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5 fatti da tenere a mente sulle elezioni politiche italiane 2018

Il successo clamoroso di Lega e Movimento Cinque Stelle nel voto per le elezioni politiche segna un cambiamento a livello nazionale con ripercussioni a livello internazionale. Ecco alcune cose che dovreste sapere

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Il voto del 4 marzo 2018 ha sancito il trionfo del M5S alla Camera e al Senato, primo partito in Italia, con un risultato schiacciante al Sud, dove ha letteralmente dominato. La Lega è l’altro grande vincitore di questa tornata elettorale, che ha invece ottenuto il suo massimo storico, superando Forza Italia e divenendo il primo partito all’interno della coalizione del centrodestra. Il PD ha subito un netto crollo, è al suo minimo storico. Liberi e Uguali non pervenuto.

Diretta Elezioni 4 marzo | Risultati in tempo reale | Elezioni politiche 2018: cosa succede adesso

Ecco cinque cose che forse dovreste sapere sulle elezioni che si sono appena concluse:

1. Il test sul populismo

1. Fin da subito le elezioni italiane sono state annunciate come un valido test per tutta l’Europa per verificare la diffusione del populismo di destra e la crescente ansia in materia di flussi migratori.

Gli italiani hanno votato per scegliere il nuovo governo in un clima di rabbia per la stagnazione economica, con i partiti di destra che hanno guadagnato sempre più punti nel paese.

Gran parte della propaganda elettorale dei politici italiani si è concentrata su rifugiati e migranti: quasi 120mila sono arrivati in Italia nel 2017.

Movimento Cinque stelle, Lega, Casa Pound e Forza Nuova hanno da sempre manifestato l’intenzione di fermare i flussi migratori.

 L’esito del voto, con la vittoria schiacciante del Movimento Cinque Stelle e della Lega, testimonia – come ampiamente annunciato anche dalla stampa estera – la forza dei populisti sul continente con la capacità di trovare consenso “mainstream”.

Dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno respinto le insurrezioni populiste e quelle di estrema destra nei rispettivi paesi, l’Europa sembrava godere di una tregua dalle forze che minacciavano la sua unità e i suoi valori.

Questa tregua è apparsa di breve durata.

I partiti che hanno visto riconosciuto maggiore consenso hanno tutti condiviso un certo grado di euroscetticismo, mentre da Bruxelles sono spesso arrivate segnalazioni e lamentele sul modo in cui gli italiani hanno trattato i migranti.

2. Il successo della Lega

La Lega e il suo leader Matteo Salvini hanno ottenuto circa il 17 per cento dei voti, superando l’altro grande partito della coalizione, Forza Italia. E proprio Matteo Salvini non si è scusato per l’uso del linguaggio utilizzato sui migranti, chiedendo la loro espulsione.

Presi insieme, i voti espressi per il Movimento Cinque Stelle, Lega e Fratelli d’Italia hanno dipinto un umore cupo in Italia e una profonda frustrazione nei confronti del precedente governo di centro sinistra.

3. La flessione dell’euro post voto

L’euro ha subito uno scossone con gli exit poll delle nostre elezioni, annullando gli effetti positivi giunti da Berlino. La divisa unica è scesa sotto 1,23 dollari, ma a un’ora dall’apertura dei mercati europei ha recuperato quella soglia.

Avanza lo yen, considerato un bene rifugio, a 105,60 dollari: è la dimostrazione che i mercati risentono delle tensioni geopolitiche, tra cui il rischio di una guerra commerciale e gli stessi dubbi sul dopo-voto in Italia.

Come ha reagito la Borsa italiana dopo le elezioni

4. Il Movimento Cinque Stella ha stravinto nel Sud Italia (leggi l’articolo)

Il voto del 4 marzo 2018 ha sancito il trionfo del M5S alla Camera e al Senato, primo partito in Italia, con un risultato schiacciante al Sud, dove ha letteralmente dominato.

Superata la metà dello scrutinio per la Camera, secondo i dati ufficiali del Viminale a Montecitorio il MoVimento Cinque Stelle è il primo partito con oltre il 31 per cento, seguito dal Pd che supera di poco il 19, e dalla Lega con oltre il 18 per cento.

Il Movimento ha raggiunto e superato il 50 per cento in alcuni collegi della Campania: sopra al 50 per cento a Torre del Greco, in provincia di Napoli, dove è al 50,2 per cento e a Giugliano in Campania, dove è al 52,9 per cento.

5. I temi centrali della campagna elettorale

Immigrazione

Dal 2013, più di 600mila migranti hanno compiuto l’insidioso viaggio dalla Libia attraverso il Mediterraneo per raggiungere l’Italia.

Campagna regione lazio

L’enorme numero di arrivi ha sconvolto molti italiani e ha fatto da terreno fertile per la retorica populista di molti politici.

Berlusconi ha definito la presenza di migranti illegali una “bomba a orologeria sociale” e ha promesso deportazioni di massa.

La campagna ha visto violenti scontri tra sostenitori di estrema destra e manifestanti antifascisti.

L’economia

L’economia italiana ha iniziato a espandersi ancora una volta. Ma a quasi 10 anni dalla crisi finanziaria globale, il prodotto interno lordo dell’Italia – o la produzione economica totale – rimane inferiore del 5,7% rispetto ai livelli pre-crisi.

Nel 2016, circa 18 milioni di persone erano a rischio di povertà e la disoccupazione era all’11%.