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Perché le coppie che convivono senza sposarsi rischiano il collasso finanziario

La convivenza senza matrimonio sta diventando il nuovo modello di famiglia, eppure questo tipo di coppia non gode di alcun diritto legale

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Perché le coppie che convivono rischiano il collasso finanziario? Credit: Pixabay

Secondo i dati registrati dall’Istat, in Italia dal 2008 sono più che raddoppiate le unioni di fatto, mentre tra il 2008 e il 2014 le celebrazioni dei matrimoni sono diminuite di 57mila unità. In dieci anni, inoltre, le convivenze tra partner non sposati sono aumentate di dieci volte.

Ma secondo un articolo pubblicato dal sito britannico The Independent, le centinaia di migliaia di coppie britanniche che convivono sono erroneamente convinte che, in caso di decesso del proprio partner, riceverebbero automaticamente i suoi soldi, le sue proprietà e la sua pensione.

In Italia, come nel Regno Unito, le leggi che regolano la convivenza non comprendono gli stessi diritti che sono riservati alle coppie sposate. Con il matrimonio, infatti, la coppia acquisisce uno status riconosciuto dalla società, che non viene riconosciuto nelle coppie che convivono.

Inoltre, nell’ordinamento giuridico italiano, solo il matrimonio (o l’unione civile) garantisce i diritti dei partner, e questo – a livello di normativa – è il punto debole della convivenza. Ciò vuol dire, ad esempio, che nel caso in cui la relazione finisse, i partner non godrebbero di alcun diritto di aiuto economico.

Il collasso finanziario nel caso della scomparsa del partner

Una nuova ricerca della compagnia assicurativa Direct Line Life Insurance ha mostrato che circa un terzo delle coppie che convive non sa quali sarebbero i propri diritti legali nel caso in cui uno dei partner morisse: una persona su dieci, infatti, crede che potrebbe automaticamente ereditarne i possedimenti.

In realtà, per ereditare le proprietà di una persona non sposata è necessario che essa abbia fatto un testamento, ma solo il 26 per cento delle persone che convivono ne ha redatto uno, rispetto al 52 per cento delle persone sposate. Inoltre, meno di un terzo delle coppie che convivono ha un’assicurazione sulla vita.

Questi dati mostrano in che modo, in caso di tragedia, le coppie che convivono senza essere sposate potrebbero subire un collasso finanziario in un momento della vita in cui sono già sopraffatti dal dolore.

La responsabile del marketing della Direct Line Life Insurance, Jane Morgan, ha detto: “La nostra società sta cambiando, rispetto a prima il matrimonio è più in basso nella lista delle priorità per molte coppie. Per le coppie è molto frequente vivere insieme per lunghi periodi di tempo prima di sposarsi, se mai lo fanno”.

“Tuttavia, la legge è ancora un po’ in ritardo e ciò che preoccupa è che milioni di britannici abbiano la falsa impressione di avere la stessa sicurezza giuridica e finanziaria delle coppie sposate”.

Il numero di coppie non sposate che convivono sta crescendo di anno in anno, mentre diminuisce quello dei coniugi, ma i partner che abitano sotto lo stesso tetto senza essersi sposati hanno meno diritti e meno garanzie finanziarie da parte dello stato. Non esistono i sussidi per la morte del partner, e i figli delle coppie che convivono non godono dell’indennità che dovrebbero ricevere nel caso della morte di un genitore.

Gli svantaggi finanziari delle coppie non sposate

Le coppie che convivono hanno degli svantaggi che non riguardano solamente la situazione successiva al decesso di un partner. Secondo una ricerca della compagnia di finanziamenti Hargreaves Lansdown, sposarsi – e rimanere sposati – può essere motivo di bonus sostanziali anche durante la vita di coppia.

Nel Regno Unito, infatti, le coppie sposate godono di alcuni privilegi, come l’indennità di matrimonio, che permette un risparmio di più di 250 euro all’anno. I coniugi possono condividere i loro patrimoni, e in questo modo pagare meno tasse.

Ma soprattutto, la coppie sposate non devono pagare la tassa di successione: una persona sposata può lasciare ciò che vuole in eredità, senza che il suo coniuge debba pagare le tasse per questo.

Le coppie che convivono, invece, per ereditare i beni del proprio partner devono pagare il 40 per cento di tasse per lo Stato.

L’associazione Childhood Bereavement Network stima che solo nel 2015 circa 23.600 genitori siano morti lasciando i figli a carico del partner. Significa un genitore ogni 22 minuti e 112 bambini orfani ogni giorno. Con numeri del genere, nessun genitore non sposato può permettersi di ignorare la propria stabilità finanziaria in caso di morte del proprio partner.

Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a sposarsi per proteggere il proprio partner e la propria famiglia, eppure finché la legge non offrirà le adeguate garanzie alle coppie non sposate, i partner che convivono saranno sempre sull’orlo del collasso finanziario.

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