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Elezioni Russia 2018 | Diretta | Putin vince con il 75 per cento dei voti
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elezioni russia 2018 diretta
Credit: Yuri Kadobnov/ Afp

Elezioni Russia 2018 | Diretta | Putin vince con il 75 per cento dei voti

Tutte le ultime notizie e aggiornamenti in tempo reale sulle elezioni presidenziali del 18 marzo in Russia

19 Mar. 2018
elezioni russia 2018 diretta
Credit: Yuri Kadobnov/ Afp

Elezioni Russia 18 marzo 2018 | Tutte le ultime notizie in tempo reale | Le previsioni e le anticipazioni (Aggiornare continuamente la pagina)

Domenica 18 marzo 2018 si sono tenute le elezioni presidenziali in Russia. A scrutinio non ancora concluso, il presidente Vladimir Putin sembra essersi aggiudicato una schiacciante vittoria conquistando oltre il 75 per cento dei voti e venendo rieletto per un quarto mandato.

L’obiettivo del Cremlino era quello di raggiungere la quota del “70+70”, ossia del 70 per cento dei voti a Putin e il 70 per cento di affluenza. Se per la percentuale di voti Putin è riuscito a raggiungere il suo obiettivo, non può dirsi lo stesso per l’affluenza, che è pari a circa il 67 per cento.

Putin ha guidato la Russia come presidente o primo ministro dal 1999.

Gli ultimi aggiornamenti

ore 13.00 – Centinaia di segnalazioni di brogli nei seggi elettorali. Secondo gli osservatori locali e internazionali, in decine di seggi elettorali, sono stati compiuti brogli, anche molto plateali, con gente che infilava decine di schede nelle urne. Ecco i video.

– lunedì 19 marzo ore 8:00 Il presidente uscente Vladimir Putin si è aggiudicato la vittoria alle elezioni del 18 marzo con oltre il 75 per cento dei voti e guiderà la Russia per altri sei anni. Il magnate comunista Pavel Grudinin, principale rivale di Putin, ha ricevuto il 12 per cento dei voti.

Parlando alla stampa a Mosca, Putin ha dichiarato che gli elettori “hanno riconosciuto i risultati degli ultimi anni”. Il presidente russo ha riso alla domanda di un giornalista sulla possibilità che corra di nuovo tra sei anni. “Quello che dice è divertente”, ha risposto. “Pensa forse che starò qui finché non avrò 100 anni? No!”.

Putin ha parlato anche dell’avvelenamento di Sergei Skripal, ex spia russa che vive nel Regno Unito. Ha precisato che Mosca non ha attualmente armi chimiche e sarebbe una “assurdità” pensare che la Russia abbia lanciato un tale attacco prima di un’elezione. Putin ha detto che se la sostanza usata nell’attacco fosse stata davvero un agente nervino militare, allora avrebbe ucciso il bersaglio sul posto.

ore 19 – I primi exit poll danno Putin in vantaggio con il 73,9 per cento dei voti. Grande trionfo per Putin che si appresta a essere eletto per la quarta volta. Se i dati saranno confermati dallo spoglio, si tratta di un risultato di 10 punti percentuali maggiore di quello del 2012, quando Putin venne eletto presidente con il 63,6 per cento dei consensi.

ore 18 – i seggi si sono chiusi a Mosca e nel resto del paese. Rimangono ancora aperti i seggi delle aree più occidentali del paese, che chiuderanno un’ora dopo a causa del fuso orario.

ore 17.30 – sono state riferite una serie di irregolarità e brogli nel voto.

Qui il video di una scrutatrice a Ljubertsy che inserisce varie schede nell’urna:

ore 14 – alle 14:00 ora di Mosca l’affluenza alle urne era del 34,27 per cento, un dato record.

Putin al seggio elettorale:

ore 11.00 – secondo i dati della Commissione Elettorale Centrale, l’affluenza alle 10 del mattino era del 16,5 per cento, un dato altissimo rispetto agli anni scorsi. Questi i dati delle ultime quattro presidenziali: nel 2000 era del 6,36%, dell’8,01% nel 2004, nel 2008 dell’8,94% e del 6,53% nel 2012.

ore 10.45 –Cosa dobbiamo aspettarci dal voto alle presidenziali:analisi

– domenica 17 marzo – Gli elettori russi sono chiamati a eleggere il nuovo presidente. Vladimir Putin correrà contro altri sette candidati. 

In alcuni villaggi della penisola di Kamchatka e della regione di Chukotka si è registrata una affluenza pari al 100 per cento, secondo quanto riferisce l’agenzia stampa Interfax.

