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Ecco come l’attività fisica che facciamo oggi influisce sulla nostra personalità (anche fra 20 anni)
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Perché fare attività fisica influisce sulla nostra personalità? Credit: Pixabay

Ecco come l’attività fisica che facciamo oggi influisce sulla nostra personalità (anche fra 20 anni)

Fare attività fisica porta benefici al corpo e alla mente. Ora uno studio ha svelato che influisce anche sulla nostra personalità

27 Feb. 2018
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Perché fare attività fisica influisce sulla nostra personalità? Credit: Pixabay

Secondo un rapporto del 2014 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la sedentarietà è il quarto principale fattore di rischio di mortalità globale e causa ogni anno di 3,2 milioni di decessi.

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In particolare, l’inattività fisica è responsabile di circa il 30 per cento delle malattie cardiache, del 27 per cento dei casi di diabete e del 21-25 per cento dei tumori al seno e al colon.

Secondo una statistica del 2017, pubblicata dal British Heart Foundation, le persone stanno sedute in media una somma di ore pari a 76 giorni l’anno.

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Se i pericoli di una vita sedentaria sono conosciuti da tempo, meno note sono le implicazioni che causa sulla personalità un simile stile di vita.

Infatti, in un articolo del Journal of Research in Personality, scritto da Yannick Stephan dell’Université de Montpellier insieme ad altri quattro ricercatori, è stato scoperto che una maggiore inattività fisica è associata a un deterioramento della personalità che avviene circa due decenni più tardi.

I risultati, inoltre, suggeriscono che anche solo un moderato aumento dei livelli di attività oggi potrebbe avere implicazioni positive per la personalità tra decenni.

Per realizzare lo studio, due dei ricercatori hanno analizzato le risposte di 6mila cinquantenni del Wisconsin, negli Stati Uniti, a proposito dei propri livelli di attività fisica, prima tra il 1992 e il 1994, poi nel 2011.

L’altra parte dello studio è stata condotta sempre negli Stati Uniti, e ha coinvolto oltre 2.500 quarantenni che hanno risposto alle domande per la prima volta tra il 1995 e il 1996, e in seguito tra il 2013 e il 2014.

Il risultato principale indicava che una maggiore inattività fisica veniva associata, due decenni più tardi, a cali più marcati nella nell’estroversione e nell’apertura mentale dei partecipanti.

I ricercatori hanno diviso l’attività fisica in leggera, come il giardinaggio; moderata, come camminare a passo sostenuto; e pesante, come correre o sollevare pesi. Secondo i risultati, ciò che diminuisce maggiormente i livelli di estroversione è principalmente la mancanza di attività fisica moderata.

Sebbene di solito non si pensi all’attività fisica come a un qualcosa che possa modificare la personalità, in effetti esiste uno stretto collegamento tra quest’ultima e la nostra fisiologia di base, compresa la nostra reattività allo stress.

L’inattività, infatti, influisce sul tipo di vita che il nostro corpo è in grado di condurre, anche come reazione a lungo termine. Essere meno attivi può anche contribuire a diventare meno auto-disciplinati, meno curiosi e avventurosi.

Dallo studio risulta però che non esiste un collegamento tra l’inattività e una maggiore instabilità emotiva. Anzi: l’attività fisica più pesante è stata associata a una maggiore instabilità emotiva due decenni dopo.

Comunque, nonostante la precisione della ricerca, ci sono moltissimi fattori, anche nelle abitudini delle persone prima dello studio, che possono averne influenzato i risultati. Ma ciò non toglie che i dati raccolti rafforzino l’idea, già consolidata, che l’attività fisica e il carattere siano strettamente collegati.

“È probabile che i benefici di un piccolo aumento nell’attività fisica possano accumularsi nel tempo, determinando un significativo cambiamento di personalità [in positivo]”, hanno detto i ricercatori.

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