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50mila cittadini chiedono la riforma del trattato di Dublino, i politici rispondono

In Europa, i flussi migratori, questione strutturale e planetaria, gravano quasi solo sulle spalle di un paese: l'Italia. Ecco la petizione per chiedere la modifica delle regole attuali su Change.org

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Credit: Afp

“Il Trattato di Dublino è il principale ostacolo ad una gestione solidale del fenomeno migratorio tra i paesi europei”.

Con queste parole il Movimento 5 Stelle risponde alla petizione di Donato Russo lanciata su Change.org, sostenuta da 50mila cittadini, per richiedere una presa di responsabilità da parte dell’Europa nella gestione del fenomeno immigrazione.

“Senza rivedere questo accordo”, continua il M5S, “l’Italia è condannata a veder aumentare sia l’ostilità verso il progetto europeo che quella verso gli stessi migranti, vittime di un sistema molto più grande di loro”.

Nella serata di lunedì 26 febbraio è arrivata anche la risposta di Liberi e Uguali: “Il trattato di Dublino va riformato perché ciascun Paese europeo abbia la responsabilità di gestire i flussi di rifugiati in maniera condivisa.

Per noi l’accoglienza e la solidarietà sono importanti, sono una questione di civiltà”. Nessuna dichiarazione è stata inviata dalle altre forze politiche candidate alle elezioni in merito a questa petizione.

La petizione di Donato fa parte di un movimento di più di un milione di cittadini che su Change.org chiedono ai candidati alle prossime elezioni una presa di posizione su temi come la corruzione, la violenza contro le donne, la riforma della giustizia, gli investimenti in ricerca e innovazione, l’abolizione dei vitalizi, e molti altri.

La richiesta di Donato sulla riforma del trattato di Dublino arriva proprio nei giorni in cui i rappresentanti di associazioni francesi e italiane, che stanno portando assistenza a persone illegalmente respinte ai confini con la Francia, denunciano l’atteggiamento della polizia nei confronti dei minori: “Violando la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e gli accordi europei sull’accoglienza dei rifugiati, nonché il diritto di asilo, le autorità francesi continuano a negare i diritti delle persone che attraversano la frontiera italiana per raggiungere la Francia”, riportano gli attivisti su Melting Pot.

“Questa notizia non fa che ribadire l’importanza per il prossimo governo di agire nei confronti degli altri paesi europei e pretendere che la responsabilità del problema migratorio sia distribuita a livello europeo”, sostiene Donato Grande.

Il link alla petizione.

Il testo della petizione

In Europa, i flussi migratori, questione strutturale e planetaria, gravano quasi solo sulle spalle di un paese: l’Italia.

Nei fatti, con la non accettazione dell’apertura dei porti di altre Nazioni europee a migranti che ogni giorno vengono spinti in mare dalla disperazione e dalla fame, l’Europa sta ponendo fine ai suoi concetti fondanti di solidarietà. Trovo aberrante che l’Europa non stia adottando una strategia e un piano comune per affrontare il problema migratorio e lasci invece soli Paesi come l’Italia.

L’Europa non può continuare a contare le vittime stando a guardare. Il Trattato di Dublino, secondo il quale la responsabilità dell’asilo è del Paese di primo sbarco, non funziona. Tutti i Paesi dell’Unione europea dovrebbero garantire l’accesso alla procedura di richiesta d’asilo!

Come italiani dobbiamo farci sentire: il Trattato di Dublino deve cambiare e la responsabilità del problema migratorio deve essere distribuita a livello europeo.

Chiediamo a tutti i candidati delle elezioni che avverranno in Italia il prossimo 4 marzo, di impegnarsi affinchè in futuro si pretenda dall’Europa equità e giustizia su questo tema. Chiariteci la vostra posizione e quale sarà il vostro impegno in merito, una volta che salirete al Governo.

Lo chiediamo per noi italiani, che siamo sotto pressione; lo chiediamo per i migranti, che continuano a morire in mare, ad essere vittime del business del traffico umano, ad essere bloccati in Italia in condizioni di disagio.

Clicca qui per firmare la petizione.

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