Me

8 marzo: perché oggi si celebra la festa della donna

All'inizio del Novecento l'indicazione di una giornata internazionale per i diritti delle donne è stata fortemente politicizzata. Oggi è riconosciuta dall'Onu, che la reputa un'occasione per raggiungere la piena parità dei sessi

Immagine di copertina
Suffragette britanniche a processo con l'accusa di cospirazione nel 1908. Credit: Afp

L’8 marzo di ogni anno ricorre la festa della donna, più formalmente nota come la Giornata Internazionale delle Donne, che celebra i risultati ottenuti dalle donne nelle lotte per i loro diritti politici, economici e civili e contro ogni forma di discriminazione.

Una leggenda vuole che la scelta di questa data sia dovuta a un incendio avvenuto l’8 marzo del 1911 in una fabbrica di abbigliamento negli Stati Uniti, in cui avrebbero perso la vita oltre cento donne.

Ma, ammesso che questa storia sia vera (la data, la città, il numero delle vittime e i dettagli cambiano di volta in volta), la storia legata a questa giornata internazionale non può essere unicamente ricondotta a questo “mito fondativo”, come lo ha definito la bioeticista Chiara Lalli in un articolo di tre anni fa.

Almeno per i primi decenni, l’indicazione di una giornata internazionale per i diritti delle donne è stata fortemente caratterizzata da un contenuto politico.

La sua celebrazione infatti è stata proposta per la prima volta nel 1909 negli Stati Uniti, su iniziativa del Partito socialista americano. Il partito invitò le sezioni locali di tutto il paese a svolgere l’ultima domenica febbraio 1909 una manifestazione a sostegno del diritto delle donne al voto, ma anche a sostegno delle loro rivendicazioni sociali, come un aumento di salario e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Nel 1910, l’iniziativa ricevette l’appoggio di Clara Zetkin, politica tedesca e membro della Conferenza internazionale delle donne socialiste, che in occasione del congresso tenutosi quell’anno a Copenaghen, chiese di individuare una data in cui ogni paese avrebbe promosso i diritti delle donne, e in particolare il loro diritto di votare.

Negli anni successivi alcuni paesi celebrarono effettivamente questa giornata, ma scelsero giorni diversi per farlo, e dopo lo scoppio della prima guerra mondiale la celebrazione fu interrotta in tutti i paesi belligeranti.

Fu la Germania a scegliere per la prima volta di celebrare la Giornata della Donna l’8 marzo. Siamo nel 1914 e quella data è il giorno d’inizio di una settimana di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi.

Tre anni dopo, nel 1917, le operaie di Pietrogrado (oggi San Pietroburgo) avviarono la rivoluzione di febbraio. Per ricordare la loro manifestazione contro lo zarismo, durante la Seconda conferenza delle donne comuniste a Mosca, nel 1921, fu indicato il 23 febbraio russo, che corrisponde all’8 marzo del calendario occidentale, come “Giornata internazionale dell’operaia”.

In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista italiano, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all’8 marzo.

Un primo riconoscimento ufficiale e universale per la giornata dedicata ai diritti delle donne arrivò nel 1975 da parte delle Nazioni Unite, che proclamarono “l’Anno Internazionale delle Donne”. Due anni dopo, l’Assemblea generale propose ai paesi membri di individuare un giorno del calendario come “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”.

Oggi le Nazioni Unite celebrano l’8 marzo come Giornata Internazionale delle Donne, e si sono poste come obiettivo il raggiungimento della piena parità tra i sessi entro il 203o, nell’ambito degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals).

Qui sotto un video con il messaggio del segretario dell’Onu Antonio Guterres in occasione della Giornata Internazionale delle Donne 2018: