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Il conducente che non ferma l’autobus se alla fermata ci sono solo stranieri

Un video testimonia le omissioni di Moreno Salvetti, autista e consigliere comunale di Avio, che ora rischia il licenziamento

Immagine di copertina

Per due giorni di fila, il 4 e il 5 dicembre 2017, Moreno Salvetti ha guidato l’autobus della società pubblica Trentino Trasporti fino alla firmata di via Pinera di Marco, frazione del comune di Rovereto, è passato accanto ai passeggeri in attesa, tutti migranti, e ha proseguito la sua corsa senza fermarsi.

A testimoniarlo sono diversi video filmati dentro e fuori dal bus e raccolti dal giornale locale Trentino, nei quali si vede chiaramente il mezzo ignorare completamente la folla di aspiranti passeggeri.

Salvetti, 42 anni, non è solo un conducente, ma anche consigliere comunale di Avio, eletto con la lista civica di centrodestra Progetto Comune.

Già qualche mese fa si era trovato al centro dell’attenzione mediatica locale per il suo augurio al presidente della provincia di Trento di “fare la fine dell’orsa Kj2”, uccisa nell’agosto 2017, espressione che aveva poi giustificato come “un colpo di nervoso”.

L’autista dovrà ora rispondere delle sue azioni, a causa delle quali è stato disposto nei suoi confronti un provvedimento disciplinare che potrebbe risultare nel suo licenziamento.

Dopo aver svolto autonome indagini ed accertato il fatto grazie alle immagini satellitari, inoltre, la Provincia autonoma di Trento e l’azienda di trasporti hanno presentato il caso in procura per ipotesi di interruzione di pubblico servizio aggravata dalla finalità di discriminazione razziale.

“La condotta si è concretizzata in una ripetuta violazione degli obblighi, con conseguente turbativa al regolare svolgimento del Servizio Pubblico con danno anche all’immagine della società”, si legge nel comunicato stampa diffuso dalla provincia.

Alla fermata si raccolgono principalmente i richiedenti asilo ospitati nel centro di accoglienza di Marco, per poter prendere i mezzi pubblici ed arrivare in città a Rovereto, dove lavorano o partecipano alle attività previste dal progetto di accoglienza.

Dopo numerosi episodi simili, nei quali l’autobus procedeva semplicemente la sua corsa, i profughi avevano segnalato la situazione a persone a loro vicine, che nel dicembre 2017 hanno deciso di documentare il tutto con i video in questione.

Salvetti nega però la sua colpevolezza, sostenendo che l’intera vicenda (relativa solo ai due giorni in questioni, gli unici in cui lui abbia percorso quella tratta, sostituendo un collega) sia stata strumentalizzata e gonfiata.

“Sono sereno perché la mia coscienza è pulita. C’è un accanimento contro di me. Sono vent’anni che faccio l’autista e non ho mai preso contestazioni. Ripeto: non sono razzista. E poi c’è scritto chiaro sulle tabelle alle fermate che si deve segnalare bene che autobus si vuole prendere”, ha dichiarato al quotidiano l’Adige.it.

Il suo comportamento sarebbe quindi da giustificarsi con la mancata segnalazione da parte degli utenti dell’intenzione di salire a bordo del mezzo, come previsto dai regolamenti locali, come sottolinea il sindacato Uil, schieratosi in difesa del dipendente pubblico.

“Visto che sui mezzi pubblici – anche su quella particolare corsa – stranieri e migranti salgono in continuazione, questi presunti conducenti segregazionisti trarrebbero particolare piacere ad accanirsi contro gli utenti fermi a quella specifica fermata. L’ipotesi è tanto grottesca quanto risibile” hanno commentato esponenti del sindacato.

Nel video tuttavia sono chiaramente visibili i gesti dei migranti in attesa, che si sporgono e alzano le braccia per far fermare l’autobus. Nel filmato del 5 dicembre, peraltro, si vede un ragazzo mettersi addirittura in mezzo alla strada ed essere schivato dal bus, che comunque tira dritto.

Alla richiesta di spiegazioni da parte di un passeggero sul perché non si sia fermato, il conducente risponde “perché si mette in mezzo alla strada”.

Commenti di supporto all’autista sono arrivati anche da parte di Vanessa Cattoi, appena eletta in Parlamento con la Lega, che ha dichiarato:

“Solidarietà all’autista di Trentino Trasporti che rischia il licenziamento. Scelte come queste da parte dell’azienda rischiano di alimentare ulteriormente l’insofferenza dei cittadini nei confronti della presenza dei migranti”.

“Negli ultimi tempi è diventata rischiosa la professione dell’autista di bus che troppo spesso, come accaduto nei mesi scorsi, si ritrova in condizione di pericolo e di aggressioni e insicurezza sia per lui sia per i fruitori del servizio stesso”.

La procura dovrà ora avviare proprie indagini per accertare le dinamiche della vicenda, per capire se davvero Salvetti abbia negato ad un gruppo di utenti un servizio pubblico essenziale sulla base di scelte discriminatorie.

Campagna regione lazio

Franco Ianeselli, segretario generale della Cgil del Trentino, ha sottolineato la gravità della situazione: “Il comportamento dell’autista è inaccettabile. Oggi è un autobus che non fa salire i migranti. E domani che succede? Che un infermiere, un medico o un insegnante decidono loro se curare o insegnare agli stranieri?”

Ecco il video dell’avvenuto.

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