare per un intervento chirurgico al cervello, ha spiegato il dottor Albert Fenoy, aggiungendo che coloro che subiscono un intervento chirurgico sperimentano miglioramenti significativi.

“Tutti i pazienti hanno successo”, ha detto. “Il nostro obiettivo è ridurre notevolmente il loro tremore. Cesserà al 100 per cento? Non garantisco mai questo per qualsiasi tipo di intervento chirurgico, ma la situazione migliorerà del 70-80 per cento rispetto ad ora”.

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Prima che gli elettrodi fossero impiantati, Henry riusciva a malapena a tenere una tazza d’acqua ferma, secondo quanto riportato da TMC News. Ma dopo che la corrente elettrica è stata somministrata, Henry non solo ha suonato il flauto, ma ha anche firmato il suo nome senza difficoltà. La sua calligrafia è risultata leggibile per la prima volta da decenni.

“I miei genitori hanno vissuto la [grande] depressione”, ha commentato Anna Henry “Se c’è qualcosa che mi hanno insegnato, è che un ostacolo non è qualcosa che ti blocca, è qualcosa che bisogna trovare un modo di aggirare”.