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Una bambina di pochi mesi è stata arrestata in Egitto

Le autorità egiziane hanno fatto sparire un'intera famiglia fermata mentre tornava nella propria casa nella provincia meridionale di Assiut. La più giovane presa in arresto ha solo 18 mesi

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“Persino i bambini non sono sfuggono alle sparizioni forzate in Egitto”.

Con questa dichiarazione, il Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà (ECRF) ha commentato l’arresto di due genitori, Abdullah Mohamed Mudar Moussa e Fatima Mohammed Diaa El-Din Moussa, e dei loro figli Alya e Omar Mohammed Diaa El-Din Moussa.

Sabato 24 marzo, infatti, le autorità egiziane hanno arrestato un cittadino del paese nord africano insieme a sua moglie al figlio e alla figlia di 18 mesi, Alya.

I quattro sono stati fermati mentre tornavano a casa nella provincia meridionale di Assiut.

Alya è la più giovane vittima della campagna di arresti condotta nel paese nord africano dal presidente Abdel Fattah al-Sisi. Paese nel quale si stanno tenendo ancora le votazioni per le elezioni presidenziali. 

L’ECRF ha dato la notizia al portale Middle East Monitor, gli arresti sono avvenuti presso la stazione ferroviaria di Giza, situata nel sud della capitale egiziana Il Cairo.

Alcuni testimoni oculari, citati dal Coordinamento egiziano, hanno riferito che poche ore dopo l’arresto della famiglia, le forze di sicurezza hanno preso d’assalto la loro casa all’alba di domenica.

I parenti dei detenuti sostengono di non essere in grado di comunicare con i propri congiunti dal giorno del loro arresto.

Secondo le organizzazioni non governative locali, la media delle sparizioni forzate in Egitto è di 3-4 al giorno. Di solito, agenti dell’Nsa (i servizi segreti egiziani) pesantemente armati fanno irruzione nelle abitazioni private, portano via le persone e le trattengono anche per mesi, spesso ammanettate e bendate per l’intero periodo.

Tra i casi più eclatanti quello di Islam Khalil scomparso da 15 giorni e già stato vittima di arresto e torture.