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Pasqua, perché si festeggia

La Pasqua è la più importante delle feste cristiane, perché celebra la resurrezione di Gesù dopo la sua morte in croce: ecco cosa c'è da sapere

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Uova di Pasqua.

La Pasqua è la più importante delle feste cristiane, dal momento che celebra la Resurrezione di Gesù, evento centrale della narrazione dei Vangeli. È una festa mobile, ovvero senza una data fissa, e in Italia, come in molti altri paesi, rappresenta una festività nazionale e come tale è un’occasione di festa per tutti, compresi i non religiosi o le persone di altre fedi. Ma perché si festeggia e cosa c’è da sapere su questa festività?

Perché (e cosa) si festeggia

La Pasqua cristiana celebra la resurrezione di Gesù Cristo, l’evento più importante tra quelli dei Vangeli, dal momento che esso testimonia come Gesù abbia natura sia umana che divina, morendo come muoiono tutti gli uomini e successivamente risorgendo, dopo aver riscattato attraverso la crocifissione l’umanità dai suoi peccati.

Per i cristiani la resurrezione di Gesù rappresenta dunque un episodio – e una festività – più importante ancora della sua nascita, celebrata nel Natale, e per questo la Pasqua viene ritenuta la festività cristiana più importante.

Secondo i Vangeli, Gesù venne crocifisso di venerdì, in quello che oggi viene celebrato come Venerdì Santo e in cui viene commemorata la Via Crucis, ovvero la strada percorsa da Gesù portando la croce fino al Monte Calvario, luogo della crocifissione. La domenica successiva, Gesù risorse dal suo sepolcro.

Perché si chiama Pasqua

La parola Pasqua deriva dal greco pascha che deriva a sua volta dall’aramaico pasah, che significa “passare oltre”, e il passaggio celebrato è il passaggio dalla morte alla vita di Gesù. La Pasqua ebraica, nota anche con il nome di Pesach – dalla stessa radice linguistica – celebra invece la liberazione degli ebrei guidati da Mosé dall’Egitto e il “passaggio” da cui deriva è quello del Signore, che secondo la Bibbia è “passato oltre” rispetto alle case degli ebrei, tralasciandole, mentre si apprestava a punire gli egiziani con la decima piaga.

Che giorno si festeggia la Pasqua

La Pasqua è una festa mobile, e come tale non si festeggia sempre lo stesso giorno, e il suo calcolo è legato al ciclo lunare. Gli ebrei, che per primi hanno celebrato la festività (pur con un altro significato rispetto ai cristiani) festeggiano sempre il 14 del mese di Nisan, il primo del calendario ebraico. La Pasqua cristiana segue in parte questo calcolo, dal momento che cade sempre di domenica, e secondo quanto stabilito dal Concilio di Nicea del 325, essa avviene la prima domenica successiva al primo plenilunio della primavera, quindi successivamente al 21 marzo.

La festività cade dunque per forza di cose tra il 22 marzo e il 25 aprile, ma questo non vale per tutti i cristiani. Gli ortodossi, infatti, diversamente dai cattolici che adottano il calendario gregoriano, adottano il calendario giuliano anche per calcolare la Pasqua, che quindi viene celebrata – sempre di domenica – tra il 4 aprile e l’8 maggio.

Che differenza c’è con la Pasqua ebraica

Anche gli ebrei, come i cristiani, festeggiano la Pasqua, ma per ragioni ovviamente diverse, non riconoscendo la resurrezione di Cristo. Per gli ebrei, infatti, si celebra la liberazione degli ebrei dall’Egitto grazie a Mosè. Come è scritto nella Bibbia, il popolo di Israele era stato deportato in Egitto e ridotto in schiavitù, e sotto la guida di Mosè, mandato loro da Dio, ha potuto raggiungere la Terra promessa.

La Bibbia racconta come questo ritorno, noto come Esodo, sia avvenuto tra varie difficoltà dovute all’ostinazione degli egiziani che non volevano far partire gli ebrei. Per questo Dio punì il faraone e il popolo dell’Egitto mandando le dieci piaghe, una serie di calamità culminate con la morte dei primogeniti degli egiziani, episodio dopo il quale gli ebrei vengono lasciati andare ma, successivamente, sono nuovamente inseguiti dagli egiziani.

In tale occasione Dio disse a Mosè, arrivato di fronte al Mar Rosso, di alzare il suo bastone verso il mare: un forte vento divise dunque le acque, permettendo agli ebrei di passare e chiudendosi successivamente al passaggio degli egiziani.

Perché si mangiano le uova a Pasqua

Le uova, sia vere che di cioccolata, sono uno dei simboli della festa pasquale. Esse rappresentano la rinascita, la vita che ricomincia, simboleggiando quindi la resurrezione di Gesù. Inoltre, nel periodo precedente alla Pasqua, la Quaresima, periodo di penitenza, era proibito consumare uova: tuttavia, le galline continuavano a depositarne, e per questo si arrivava alla festività con un numero molto alto di uova, che talvolta venivano colorate, decorate con disegni e frasi augurali e scambiate come dono.

Con il passare del tempo, si è aggiunta la tradizione delle uova di cioccolato, diventata popolare su larga misura nel Novecento. Nelle chiese ortodosse si continua a preferire le uova vere, mentre quelle di cioccolato sono considerate frutto di una commercializzazione della festività.

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Pasquetta: perché si festeggia

La Pasquetta è il lunedì immediatamente dopo la domenica di Pasqua: il nome di questa giornata è anche quello di Lunedì dell’Angelo, ma popolarmente questa giornata è conosciuta con il nome di Pasquetta. Questa giornata in Italia – come in molti altri paesi – è un giorno festivo, e rappresenta quindi una giornata di riposo anche per chi non è religioso.

Per i cristiani, il lunedì successivo alla Pasqua celebra il giorno in cui Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Giuseppe e Salomé si recarono presso il sepolcro dove era stato sepolto Gesù per cospargere il suo corpo di olii profumati, ma giunte sul luogo un angelo annunciò loro che non avrebbero trovato il corpo, in quanto Gesù era risorto, e di andare a dare la notizia agli Apostoli.

Questa giornata è divenuta una festività nel dopoguerra, con lo scopo di prolungare le festività di Pasqua, un po’ come per il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre, che prolunga le festività del Natale. Leggi l’articolo completo.