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La domanda choc di Facebook: “Che dovremmo fare con i pedofili?”

Il social network si è poi scusato per la gaffe in cui è inciampato in un questionario rivolto agli utenti

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Il 4 marzo 2018 Facebook ha sottoposto un questionario ad alcuni suoi utenti per raccogliere le loro opinioni su come il social network dovrebbe gestire certe situazioni.

Tra le varie domande poste, ce n’è una che ha suscitato qualche perplessità, nella quale veniva chiesto all’utente come Facebook dovrebbe comportarsi nel caso di un adulto che tenta di adescare un minorenne tramite il social.

Il quesito, in particolare, era formulato così: “Pensando a un mondo ideale in cui puoi impostare le politiche di Facebook, come gestiresti il ​​seguente caso: un messaggio privato in cui un uomo adulto chiede a una quattordicenne di fare foto sessuali”.

Le opzioni disponibili per la risposta andavano da “questo contenuto non dovrebbe essere consentito su Facebook, e nessuno dovrebbe essere in grado di vederlo” a “questo contenuto dovrebbe essere consentito su Facebook, e non mi dispiacerebbe vederlo”.

Una seconda domanda chiedeva chi dovrebbe decidere se l’uomo adulto può chiedere quel tipo di immagini su Facebook. Le risposte disponibili includevano queste opzioni: “Gli utenti di Facebook decidono le regole votando e informando Facebook” e “Facebook decide le regole da solo”.

Nel questionario non era precisato in alcun modo che il comportamento preso in esame costituisce un reato e in nessuna delle domande Facebook ha consentito agli utenti di indicare che le forze dell’ordine o altre autorità poste a tutela dei minori dovrebbero essere coinvolte nella situazione: l’opzione più rigida consentita consisteva nel rivolgersi al social network come arbitro.

Facebook ha ammesso che si è trattato di un “errore”.

“Conduciamo sondaggi per capire cosa pensa la community di come impostiamo le regole, ma questo tipo di attività è e sarà sempre completamente inaccettabile su Facebook”, ha dichiarato il vicepresidente di Facebook, Guy Rosen.

Rosen ha specificato che il social network “collabora regolarmente con le autorità” in questi casi: “La domanda non avrebbe dovuto far parte di questo sondaggio: è stato un errore”, ha ammesso.

Anche la parlamentare laburista inglese Yvette Cooper, presidente del comitato ristretto per gli affari interni del Parlamento britannico, ha condannato il sondaggio di Facebook.

“Questo è un sondaggio stupido e irresponsabile”, ha detto. “Il caso degli uomini adulti che chiedono ai quattordicenni di inviare immagini sessuali non è solo contro la legge, ma è completamente sbagliato e un orribile abuso e sfruttamento dei bambini”.

“Non posso immaginare che i dirigenti di Facebook lo vogliano mai sulla loro piattaforma, ma non dovrebbero nemmeno inviare sondaggi che suggeriscono che potrebbero tollerarlo o suggerire agli utenti di Facebook che questo potrebbe essere sempre accettabile”, ha aggiunto Cooper.