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L’amicizia tra un fotografo e un bambino autistico

Il libro di Fabio Moscatelli, Gioele: Quaderno del tempo libero, vuole descrivere il passaggio dall'infanzia all'adolescenza di un ragazzo autistico

Immagine di copertina

Il 12 gennaio 2016 è stato presentato alle Officine Fotografiche di Roma il libro fotografico di Fabio Moscatelli Gioele: Quaderno del tempo libero, progetto mirato a descrivere attraverso le immagini il passaggio dall’infanzia all’adolescenza di un ragazzo autistico, Gioele.

Il libro, curato dallo Studio Doll’s Eye Reflex di Irene Alison, può essere acquistato online, e il ricavato sarà devoluto al protagonista degli scatti, per garantire la realizzazione di progetti riguardanti il suo futuro.

L’autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo che interessa la funzione cerebrale, i cui sintomi sono rilevabili entro il secondo/terzo anno di età. Questi si manifestano con gravi alterazioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale, dell’interazione sociale e dell’immaginazione o repertorio di interessi.

Le persone con autismo presentano spesso problemi comportamentali che nei casi più gravi possono esplicitarsi in atti ripetitivi, anomali, auto o etero-aggressivi.

Al di là delle visioni romantiche spesso associate all’autismo da cinema e letteratura, non sempre dietro l’insuperabile cortina dell’autismo c’è il “genio”, non sempre dietro i gesti stereotipati, i suoni ripetuti all’infinito, i rituali rinnovati ossessivamente si nasconde uno stupefacente e misterioso talento.

Per molti ragazzi, anche solo mangiare a tavola con la famiglia, godere di una passeggiata, imparare a vestirsi è un grande traguardo. Per Gioele, esprimersi senza dire parolacce o rispondere a una semplice domanda è una conquista.

Il fotografo dice di questo progetto: “Gioele è autistico, che è un po’ come essere una casa senza porta: dall’interno non si può uscire, e da fuori non si sa come varcare la soglia. Lui, però, sta alla finestra. Guarda, osserva. E da lì, scatta foto del mondo come lo vede: troppo vicino o troppo lontano, spesso in movimento veloce, a volte amico, a volte impossibile da decifrare.

A Gioele piace anche farsi guardare, ed è così che nasce questo progetto. Da uno scambio di visioni tra un fotografo che vuole provare ad avvicinarsi a un’interiorità difficile da comprendere e un ragazzino che vuole comunicare con un esterno difficile da raggiungere”.

Questo progetto, quindi, è il diario di un cambiamento e di una ricerca: di un’identità, di un posto nel mondo, di un modo di comunicare, di una relazione con l’altro. Secondo Moscatelli, “Gioele vuole quello che tutti vogliamo. Soltanto che i suoi obiettivi sono più difficili da raggiungere.

La fine della sua infanzia e l’inizio della sua adolescenza sono un passaggio ancora più delicato, che porta con sé conflitti ancora più aspri: dal rapporto col corpo che cambia alle difficoltà di socializzazione, dalla mancanza di strutture di aggregazione in una realtà periferica al dialogo spesso conflittuale con le istituzioni e con la famiglia, tutti i problemi di un normale adolescente sono amplificati e estremizzati per un ragazzo autistico”.

Per queste ragioni, seguire la sua crescita attraverso la macchina fotografica diventa un cammino di comprensione e di analisi: delmistero della sua malattia e del mistero della nostra identità.

Su TPI una gallery con alcuni degli scatti presenti nel libro, che è acquistabile qui.