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Guerra commerciale: la Cina risponde a Trump con nuovi dazi sulle merci dagli Stati Uniti

Tariffe fino al 25 per cento su 128 importazioni: mossa da 3 miliardi di dollari

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Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Credit: Afp.

La Cina risponde ai dazi imposti dal presidenti degli Stati Uniti, Donald Trump, con nuove tariffe sulle merci provenienti dagli Usa.

Pechino ha annunciato il 2 aprile 2018 nuove tariffe fino al 25 per cento su 128 prodotti, tra cui carne di maiale e vino. Le misure entreranno in vigore entro poche ore.

La Cina aveva precedentemente affermato di non volere una guerra commerciale ma anche che non sarebbe rimasta a guardare se la sua economia sarebbe stata danneggiata.

Le nuove tariffe incideranno per circa 3 miliardi di dollari sulle importazioni dagli Stati Uniti.

Il ministero delle Finanze cinese ha spiegato che i dazi puntano a salvaguardare gli interessi del paese e a bilanciare le perdite provocate dalle misure varate da Washington.

Dura la reazione della Casa Bianca. “Anziché prendere di mira le esportazioni statunitensi, la Cina dovrebbe fermare le sue pratiche commerciali sleali che stanno danneggiando la sicurezza nazionale statunitense e distorcendo i mercati globali”, ha detto la portavoce Lindsay Walters.

Il 12 marzo 2018 il presidente americano Trump ha firmato un decreto che impone nuovi dazi doganali alle importazioni di acciaio e alluminio, rispettivamente del 25 e del 10 per cento, nei confronti di tutti i paesi, ad eccezione di Canada e Messico.

Trump aveva detto che “le guerre commerciali sono una cosa buona” quando un paese sta perdendo molti miliardi di dollari negli scambi commerciali.

Prima dell’entrata in vigore delle misure, alcuni paesi sono stati esentati, tra cui l’Unione europea, dove la prospettiva dei dazi aveva suscitato grande allarme.

L’Unione europea aveva annunciato che avrebbe risposto con una tassa del 25 per cento sui jeans Levis e altri beni provenienti dall’altra parte dell’Oceano atlantico.

Il 22 marzo 2018 Trump ha annunciato  sanzioni fino a 60 miliardi di dollari contro la Cina. “Questa è la prima di molte” azioni commerciali”, ha dichiarato Trump firmando il memorandum che impone le misure.

Il provvedimento mira a rispondere alla “aggressione economica” da parte di Pechino, perpetrata, secondo la Casa Bianca, attraverso il furto e il trasferimento di segreti tecnologici e tutelati dalla proprietà intellettuale nei confronti delle aziende americane.

Funzionari di Washignton hanno dichiarato di avere le prove che la Cina ha chiesto ad alcune statunitensi di creare partnership locali per entrare nel mercato cinese, come un modo per fare loro pressioni nel trasferimento tecnologico.