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Elezioni, le previsioni per il 4 marzo

Siamo, con ogni probabilità, di fronte alle elezioni politiche più incerte dell'ultimo decennio. Cosa accadrà dopo il 4 marzo?

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Domenica 4 marzo 2018 si vota per le elezioni politiche. I cittadini si recheranno alle urne per rinnovare il parlamento.

Siamo, con ogni probabilità, di fronte alle elezioni politiche più incerte dell’ultimo decennio, in larga parte a causa di una legge elettorale, il Rosatellum bis, che non garantirà una maggioranza assoluta con facilità (sapete già come si vota, vero? E attenti a non annullare, involontariamente, la vostra scheda elettorale).

Ma quali sono le previsioni per le elezioni del 4 marzo? In redazione a TPI, Luca Serafini ha messo insieme tre possibili scenari per il dopo voto del 4 marzo. Qui sotto, nel frattempo, abbiamo provato a chiarire gli aspetti “certi” al fine di fornire delle previsioni per queste elezioni.

Diretta Elezioni 4 marzo | Risultati in tempo reale 

Gli ultimi sondaggi “pubblicabili”, quelli di venerdì 16 febbraio per intenderci, indicano un vantaggio della coalizione di centrodestra, composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, rispetto al centrosinistra formato da Partito Democratico, Più Europa, Civica Popolare e Insieme. Il Movimento 5 Stelle è in lizza per diventare il primo partito italiano alle elezioni del 4 marzo.

Il problema della maggioranza assoluta 

Il punto focale di tutta questa discussione è che la legge elettorale del Rosatellum bis non garantirà una maggioranza assoluta a nessuna delle forze politiche che corrono per queste elezioni politiche del 4 marzo.

Si stima che la soglia per raggiungere la maggioranza assoluta sia intorno, o superiore, al 40 per cento. Una cifra che nessun sondaggio sin qui ha mai attribuito ad alcuna coalizione politica (e men che mai ad alcun partito).

Questo, senza considerare il fatto che ogni coalizione è frutto di un’unione funzionale al voto e che tuttavia cela una tensione su diversi punti centrali di questa campagna elettorale (come ad esempio la sostanziale differenza tra l’idea di Salvini della Lega e quella di Berlusconi di Forza Italia sull‘immigrazione e sulla posizione dell’Italia in Europa). Intanto, è stato confermato che Antonio Tajani è il candidato premier di Forza Italia.

Osservando i programmi elettorali dei partiti a confronto, è possibile notare che in questa campagna elettorale tutti hanno promesso molto ma sarà difficile rispettare ciascuno di questi patti.

Ad ogni modo, la vera sfida – si è andato dicendo nelle ultime settimane di questa campagna elettorale – è perlopiù incentrata su alcuni collegi chiave al sud d’Italia contesi tra il centrodestra e il M5S, guidata dal leader Luigi di Maio e la sua nuova, già pre-annunciata, squadra di governo, composta da 17 ministri (5 donne).

Se non avete capito come si vota domenica 4 marzo, qui trovate tutto quello che dovete sapere. Tra l’altro, giovedì primo marzo 2018 l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha diffuso gli ultimi dati disponibili sul tasso di disoccupazione e sul Pil in Italia.

Si tratta di cifre che erano particolarmente attese, poiché vengono comunicate a soli tre giorni dalle elezioni del 4 marzo (Qui una guida breve e semplice per capire come si vota).

Il problema del Rosatellum 

La nuova legge elettorale, il Rosatellum bis, è un sistema elettorale misto: alla Camera 231 seggi saranno assegnati con il sistema maggioritario in altrettanti collegi uninominali, 386 invece con il sistema proporzionale.

Nei collegi uninominali, con il maggioritario, vince il candidato che ottiene anche un solo voto più degli altri, mentre nel proporzionale i seggi vengono assegnati in maniera proporzionale in base ai voti ottenuti.

Ai seggi di cui sopra vanno poi aggiunti i 12 seggi degli italiani all’estero, eletti con il proporzionale, e quello uninominale della Valle d’Aosta, che essendo uno solo viene matematicamente assegnato con il sistema uninominale.

