Me

Elezioni Turkmenistan 2018, affluenza da record: 91,7 per cento

Si rinnova il parlamento: in corsa 284 candidati per 125 seggi, tutti e tre i partiti in corsa sostengono il presidente Berdimuhamedow

Immagine di copertina
Il presidente Gurbanguly Berdimuhamedow è in carica dal 2006. Credit: Afp

Il 25 marzo 2018 in Turkmenistan si è votato per le elezioni parlamentari. La commissione elettorale del paese ha dichiarato che ha votato circa il 91,7 per cento dell’elettorato del paese, pari a quasi 3,3 milioni di persone: un dato ben oltre l’affluenza del 50 per cento necessaria per convalidare le elezioni.

I risultati del voto saranno resi noti il 26 marzo 2018.

Si tratta della seconda volta che nel paese si rinnova il parlamento all’interno di un quadro composto da più partiti, anche se tutte e tre le forze politiche in corsa sostengono il presidente Gurbanguly Berdimuhamedow, in carica dal 2006.

La commissione elettorale centrale del Turkmenistan ha registrato 284 candidati a fronte dei 125 seggi del Mejlis, il nome con cui in Turkmenistan è chiamato il parlamento. La legge elettorale prevede l’assegnazione del seggio su base uninominale.

I candidati sono distribuiti fra tre partiti: il Partito democratico del Turkmenistan (Dpt, ex Partito Comunista), il Partito degli industriali e degli imprenditori, fondato nel 2012, e il Partito agrario, fondato nel 2014, alla sua prima apparizioni alle elezioni parlamentari.

Il Dpt è il partito del presidente Berdimuhamedow, mentre le altre due forze sono accusate di essere nate unicamente con l’obiettivo di dare una parvenza di multipartitismo al paese.

Attualmente il Dpt conta 47 parlamentari, il Partito degli industriali 14, mentre gli altri seggi sono distribuiti tra i partiti che fanno capo al settore pubblico.

Il Turkmenistan è una repubblica presidenziale. Le prime elezioni parlamentari multi-partitiche si sono tenute nel 2013, dopo che per oltre vent’anni l’ex repubblica sovietica è stata retta da un solo partito (l’ex Partito Comunista, divenuto poi Dpt).

Si ritiene che il voto de 25 marzo 2018 potrebbe favorire un ricambio generazionale all’interno del parlamento.

Uno dei protagonisti della campagna elettorale è stato Serdar Berdymukhamedov, 36 anni, unico figlio del presidente.

Serdar Berdymukhamedov è deputato dal novembre 2016, quando in un clima di scarsissima informazione nel paese si tennero delle elezioni suppletive per coprire alcuni seggi vacanti. Il figlio del presidente è in lizza per essere riconfermato e gli analisti non dubitano sul fatto che sarà rieletto.

Le elezioni si tengono in un momento delicato per il paese, dopo che nel 2016 la Russia ha interrotto l’acquisto di gas turkmeno. L’economia del Turkmenistan si regge, infatti, sulle esportazioni di gas naturale e il suo principale cliente è ora la Cina.