Il voto di oggi è il primo in Crimea da quando la Russia ha annesso la regione dall’Ucraina. Le elezioni cadono nel quarto anniversario del trattato, firmato dal presidente Putin, che dichiara formalmente la Crimea parte della Russia.

– venerdì 16 marzo ore 17:00 – L’Europa vorrebbe imporre una sua linea nei confronti di Mosca, fatta sia di fermezza che di accordi in alcuni settori, ma la politica estera statunitense rende molto difficile questa strategia. Ecco perché Putin avrà Trump come alleato contro l’Europa

– venerdì 16 marzo – Alla vigilia del voto, Putin è tornato a viaggiare nel paese. Ha visitato una fabbrica a Nizhnij Tagil e poi ha incontrato i giovani scienziati e imprenditori riuniti in un forum a Mosca.

“Che belle cose producete qui: tram, camion e vagoni ferroviario”, ha detto ai dipendenti dell’azienda UralVagonZavod di Nizhnij Tagil alternando battute e richieste di promesse di voto.

Durante la campagna elettorale, Putin ha ache annunciato di voler creare un avamposto lunare permanente entro il 2023 e una base lunare entro il 2050, lanciando così una sfida non solo agli Stati Uniti, ma anche al patron di Tesla e Space X Elon Musk.

Putin era stato eletto presidente della Federazione Russa nel marzo 2000, e nel 2004 è stato rieletto per un secondo mandato. Dal 2008 al 2012 ha assunto l’incarico di premier lasciando la presidenza al suo delfino Dmitri Medvedev. Nel 2012 è nuovamente tornato a coprire la carica di capo dello stato, con il 63,6 per cento dei voti.

Nel dicembre 2017 ha annunciato la sua candidatura durante un incontro con i dipendenti dell’impianto della casa automobilistica Gaz, prendendo le distanze dal suo partito Russia Unita.

Il presidente russo, che si candida come indipendente, proverà a trovare il suo spazio come personaggio lontano dall’élite politica nazionale.

Vladimir Putin si è presentato come il candidato del popolo: “Correrò da indipendente, ma avrò bisogno del supporto della gente”. Obiettivo principale del suo programma è il miglioramento delle condizioni di vita dei russi tramite aumenti salariali e investimenti in sanità, tecnologia, istruzione e infrastrutture.

Come si vota in Russia

Fino al 2008 il mandato presidenziale durava 4 anni, poi è stato esteso a sei. Le elezioni del 2012 sono state le prime che hanno adottato questa riforma. Sono ammessi non più di due mandati consecutivi.

La forma di governo della Federazione russa è semipresidenziale, il presidente è il capo di Stato ed è eletto a suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno. Se nessuno dei candidati del primo turno ottiene la maggioranza assoluta dei voti si procede al ballottaggio, in cui si sfidano i due candidati che hanno avuto più voti.

Il presidente nomina il primo ministro e, su sua proposta, nomina e revoca i ministri. Il presidente ha inoltre il potere di far dimettere l’intero governo.

Quelle che si terranno il 18 marzo sono le elezioni presidenziali. Le ultime elezioni parlamentari si sono invece tenute nel settembre 2016 e il partito del presidente Putin, Russia Unita, vinse con il 54,20 per cento dei voti.

La Russia rinnova il parlamento tramite un sistema elettorale misto. La metà dei seggi del parlamento, ovvero 225, viene attribuita tramite sistema proporzionale a circoscrizione unica, l’intero paese, con liste bloccate e soglia di sbarramento al 5 per cento. Gli altri 225 posti sono invece attribuiti tramite collegi uninominali con sistema maggioritario a turno unico.

La Russia ha un parlamento bicamerale. L’Assemblea Federale (Federalnoe Sobranie) è composta da una camera alta composta da 170 delegati (due per ogni suddivisione amministrativa del paese) e una camera bassa, la Duma di Stato (Gosudarstvennaja Duma), formata da 450 deputati, in carica per cinque anni.

Chi sono i principali avversari di Putin

Tra gli sfidanti di Putin vi sarà Ksenia Sobchak, una 36enne ex celebrità televisiva, candidata per Iniziativa civica russa e la prima candidata donna in 14 anni. È la figlia di Anatoly Sobchak, il primo sindaco democraticamente eletto di San Pietroburgo.

Putin correrà anche contro Pavel Groudinine, imprenditore nel settore agricolo delle fragole e membro del Partito comunista e contro il rappresentante dell’estrema destra, Vladimir Jirinovski. Questi ultimi due candidati sono quelli che secondo i sondaggi possono sperare nel secondo e nel terzo posto, dietro il presidente.