Lo stesso meccanismo vale anche per il Senato, dove 102 seggi sono assegnati in altrettanti collegi uninominali, e i restanti 207 con il sistema proporzionale, mentre anche qui i sei senatori in rappresentanza degli italiani all’estero saranno eletti con il sistema proporzionale.

In entrambe le camere, dunque, il 36 per cento dei membri sarà eletto con il sistema maggioritario in collegi uninominali, mentre il rimanente 64 per cento con il proporzionale.

Per conoscere nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere su come si vota il 4 marzo, guarda questo video riassuntivo. Qui, invece, ecco come votare senza rischiare di annullare la propria scheda (leggi l’articolo completo e approfondito)

Le schede consegnate agli elettori sono due: una rosa per la Camera dei Deputati e una gialla per il Senato della Repubblica (consegnata a chi abbia compiuto almeno 25 anni), ma la modalità di voto è la medesima.

Campagna regione lazio

Le schede che gli elettori troveranno al seggio in occasione di questa tornata elettorale avranno un tagliando anti-frode con un numero di serie e non potranno essere inserite direttamente nell’urna, ma dovranno prima essere consegnate al presidente, che provvederà a staccare il tagliando e a inserirle nell’urna, per verificare che non ci siano anomalie.

Gli ultimi sondaggi “pubblicabili” (metà febbraio) sul voto del 4 marzo: ecco cosa dicono

  • Demetra (su Sole 24 Ore ):

  • M5s: 29,4%

  • Pd: 23,7%
  • Più Europa: 2,6%
  • Civica popolare: 0,6%
  • Insieme: 0,5%
    Centrosinistra: 27,4%

  • Liberi e uguali: 5,3%

  • Forza Italia: 15,0%
  • Lega: 14,7%
  • Fratelli d’Italia: 4,4%
  • Noi con l’Italia Udc: 0,6%
    Centrodestra: 34,7%

  • Nando Pagnoncelli (su Corriere della Sera) alla Camera dei Deputati:
  • Centrodestra: fra 270 e 296 (la maggioranza assoluta è 316)
  • Centrosinistra: 148 – 168
  • M5S: 137 – 167
  • Leu: 20 – 28.

  • Demos (su Repubblica)
  • M5S: 27,8%

  • Pd: 21,9%

  • Forza Italia: 16,3%

  • Lega: 13,2%

    • Fratelli d’Italia: 4,8%

    • Più Europa: 3,5%

    • Liberi e uguali: 6,1%

    • Altri: 6,4%

    Si stima che gli elettori indecisi, e dunque possibili assenteisti, siano oltre 1 italiano su 3. Alcuni di quesi potrebbero del tutto disertare le urne. Altri invece potrebbero ancora non sapere chi votare.

    E quindi come potrebbe finire?

    Tutti i sondaggi concordano su un punto: la coalizione del centrodestra è in vantaggio sugli altri, e secondo gli ultimi rilevamenti potrebbe ottenere tra il 35 e il 38 per cento dei voti.

    La coalizione del centrosinistra potrebbe ottenere tra il 25 e il 29 per cento, ben al di sotto di quanto attribuito al centrodestra (il PD da solo potrebbe ottenere tra il 21 e il 23 per cento).

    Il M5S come singolo partito è dato tra il 27 e il 29 per cento. Liberi e Uguali, forza politica guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso, è stimato intorno al 6-7 per cento. Ma certamente aiuta al deficit del centrosinistra sul centrodestra.

    Il problema con i sondaggi stessi

    Negli ultimi tre anni, si è dibattuto a lungo sul problema e il fallimento dei sondaggi, che non sono stati in grado di prevedere la vittoria di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti e della Brexit nel Regno Unito, tra le altre cose.

    Sempre più spesso, i sondaggi sbagliano. Ma perché questo accade? Pesa di più la crescente difficoltà nel misurare le intenzioni di voto dell’opinione pubblica o l’affidabilità della metodologia dei sondaggi stessi e dei sistemi utilizzati? Un articolo lo spiega.

    I programmi elettorali dei partiti a confronto (in un’infografica)

    Tra proposte e promesse, i partiti si stanno confrontando senza esclusione di colpi su moltissimi temi. Qui abbiamo pubblicato un’infografica riassuntiva che mette a confronto le proposte dei partiti su diverse tematiche.

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