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Le donne africane che usano prodotti pericolosi per sbiancarsi la pelle
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Le donne africane che usano prodotti pericolosi per sbiancarsi la pelle

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che sono i nigeriani i maggiori utilizzatori di prodotti sbiancanti: il 77 per cento delle donne nigeriane li usa regolarmente. Sono seguiti dal Togo con il 59 per cento, dal Sud Africa 35 per cento e dal Mali 25 per cento

28 Feb. 2018

Emmanuel Nkrumah, il capo del settore cosmetica e prodotti chimici della della Food and Drug Administration (FDA) l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha denunciato, il 27 febbraio scorso, un uso preoccupante delle pillole e prodotti per sbiancamento della pelle che contengono idrochinone e mercurio.

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“L’uso di questi farmaci ha raggiunto una fase allarmante, è l’ignoranza che sta facendo sì che le persone sentano la necessità di assumerle”.

Emmanuel Nkrumah lo ha dichiarato alla stampa in un laboratorio nella città di Takoradi, in Ghana, a proposito delle pillole e prodotti per lo sbiancamento della pelle che contengono idrochinone e mercurio.

La denuncia della FDA riguarda, in particolare, l’uso che alcune donne in gravidanza fanno di pillole  per lo sbiancamento con l’intento di dare alla luce bambini e bambine con la pelle chiara mettendo in serio pericolo la propria salute e quella del feto.

In molte parti dell’Africa e dell’Asia, infatti, le donne dalla pelle più chiara sono considerate più belle, si crede che abbiano più successo e più probabilità di trovare marito.

L’origine di questa credenza non è ancora chiara, ma i ricercatori l’hanno collegata alla diffusa cultura ‘biancocentrica’ e alla storia coloniale dei diversi stati nel continente africano dove la pelle bianca era sinonimo di bellezza e lo è tuttora.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che sono i nigeriani i maggiori utilizzatori di tali prodotti: il 77 per cento delle donne nigeriane li usa regolarmente. Sono seguiti da Togo con il 59 per cento, il Sud Africa con il 35 per cento e il Mali al 25 per cento.

Il Sudafrica ha infatti già vietato prodotti contenenti più del 2 per cento di idrochinone, il principio attivo più comune dagli anni ’80. Ma non è difficile reperirlo.

Ma lo sbiancamento della pelle non è un fascino e un’ossessione solo per le donne, l’hair stylist congolese Jackson Marcelle ha raccontato alla BBC che da dieci anni fa regolari iniezioni ogni sei mesi per sbiancare la pelle.

“Prego ogni giorno e chiedo a Dio, ‘Dio, perché mi hai fatto diventare nero?’ Non mi piace essere nero, non mi piace la pelle nera “, dice.

L’idrochinone, vietato in tutta la comunità europea dall’Istituto Superiore della Sanità, è un fenolo e come agente topico, agendo sulla quantità di pigmento creato dalla pelle la fa sembrare più chiara.

Se assunto per via orale e in grandi quantità, l’idrochinone è tossico e può causare ronzio delle orecchie, nausea, convulsioni e colorazione bluastra della pelle a causa di carenza di ossigeno nel sangue (cianosi). Grandi quantità di idrochinone orale può anche causare danni al fegato.

La direttiva sull’idrochinone a percentuale zero nei prodotti cosmetici è entrata in vigore nel 2016 (GS227: 2-2016) ed è stata rivista nel 2017 (GS227: 2-2017) dalla Ghana Standards Authority (GSA).

La FDA (Food and Drug Administration), durante l’incontro di sensibilizzazione ai media nel laboratorio ganese, ha espresso preoccupazione per il crescente uso di pillole sbiancanti nel paese, affermando di non aver mai approvato alcuna pillola, compressa o prodotto cosmetico per lo schiarimento della pelle.

La loro distribuzione, vendita e utilizzo rappresenta, quindi, a tutti gli effetti un reato.

Credit: Sia Kambou / AFP

“È vietato produrre una compressa o una pillola sbiancante, la FDA non ha mai approvato alcuna compressa o pillola per questo scopo. Quindi, se la si possiede, diventa un reato perché quel farmaco non è mai stato registrato” ha comunicato l’ente governativo statunitense nella sezione ganese.

Compresse e creme per sbiancare la pelle hanno effetti negativi sul corpo; compreso il fatto che possono causare malattie della pelle, modificare l’odore, far sviluppare cancro al fegato e cancro alla pelle, oltre a rendere sensibili all’ipertensione e al diabete.

“Quindi, una volta che qualsiasi prodotto di questa categoria non è stato approvato dalla FDA per essere importato, fabbricato per la vendita e la distribuzione, il possesso e l’utilizzo a tale scopo diventa un reato in quanto non conforme alla Public Health Act” continua il funzionario ganese.

Già in un comunicato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si leggeva che ad essere contenuto in saponi e creme schiarenti della pelle è anche il mercurio.

“I saponi e le creme schiarenti sono comunemente usati in alcune nazioni africane e asiatiche. Sono anche usati tra le popolazioni di pelle scura in Europa e Nord America. I sali di mercurio inibiscono la formazione di melanina, determinando un tono più chiaro della pelle. Il mercurio nei cosmetici esiste in due forme: inorganico e organico. Mercurio inorganico (ad es. mercurio ammoniacato) è usato in saponi e creme per schiarire la pelle. Composti organici del mercurio (tiomersale [etil mercurio] e sali fenil mercurici) sono usati come conservanti cosmetici in prodotti per la pulizia di occhi e mascara”.

Il capo del dipartimento di cosmetici e prodotti chimici di FDA, Nkrumah, ha rivelato che alcune delle malattie causate dall’uso dell’idrochinone sono irreversibili o risolvibili ma dopo lunghe cure molto costose.

L’uso di prodotti cosmetici contenenti idrochinone per lo sbiancamento è diventato un problema crescente per la popolazione ganese, e Nkrumah ha ammonito le donne in gravidanza dall’assunzione di sostanze che sbianchino la pelle dei loro neonati e le ha avvertite di cessarne immediatamente l’uso.

Secondo lo studio della FDA, l’ingestione di queste pillole ha causato ai neonati malattie ai reni e al fegato, melanomi, assottigliamento della pelle e problemi agli occhi, senza contare altre infezioni che hanno avuto effetti negativi a lungo termine sullo stato di salute dei bambini.

Ma, nonostante le istituzioni e le forze governative si stiano mobilitando per rintracciare e perseguire le società e gli individui in possesso delle pillole illecite, c è il rischio che si diffondano altri sistemi ancora più rischiosi.

I divieti e la sensibilizzazione ai media e sul territorio non sembrano ancora fermarne, però, l’utilizzo e, soprattutto, sradicare una mentalità culturalmente sbagliata e pericolosa.

 

 

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