Tra i candidati minori vi sono Grigory Yavlinsky, del partito liberale Yabloko, Boris Titov del Partito della crescita, Sergei Baburin dell’Unione Panrussa del popolo e Maxim Suraikin del partito Comunisti di Russia.

Le autorità responsabili delle prossime elezioni presidenziali in Russia, che si terranno il 18 marzo 2018, hanno formalmente escluso dalla corsa elettorale Alexei Navalny, principale avversario dell’attuale presidente Vladimir Putin e blogger anti-corruzione.

La Commissione elettorale centrale russa ha deciso all’unanimità che l’attivista non è idoneo alla candidatura.

Alexei Navalny, 41 anni, è stato arrestato tre volte nel 2017 – a marzo, a giugno e a settembre –  per aver organizzato comizi, ed è da sempre considerato uno dei maggiori oppositori del presidente Putin.

I sondaggi

Secondo i sondaggi, non ci saranno sorprese nei risultati elettorali. Secondo un recente sondaggio condotto da VTsIOM-Sputnik, tra il 69 e il 73 per cento dei russi voteranno per il presidente in carica Vladimir Putin. I sondaggi del mese di dicembre davano Putin vicino al 77 per cento dei consensi, ma il calo non è tale da destare allarme per il presidente in carica, né particolari sorprese alle urne.

Dietro di lui il candidato del Partito Comunista Russo Pavel Grudinin con il 7 per cento e il leader dei liberal-democratici Vladimir Zhirinovsky con il 5 per cento.

Percentuali più basse sono invece previste per Ksenia Sobchak che avrebbe il 2 per cento, Grigory Yavlinsky e Sergey Baburin sono dati all’1 per cento, e infine percentuali prossime allo zero per Boris Titov e Maxim Suraykin con meno dell’1 per cento.

Il profilo di Vladimir Putin

Non vive al Cremlino. Detesta traffico e smog, e per questo abita in un palazzo appena fuori Mosca. Ama svegliarsi quando il sole è già alto.

Va in piscina, in palestra e fa le immersioni, alternate in acqua calda e fredda. Non fa colazione prima di mezzogiorno e il suo pasto è da anni il medesimo: uova di quaglia, formaggio e spremuta.

Nei suoi uffici non esistono né televisori né collegamenti a internet. L’unica tecnologia di cui fa uso è ancora quella sovietica. La sola di cui Putin si fida. I suoi assistenti lo chiamano zar, devono parlare a voce bassa e tenere una distanza di almeno 3 metri.

Fra le persone che vivono con Putin e che figurano come sui collaboratori spicca un assaggiatore di cibo: una delle più grandi paure del presidente è l’avvelenamento.

Ben Judah, nel suo libro Fragile Empire: How Russia Fell In and Out of Love with Vladimir Putin, ha trascorso 3 anni a intervistare persone vicine al presidente russo per ricostruire la giornata tipo dell’ex agente del Kgb.

Il 26 marzo 2000, Vladimir Vladimirovich Putin vinceva per la prima volta le presidenziali russe.

All’epoca, Putin era in realtà già presidente ad interim della Russia, dopo che il 31 dicembre 1999 il suo predecessore Boris Eltsin si dimise.

Circa tre mesi più tardi, Putin riuscì a vincere le elezioni al primo turno con la maggioranza assoluta dei voti. Da quel momento, iniziò a essere l’uomo forte della Russia.

Il vero e più intrigato mistero rimane comunque la vita familiare. I genitori sono morti. Le due figlie vivono entrambe all’estero: la 29enne Maria, probabilmente residente nei Paesi Bassi, e la 27enne Ekaterina, avvistata in Grecia. L’ex first lady Liudmilla, da cui ha divorziato, è scomparsa dalla scena e sembra “soggiorni” in un monastero.

Dopo Liudmilla, sarebbe stato il turno della ginnasta Alina Kabaeva, da cui avrebbe avuto un figlio. Uno dei tanti illegittimi attribuiti a Putin. Di certo, c’è solo che le testate che hanno fatto circolare l’indiscrezione sono state chiuse.

In passato è stato un militare e funzionario del KGB, l’agenzia di servizi segreti russi, finché la stessa non è stata smantellata nel 1991 a seguito dell’arresto di Vladimir Krjuckov, responsabile principale dell’agenzia, che aveva tentato un colpo di stato contro l’allora presidente Mikhail Gorbaciov.

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