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Risultati elezioni 4 marzo: quando sapremo chi ha vinto

Il 4 marzo circa 47 milioni di italiani sono attesi alle urne per le elezioni politiche 2018. Si vota solo domenica, dalle 7 alle 23. Quando si sapranno i risultati?

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Domenica 4 marzo 2018 circa 47 milioni di italiani sono chiamati alle urne per le elezioni politiche. Urne aperte dalle 7 alle 23 (qui una guida breve e semplice per capire come si vota). Si vota in un solo giorno per rinnovare il parlamento e, in Lazio e in Lombardia, si vota anche per le regionali.

Qui le previsioni sul voto del 4 marzo | Tre possibili scenari dopo le elezioni | Diretta Elezioni 4 marzo | Risultati in tempo reale

Ma quando si sapranno i risultati delle elezioni?

Lo scrutinio del voto inizia non appena chiudono le urne con lo spoglio delle schede per l’elezione del Senato e poi della Camera. Lunedì 5 marzo, dalle 14, inizierà anche lo scrutinio delle elezioni regionali.

Lo spoglio delle votazioni per le elezioni politiche inizia alla chiusura delle urne e proseguirà per l’intera notte del 4 marzo. Le prime indicazioni arriveranno con gli exit poll, tra le 23 e mezzanotte. Tuttavia i primi dati “interessanti” giungeranno dal ministero dell’Interno con l’assegnazione dei vari collegi uninominali, poiché forniranno una chiave di lettura del voto degli italiani alle due coalizioni – centrodestra e centrosinistra – e anche ai diversi partiti.

Lo scrutinio del voto proporzionale risulterà molto più lungo, in larga parte perché per avere un “dato reale” bisognerà attendere fino allo spoglio delle schede elettorali in tutte le 61mila sezioni italiane in cui si vota. Intorno alle 2 di notte potrebbero arrivare i primi dati, sopratutto per ciò che riguarda il Senato, e qualche ora più tardi (persino intorno alle 5) quelli della Camera. I dati definitivi complessivi potrebbero arrivare persino lunedì sera.

Il ministero dell’Interno ha già avvertito del rischio ritardi, dal momento che la fase del conteggio dei voti avverrà in tre diverse fasi, la prima volta che ciò avviene con l’introduzione del Rosatellum. Infine, toccherà ai cosidetti pluricandidati, ossia coloro che sono candidati in più collegi. Se il candidato viene eletto nel collegio uninominale, libera il seggio in cui era candidato con il sistema proporzionale, lasciando il posto al candidato successivo nel listino. Saranno gli Uffici delle Corti d’Appello a nominare formalmente i neoeletti.

L’affluenza negli anni

L’affluenza al voto negli 15 anni è diminuita passando dall’81 per cento del 2001 al 75 per cento nel 2013 (nel 1992 è stata dell’87 per cento).

Siamo, con ogni probabilità, di fronte alle elezioni politiche più incerte dell’ultimo decennio. Cosa accadrà dopo il 4 marzo? Le previsioni. In redazione a TPI, Luca Serafini ha messo insieme tre possibili scenari dopo il voto del 4 marzo.

Le schede consegnate agli elettori sono due: una rosa per la Camera dei Deputati e una gialla per il Senato della Repubblica, ma la modalità di voto è la medesima.

Le schede che gli elettori troveranno al seggio in occasione di questa tornata elettorale avranno un tagliando anti-frode con un numero di serie e non potranno essere inserite direttamente nell’urna, ma dovranno prima essere consegnate al presidente, che provvederà a staccare il tagliando e a inserirle nell’urna, per verificare che non ci siano anomalie.

I programmi dei partiti elettorali

Tra proposte e promesse, i partiti si stanno confrontando senza esclusione di colpi su moltissimi temi. Qui abbiamo pubblicato un’infografica riassuntiva che mette a confronto le proposte dei partiti su diverse tematiche.

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